Volare senza ali, dipingere senza mani

Scritto il 6 agosto 2010. Visto 3.753 volte
di Paolo Casti

Nata senza braccia, danza sfidando le leggi della fisica, dipinge e fa ogni cosa con i piedi, che come lei stessa dice «in pratica, le mie mani»; non rifiuta la sua disabilità «a me in realtà non manca nulla, quello che gli altri vedono come un handicap, per me non lo è».

Papà Vitalino è di Serramanna e mamma Antonina Matza di Suelli, e Simona pur essendo nata a Milano porta dentro tutti i segni distintivi del carattere forte dei sardi, come la tenacia e la testardaggine che le hanno permesso di girare il mondo, ricevere riconoscimenti di livello internazionale (è stata protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino 2006), essere una pittrice tecnicamente e artisticamente realizzata (ha  donato a Papa Giovanni Paolo II il ritratto del Santo Padre durante un’udienza privata in Vaticano), è ritratta nella copertina del libro di Candido Cannavò “E li chiamano Disabili”, ma è soprattutto una persona che riesce a condurre una vita assolutamente “normale”, tanto è vero che guida anche la macchina.

Il suo inusuale equilibrio fisico fa da contrasto ad un superlativo equilibrio psicologico, che le consente, con un sorriso, sia di mettere a proprio agio chiunque la avvicini e sia sopprimere la curiosità morbosa di chi la scruta con compassione quando se la vede passare davanti. L’ho contattata per rendere pubblica la sua ammirevole storie umana e artistica e lei, grazie al suo staff, mi ha risposto immediatamente e molto gentilmente si è prestata ad una piccola intervista.

Come è iniziata la tua “avventura”?

Ho iniziato a dipingere fin da piccola, e a  soli 4 anni ho fatto la prima mostra. È proprio così che è iniziata la mia grande avventura… a 8 anni sono entrata a far parte dell’Associazione Mondiale dei pittori che dipingono con la bocca e col piede (VDMFK) e ho iniziato a partecipare a varie mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero.

Cosa rappresenta per te la pittura?

La pittura per me rappresentava un gioco, un modo per esprimere ciò che sentivo dentro…ricordo che da piccola giocavo disegnando, inventavo le mie storie che prendevano vita sulla carta… passavo ore ed ore a disegnare e non sapevo ancora che proprio da lì sarebbe nato un grande amore per questa meravigliosa forma d’arte… Credo però di essere riuscita a capire il grande valore che la pittura rappresentava per me, solo molto dopo, durante un lungo e freddo inverno trascorso in Canada avvolta dal silenzio e dalla tranquillità che un paesaggio nevoso ti offre, mi sono, come d’incanto, fermata ad ascoltare la voce che mi parlava dentro, mentre lasciavo che le mie sensazioni si trasformassero in colori e forme. E` durante quel periodo, che ho capito quali magnifiche sensazioni la pitture fosse veramente capace di farmi provare, mi sono resa conto del grande calore che riuscivo a provare dentro mentre lasciavo che i miei “piedini d’oro” tramutassero le mie emozioni in arte.

Dal 2008 i suoi quadri sono esposti in mostra permanente nella città di London Ontario (Canada) e per la prima volta, nel Giubileo del 2000, ha portato la danza in una Chiesa con una coreografia dal titolo “Amen”. Ha iniziato a danzare a soli 6 anni.

Cosa mi dici, invece, della danza?

Ogni volta che penso al mio corpo, lo immagino che si muove nello spazio e nel tempo; questo è l’unico modo che conosco per esprimere me stessa completamente, per sentirmi veramente libera. Volo senza ali credo sia la definizione perfetta per il modo di danzare e per ciò che la danza rappresenta per me… un modo per “volare via” dal mondo, per raggiungere ciò che sta al di là della realtà dove il mio corpo e la mia mente sono un tutt’uno.

Simona, oltre a danzare e dipingere è molto richiesta per partecipare ad incontri motivazionali; è incomprensibile che a dispetto di tutti questi meriti umani e artistici, pochi paesi della Sardegna l’abbiano finora invitata a testimoniare la sua eccezionale esperienza di donna, di danzatrice, di pittrice,  di cittadina, che è orgogliosa di aver imparato “su sardu” dai genitori.


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6 commenti in “Volare senza ali, dipingere senza mani”

  1. Paola Medda scrive:

    HO VISTO SIMONA VARIE VOLTE IN TV…DANZARE ..VOLTEGGIARE LEGGERA ….E PROPRIO UNA GRAN BELLA PERSONA…..SPECIALE….ORGOGLIO SARDO….E COME DICE LEI .. PENSO K L’HANDICAP LO VEDIAMO SOLO NOI…..

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  2. Paolo Casti scrive:

    Ieri Simona è stata protagonista di una delle storie di “invincibili” andato in onda su Italia 1

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  3. elvio incani scrive:

    non ci sono parole per descrivere l’ammirazione che ho per questa persona

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  4. Persona davvero incredibile…

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  5. Francesca Murgia scrive:

    Spesso penso a quante persone hanno tutto: salute, persone intorno che le amano, una bella casa, tranquillità economica… eppure sono depresse, non sono mai contente e non amano la vita…….
    Poi ci sono altre persone a cui la vita ha fatto degli scherzi imperdonabili e non si arrendono comunque…anzi: fanno della loro vita un esempio di coraggio e forza d’animo da imitare…

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  6. davide btz scrive:

    Un’intervista è presente anche nel Foglio Parrocchiale di S. Leonardo di questa settimana:

    [Rispondi]

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