Da alcuni anni mi capita di dover ricorrere spesso al treno come mezzo per spostarmi sul territorio, soprattutto per raggiungere Cagliari. Lo farei sempre volentieri se non fosse che, ahimé!, sono stata più volte costretta a rinunciare ai miei programmi o a modificarli, se non annullarli, per le improvvise soppressioni o modifiche degli orari stabiliti. E se accettiamo lo stravolgimento causato dagli scioperi (preannunciati, comunque, per tempo), non si riesce a capire i cambi d’orario o, peggio, la soppressione del servizio annunciati nell’imminenza della prevista partenza del treno.

Le proteste dei pendolari sono, ormai, un rituale scontato. Oltre il laconico, impersonale, impudente “Ci scusiamo per il ritardo”(o balle simili), vorremo che TRENITALIA ci dicesse, attraverso la Stampa o la TV, mettendoci anche la faccia, il perché e il percome sulle nostre giornate di pendolari sia costantemente in agguato il disservizio.
E, invece, che fa TRENITALIA? Imperterrita, continua a propinarci gli spot più provocatori, come “Trenitalia: la scelta più conveniente che c’è”.

Peccato che, per noi Sardi, ci sia poco da scegliere! E quando quel vecchio treno, spesso non proprio lindo, per il quale abbiamo pagato l’abbonamento o obliterato il biglietto, ti lascia a terra, che fai? Sorridi per lo scherzo e… via?

È vero, saremo “pocos, locos y mal unidos”, ma ci siamo, anche se, qualcuno, di tanto in tanto, ci prova a farci sparire dalla carta geografica. Perciò diciamo a TRENITALIA che, se dobbiamo ospitarla sul nostro isolotto, pretendiamo servizi efficienti, così come pretendiamo che il nome delle località toccate dal servizio (o disservizio) ferroviario sia scandito come si deve.
Perché, a qualcuno potrà apparire pretenziosa la protesta, se il treno è diretto a Carbonia-Serbarìu (accento tonico sulla
ì), non può essere che per ignoranza di chissachì debba arrivare a Carbonia-Serbàriu (accento tonico sulla à). Anche in queste, che non sono poi piccolezze, vogliamo essere rispettati.

E, se per questi disguidi linguistici, possiamo accusare TRENITALIA di ignoranza e superficialità, ben diversa è la nostra rimostranza verso quei Sardi (per esempio gli assessori regionali ai trasporti e al turismo) che dovrebbero pretendere il rispetto anche di queste “piccolezze”.
La storia millenaria della Sardegna è piena di piccole e grandi offese, non sempre riparate; ma, si sa, i Sardi sono molto pazienti…

Intanto, in attesa della doverosa rettifica del toponimo storpiato da TRENITALIA, sottolineo che per noi Sardi. “s’erbàriu” (questa è la grafia del nome pronunciato dagli speaker di Trenitalia) è un “lìburu chi contenit una regortat di erbas siccas”(dal Dizionariu sardu-italianu di V. Porru).