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SANT’AVENDRACE ( V.M. I Sec.) SANTO DI SERRAMANNA

di admin Letto 11.105 volte7

SANT’ AVENDRACE   ( V.M. I Sec.)

SANTO    DI    SERRAMANNA

di Luigi Atzori

Sentire il nome di Sant’ Avendrace, il pensiero corre  sul rione popoloso di Cagliari, antico borgo di pescatori,poco lontano dallo stagno di Santa Gilla,  i cui antenati erano sfuggiti alla distruzione di Sant’Igia. Utilizzarono le grotte della necropoli punica,  alla base  del colle di Tuvixeddu, come abitazioni,dove ancora  si trovano i resti.

MA CHI  ERA  S.AVENDRACE ?

La storia, ci ha tramandato quasi nulla intorno alla sua vita, delle sue gesta e del martirio. Sant’Avendrace conosciuto e venerato a Cagliari,  molti archeologi  danno ragione al riconoscimento e la provenienza da una località vicina a Serramanna.

Santo martirizzato a Cagliari, la tradizione ci riferisce che è nato intorno all’anno  45 d. C. nel villaggio  di Hypis (1) (Ippis o Gippi), antico villaggio del Campidano, località  cui apparteneva Serramanna. In sardo Santu Tenneru per la provenienza della zona chiamata Santa Tennera, dove sorge oggi  la chiesa a Cagliari.

La Storia

Sacerdote e Vescovo di Cagliari dal 70 al 77 d.C., Avendrace, convertito da San Clemente,  dopo aver ricevuto un’accurata istruzione nella fede,  ricevette il battesimo  e fu assai presto ordinato sacerdote.

Volgeva l’anno 70 dell’era cristiana.

Mentre l’Imperatore Nerone chiudeva drammaticamente la sua esistenza. Avendrace, assumeva  il governo della diocesi  cagliaritana, guadagnando molte anime  alla fede, successore nell’episcopato  di Siridonio, morto il 2 gennaio dell’anno  70 d.C.

Divenne  il 5° Arcivescovo nella sede cagliaritana:

1.     San Clemente;

2.     S. Emilio o Emiliano;

3.     San Bonifacio I;

4.     S. Siridonio;

5. S.Avendrace;

6. S. Bonifacio II M.;

7. S.Giusto I M.;

La sua predicazione e il suo zelo gli procurarono persecuzioni da parte dei pagani. Fu in questa occasione  che un cavaliere cristiano  gli offrì la possibilità di nascondersi  in luogo segreto, una grotta del suo giardino, sulle rive dello stagno di Santa Igia ( Santa Gilla ) di Karales (Cagliari),cripta sotto la chiesa che porta il suo nome ( la grotta esiste ancora ed è attualmente  una delle necropoli puniche).

In questo luogo rimase  due anni  e Dio lo sostenne miracolosamente  mandandogli ogni giorno del pane, sufficiente per il suo nutrimento che riceveva attraverso  un piccolo pertugio da un corvo, che aveva il suo nido vicino alla grotta e si dissetava  con l’acqua della sorgente che stava nella grotta.

Trapelata la notizia  che Avendrace si trovava nascosto in città, il preside romano  si diede  molto da fare  per scoprire il luogo  dove si  nascondeva  il Santo.

Avendrace, venuto a conoscenza  di queste investigazioni, non esitò a deporre le sue vesti di  Prelato, vestirsi  di sacco e fingersi  contadino. In tal modo  poteva visitare  tutta la sua diocesi  predicando il Vangelo.

PRAE DOLORE AUTEM  QUEM SUAE GREGIS HABEBAT  VILIBUS  EXIBAT VESTITUS  PER OPPIDA, ET UT OCCASIONEM  HABERET  SEMINANDI  EVANGELIUM  SE LOCABAT  AD OPERA ET,INTER MESSORES  POSITUS , DOMINUM  JESUM  CHRISTUM PRAEDICABAT.

(per il dolore  che aveva per il suo gregge, andava per i paesi  vestito in modo popolano, per avere occasione  di seminare il Vangelo, si mescolava tra i mietitori e predicava il Signore Gesù Cristo).

Il  preside romano Calidonio, nel frattempo,  era stato informato  del modo originale  di agire di Avendrace e cercava l’occasione di poterlo prendere. Ma il Santo, saputo ciò, si nascose  in un impervio  e solitario monte. Di qui per ordine di Dio, manifestatogli  da un angelo, ritornò a rifugiarsi  nella solita grotta cagliaritana nelle adiacenze della laguna.

Intanto  il preside romano Calidonio pubblicò gli edìtti  di persecuzione  contro i cristiani e in particolare  contro Avendrace, il quale scoperto, fu condannato alla pena  della decapitazione. Arrestato, torturato e decapitato, fu sepolto  nella grotta –tomba.

Era l’anno 85  dell’era cristiana.

Avendrace, durante la sua vita,  predisse che nel luogo  del suo martirio, i posteri gli avrebbero consacrato un tempio, come di fatto avvenne. Nella grotta-rifugio, martyrium e sepolcro, è sorta la chiesa in suo onore che sorge ai piedi  del famoso  e importante  colle di Tuvixeddu.

Nell’anno 1614 l’altare della chiesa di Sant’Avendrace era verso oriente e la porta verso lo stagno. Nell’altare  vi era una pala  antichissima ,con un dipinto del Santo in mitra e baccolo, rappresentato con le insegne vescovili

Note e curiosità

Fonti orali, tramandate da anziani del paese, narrano che anticamente a Serramanna esisteva una zona  chiamata “Sa Tennera”, localizzata nelle vicinanze di “ su bixianu de funtanedda” l’odierna Via Torino. Pare che fosse la  località   in cui nacque  il  Santo. (Non sono stati trovati  documenti che possono affermare  la punto  preciso della sua nascita).

I fedeli del  rione di Sant’Avendrace, a Cagliari, il 13 settembre quando si celebra la “Festa  di S. Avendrace”,( anniversario  del ritrovamento del suo corpo,rinvenuto nella  sepoltura della grotta) mostrano nella cripta, il foro attraverso il quale S. Avendrace riceveva il pane dal corvo. La cripta poi, presenta una curiosità; il suo pavimento  si riempie  perché filtra acqua  da una vena segreta  e quest’acqua   per la vicinanza del mare  e della laguna  dovrebbe essere salmastra,invece è dolce e tersa.( stessa acqua   cui  si dissetava il Santo)

Nel 1997,il Parroco Mons. Bruno Pittau, ha tenuto il solenne panegirico in onore del Santo e nella stessa occasione, ha proposto  al Parroco di S. Avendrace, che era il fratello  Mons. Dino Pittau,  fare un gemellaggio  tra la Parrocchia di S. Avendrace e il paese di Serramanna. La proposta non andò  in porto, perché il Parroco di S. Avendrace venne trasferito   in  Cattedrale.

Quando si doveva costruire  la nuova chiesa  in Serramanna e fu chiesto alla popolazione a quale   Santo dedicarla, ci fu anche  qualcuno che  propose  S.Avendrace.

Fonti:

(1)  “Versu “in parte Hypis, vicino a Serramanna,(Hortolani,vida y muerte del glorioso San Avendres  Obispo primero de Caller,1600, Arch.Storico   di  S. Avendrace). Nel 1414”Versu” non figura  nell’ “Incontrada  di Parte Ippis”,che comprende:Ippis Suso,  Ippis Josso,  Sorres,  Searu,  Pau de Vineis o Pitzu de Pau Josso, Pau Suso,  Inspidi, Anquesa, Fanari Suso, Fanari Josso                                                                                      Serramanna,Decimoputzu,Ussara,Leni

(cfr.Storia dei Feudi, manoscritto in Archivio di Stato di Cagliari).

  • Dionigi BonfantTriumpho de los Santos del Reyno de CerdeñaS.Avendrace  confessor,quinto Arcobis de Caller (1635);
  • Le notizie risalgono al 1600. Alcune informazioni  le ho prese  da uno studio,di prossima pubblicazione,scritto  da Mons. Dino Pittau.

( parroco della chiesa di S. Avendrace dal 2.10.1990 al 30.07.1998);

  • Le foto sono state concesse  da Mons. Dino Pittau.
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Commenti (7)

  1. Ciao Gigi. Grazie anche a te per aver voluto condividere queste interessanti informazioni con tutti i tuoi concittadini. E grazie anche per la correttezza dimostrata nell'aver indicato le fonti.

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  2. Molto bello quest'articolo

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  3. Informazioni interessanti e sicuramente sconosciute ai più.
    Grazie

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    1. Interessantissimo…complimenti

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  4. Dai racconti di mia nonna, che è nata in “bia funtanedda” come diceva lei…. esisteva una sorgente naturale che poi si è prosciugata negli anni…….

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  5. Ho letto con molto interesse la storia di sant’Avendrace rivivendo , nel contempo , il mio vissuto da chierichetto negli anni cinquanta. Con interesse ricevo notizie su Facebook relative ad iniziative parrocchiali e vi assicuro che, se anche vivo a Roma il vostro è anche il mio quartiere

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