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Era la cantina più grande d’Europa

di admin Letto 27.739 volte22

di Paolo Casti

Cantina sociale di Serramanna (oggi)

Il 2 settembre 1954, 23 proprietari di vigneti costituirono davanti al Notaio Giovanni Battista Lonis la Società Cooperativa a.r.l. del Campidano di Serramanna, che si proponeva di “costruire e gestire magazzini ed impianti per la raccolta e trasformazione dell’uva conferita dai soci e di produrre vini di tipo costante”.

Nel 1958 la società, che contava oltre 300 soci, dava inizio alla sua attività con la lavorazione di 18.800 quintali d’uva (pagata ai produttori 200 lire al q.le/grado, cioè circa Lire 3.574 a q.le). Svettava su tutto il complesso la Torre Sernagiotto, inaugurata nel maggio 1960 dal ministro On. Antonio Maxia, già sottosegretario agli Interni nel governo Fanfani e successivamente nominato sottosegretario al Tesoro nel governo Scelba; nel corso degli anni vennero costruiti nuovi lotti di vasche, uffici, dependance per il custode, sale di rappresentanza, locali per la vendita al minuto, scantinato per l’invecchiamento dei vini pregiati in botti di rovere, impianti di imbottigliamento etc.

 

Cantina sociale di Serramanna (1960)
Cantina sociale di Serramanna (1960)

Nel 1978, si era arrivati, con un aumento graduale nel corso degli anni, a lavorare 194.000 q.li con un compenso medio ai soci di Lire 18.000 a q.le per le uve meno pregiate.

 

Si producevano vini da tavola ma anche vini pregiati quali il Malvasia, il Vermentino, il Nasco, il Monica e il Vernaccia; alcuni di questi a marchio DOC.

Arrivò ad essere definita la Cantina più grande d’Europa, ma alla fine degli anni ottanta, carica di debiti e impossibilitata a pagare ai soci il compenso per le uve conferite, dovette interrompere la sua attività e chiudere lo stabilimento.

Nel 1994 la Regione Sardegna si è presa lo stabilimento accollandosi tutti i debiti, compresi i saldi ai soci per l’uva dei  conferimenti degli ultimi anni. Lo stabilimento successivamente è stato in parte utilizzato soprattutto per l’ammasso del grano nei grandi silos metallici che venivano ceduti in affitto a dei privati.

Il 13 novembre 2004, con l’inviato Cristian Cocco, è stata anche al centro della puntata di Striscia la Notizia nella sezione “sprechi & incompiute”.

La situazione di grave degrado in cui versa l’intera area imporrebbe un intervento immediato, specie perché gli immobili e gli impianti che residuano sono sottoposti a procedura esecutiva presso l’Autorità Giudiziaria Ordinaria.

L’argomento, infine, è di grande attualità e rilevanza specialmente perché numerose Aziende agricole del territorio tengono salda una forte vocazione vitivinicola.

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Commenti (22)

  1. ah che bei ricordi… sa binnenna e poi a cantina..

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  2. Serramanna era un paese ricco, invidiato da città Emiliane e Piemontesi. A Serramanna tutti ricchi cosi dicevano i continentali, anni 70/72.
    E adesso?

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  3. Il 13 novembre 2004, con l’inviato Cristian Cocco, è stata anche al centro della puntata di Striscia………

    si ma questo folcloristico personaggio disse solo un sacco di balossagini!!!!…. un'ignorante!!! non sapeva neanche di cosa stava parlando date e quant'altro erano fuori luogo!!! tant'è che mandai una mail a striscia avvisandoli……

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  4. Michele hai ragione forse, ma chi aveva dato informazioni al Cocco? colpa di lui non di striscia, anche se sicuramente vero è che prima di fare servizio dovrebbero documentarsi migliore

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  5. non forse!!!! ho ragione sicuro!!!…. ieri mi son rivisto il servizio!!! non so chi avesse dato le informazioni sbagliate a questo personaggio in cerca d'autore!!!! però… il servizio l'ha fatto lui….

    dopo che ho scritto a striscia questa è la loro risposta:

    Riguardo alla sua mail al Gabibbo la preghiamo di contattare la redazionedel Sig. Cristian Cocco in Sardegna.3476________ (il numero l'ho cancellato per privacy) massimo murtas

    massimo murtas non so chi sia ma penso il segretario del folclore!!!…..

    non li ho contattati solo per un motivo… non dovevo essere io a contattare loro ma il contrario loro a me!!! sicuramente gli avrei fatti parlare con gente che la cantina l'ha vista crescere negli anni e morire di lenta agonia….

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  6. Vorrei far notare che la votazione vitivinicola delle aziende serramannesi è oramai inesistente. La maggior parte delle aziende coltiva cereali e ortaggi, frutticoltura (agrumeti in particolare), alcune coltivano sotto serra ed infine abbiamo gli allevamenti. I vigneti presenti sono coltivati da privati per autoconsumo.

    Resta fermo il fatto che la struttura debba essere in qualche modo recuperata, perché sennò prima o poi dovremo pagare (con soldi nostri) per la sua demolizione.

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  7. Si parlava di un eventuale demolizione per creare un centro commerciale… qualcuno conferma?

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  8. Ma anch'io ho sentito qualcosa del genere….in Consiglio Comunale già parlano dell'interesse dei privati sull'area che, ovviamente, non riaprirebbere la cantina ma che, con molta probabilità, realizzerebbero come dici tu Manuele un centro commerciale. Ma mi chiedo: se i beni mobili e immobili lì presenti sono sotto procedura esecutiva vuoi che chi è interessato all'area non attenda che il tutto sia svenduto per decidere poi di partecipare alle varie aste e aggiudicarselo praticamente gratis? E' molto probabile che i giochi siano già fatti……e noi siamo qui a discuterne e a rimpiangere il passato.

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  9. Di certo se il Comune non è più proprietario dell'area nè della struttura non può decidere di vendere e forse questo non è proprio un male… .http://www.aserramanna.it/2010/04/ferrovie-lsu-cantina-sociale-e-trasmissione-in-diretta-dei-consigli-comunali/

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  10. per tutta la provincia è stata una perdita …incalcolabile, tuttora ne paghiamo le conseguenze, ma è il caso di dire che tutti ….non hanno fatto nulla per salvare la cantina !!

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  11. era il nostro orgoglio. adesso è un ammasso di rovine.

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  12. il problema è…….. (EX CANTINA)..
    E CADE A PEZZI …DA 20ANNI
    :((((((((((((((((((((((((((

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  13. che tristezza per tutta la provincia del MC!!!

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  14. Sarebbe bello farla rivivere in onore dei nostri padri…

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  15. Ma non sono gli stessi nostri padri che l'hanno portata al fallimento? Perchè dovremmo accollarci noi figli le spese di ricatto dell'area e di bonifica di quanto lasciato a marcire per decenni?

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    1. Rispondo a Samuele Pinna via Fa: non sono stati i padri a portare al fallimento la cantina, ma bensì la mal gestione. E poi la decisione de l’unione europea e della regione Sardegna che ha fatto bensì che gli agricoltori levassero le vigne pagandoli un tanto ad etero. (Ed i giovani agricoltori ci sono cascati) le quote delle vigne poi sono state vendute sia in toscana nel veneto ed in emiglia ronagna. Io la cantina l’ho vista nascere e anche morire. Perciò non diamo la colpa hai nostri padri. Tutti sia dal piccolo agricoltore al grande davano fare mia culpa

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  16. owned!

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  17. mia madre conserva da qualche parte una vecchia cartolina in bianco e nero che la ritrae….

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