Attraverso altri occhi

Scritto il 7 novembre 2009. Visto 1.539 volte

di Carla Mura.

Interagire e comunicare con gli altri rappresenta un’attività quotidiana automatica ed innata che ci permette di conoscere pensieri e stati d’animo. Per alcuni individui questo processo risulta compromesso. Essi manifestano una particolare sintomatologia che rientra in quelli che vengono definiti Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (PDD). Le caratteristiche più comuni riguardano: la compromissione dell’interazione sociale, un inadeguato contatto oculare, comportamenti ripetitivi e stereotipati, assenza o difficoltà nel linguaggio.

I Disturbi Pervasivi dello Sviluppo comprendono gruppi di patologie tra i quali l’autismo. Esso, nella sua forma tradizionale, si manifesta nei primi anni di vita e riguarda i maschi, senza distinzione di razza o livello sociale in misura 4 volte maggiore rispetto alle femmine. Coloro che presentano qualche sintomo dell’autismo, ma non abbastanza da essere diagnosticati come “autismo classico” vengono spesso riconosciuti come Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato (PDD_NOS). Le persone, invece, con un linguaggio ben sviluppato, un elevato livello intellettivo con “isole di competenza” molto specifiche ma con difficoltà nell’interazione sociale ed interessi ripetitivi e ristetti rientrano nella Sindrome di Asperger.

Nell’ambito della diagnosi e cura dell’Autismo in Sardegna è presente il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo che opera dal 2003 all’interno dell’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” di Cagliari. Il Centro fonda la sua attività sulla diagnosi precoce e sull’attuazione di progetti di intervento a favore dei bambini con PDD.

Rispetto ad un’incidenza stimata intorno a 20 nuovi casi, per anno, ogni 10mila nati, il Centro riesce attualmente a seguire un numero ancora ridotto di pazienti. Nonostante l’importanza di una terapia precoce, tanti bambini sardi affetti da autismo sono costretti a lunghe attese.

Oltre all’incessante lavoro svolto da neuropsichiatri, terapisti e logopediste si aggiungono tante altre figure. Da alcuni anni io, insieme ad una trentina di altri miei colleghi psicologi, offriamo volontariamente la nostra attività di collaborazione per accrescere le conoscenze su questi disturbi e promuovere il benessere psicologico dei bambini e delle loro famiglie. In particolare, se le terapie vengono intraprese quando i bambini sono molto piccoli hanno più probabilità di far sviluppare abilità sociali e linguistiche. Ciò che è importante sottolineare è che i sintomi dell’autismo possono migliorare con un intervento precoce e costante. Per questo motivo offriamo sempre un sorriso e una speranza a tutti i piccoli pazienti e ai loro cari cercando di capire come si vede il mondo attraverso altri occhi.

Carla Mura


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