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Gli evaristiani

di admin Letto 15.169 volte5

di Paolo Casti

La tenuta agricola, in località Santa Luxeria, nacque nel 1938, grazie a Padre Evaristo Madeddu, che assieme a Beniamina Piredda, avviò l’OPERA EVARISTIANA, che assunse il nome di COMPAGNIA EVARISTIANA DEL SACRO CUORE.

Iniziò così, un’opera colossale prosciugando e bonificando una vasta area paludosa di circa 70 ettari, donata dal proprietario terriero Salvatore Marcello e rendendola presto coltivabile e di straordinaria fertilità.

Nacque, come comunità religiosa laica ai fini di culto e di assistenza ai bisognosi.

La cofondatrice Beniamina Piredda assunse la direzione dell’Ordine femminile e Evaristo Madeddu divenne il direttore dell’Ordine maschile.

Evaristo Madeddu nacque a Villaputzu il 25 novembre del 1890; dopo la fanciullezza, dedita al lavoro nell’officina paterna, alle pratiche religiose e all’assistenza della madre paralitica, contribuì al sostentamento della famiglia svolgendo diversi mestieri. Fabbro, contadino, scaricatore di carbone. Spinto dalla vocazione religiosa lasciò infine la famiglia e il paese trasferendosi a Cagliari dove invano bussò alle porte del Seminario della città e a quelle di alcuni ordini religiosi (Francescani minori, Cappuccini, Mercedari).

Nel giugno del 1925 fondò a Mandas la prima casa Evaristiana.

Pochi anni dopo (1930) seguirono le sedi di Cagliari, Guamaggiore e Siurgus Donigala, e successivamente quella di Serramanna, Bauladu, Villasimius.

L’azienda agricola contava più di trenta confratelli fino a trent’anni fa. Poi la crisi delle vocazioni ha impoverito i ranghi de «is paras». Uno dei pochi rimasti è Vincenzo Marasoli, originario di Sedilo, assieme ad altri tre, due suore e tre persone esterne che danno una mano.

La tenuta con decine di posti letto e 60 ettari di campi poco dopo l’ingresso mostra una bella palazzina dal vago stile liberty costruita negli anni ’40, che mostra però i segni evidenti del tempo, loggiati ormai sbrecciati sorretti da colonne, e un bel giardino con decine di statue bisognose di restauri che devono sopportare l’invadenza delle erbacce che Vincenzo Marasoli, Pierino Lecca, Aldo Olla e Palmiro: i quattro confratelli superstiti, non riescono più ad arginare.

Ci sono poi le Consorelle Evaristiane, che operano inoltre, nel campo dell’educazione dell’infanzia, presso la scuola materna frequentata da numerosi bambini, in Piazza Venezia.

Pierino Lecca, confratello, cagliaritano di 51 anni, arrivò nel 1970 come giardiniere ed ortolano provetto, abilissimo nella preparazione del mirto e limoncello destinati, come gli eccezionali Sangiovese o Monica che le terre arenose de ‘is paras’ regalano, a clienti affezionati che giungono da tutta la Sardegna.

Muratori, fabbri, falegnami e, la maggior parte, lavoratori dei campi. Proprio quel «lavoro agricolo, a contatto con la natura», che era al centro della filosofia di padre Evaristo Madeddu, fondatore della Compagnia Evaristiani del Sacro Cuore, che lo considerava «educativo e formativo».

Aldo Olla, confratello originario di Quartu Sant’Elena è a Santa Luxeria dal 1992, che ricorda dei tempi, con Padre Evaristo ancora in vita, «in cui si portava ancora il saio», poi pian piano abbandonato «perché poco adatto a lavori come la potatura o la vendemmia».


Prima c’erano gli orfanelli recuperati in ogni angolo della Provincia, adesso gli unici bimbi che arrivano sono gli studenti che arrivano dalla città in visita alla fattoria didattica per conoscere dal vivo mucche, muli «e quelle pecore con le corna» che prima avevano ammirato soltanto in fotografia o nei cartoni animati.

E pure nella casa agricola, in tempi non tanto lontani, qualche nuovo ospite era anche giunto; ex carcerati o tossicodipendenti, che però, manifestavano segni di veemenza e insofferenza verso la dura vita dei campi. Tutto l’opposto di Vincenzo, Pierino, Aldo e Palmiro, gli ultimi custodi dell’oasi degli Evaristiani di Serramanna, esempio di una scelta di vita che ha nel celibato, nella religiosità e nella laboriosità il suo fondamento.

Per entrare nell’ordine occorre fare domanda alla casa madre di Donigala Fenugheddu; unico requisito: la predisposizione al lavoro che spalanca le porte all’oasi di pace e spiritualità a due minuti da Serramanna e dallo stress della vita moderna.

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Commenti (5)

  1. gente laboriosa e di cuore <3 <3 <3

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  2. Sono un’insegnante della scuola dell’infanzia di Su Planu e ho urgente bisogno di avere il numero di cellulare di Nenne. Purtroppo l’ho smarrito e ho grandi difficoltá a contattare l’azienda per la nostra visita giá concordata.

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  3. Bello… Mi piacerebbe lavorare e vivere in questa magnifica azienda

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  4. ho trascorso dal 1954 fino al termine della terza media,anno 1963 nel collegio degli evaristiani la mia infanzia,mi chiamavo Giovanni Uda ,ho vissuto in mezzo alle suore del Sacro Cuore in piazza Venezia e ho frequentato le elementari e le scuole medie.ho dei ricordi dolci del mio primo maestro elementare se non ricordo male Baghino Nicola con altri bambini del collegio e naturalmente i bambini di Serramanna.Cerco notizie e fotografie di quel periodo e se qualcuno ormai settantenne potra’ rispondere a questa mia richiesta.Ora ho cambiato cognome per via del matrimonio di mia mamma e sono stato adottato da Piano Luigi di Assemini e ora sono Giovanni Piano ,sono sposato,tre figli,tre nipotini bellissimi e vivo a Monza dal 1974

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