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Commercio, la crisi morde

di Andrea Mura Letto 2.476 volte0

In affanno la grande distribuzione: – 20 per cento

Il direttore della storica Coop Consumo, affiliata alla catena Simply: «Oggi siamo in quattordici al lavoro e per due unità si profila la cassa integrazione».

Anche i supermercati sono in crisi. Nel panorama del commercio di Serramana, caratterizzato dai piccoli esercizi in lotta contro la concorrenza impari delle città mercato, anche gli empori storici più grandi soffrono l’avvento dei punti vendita dei colossi della grande distribuzione.

LA COOP «Siamo inevitabilmente in sofferenza: registriamo una perdita del 20 per cento di fatturato», commenta Enrico Arba, direttore della storica Coop Consumo, oggi affiliata alla catena Simply, che ha retto le sue sorti sulla fidelizzazione dei soci (nel 1982, anno dell’apertura della prima, storica, di via Di Vittorio erano 500, ora sono quasi 1000) e sulla sostanziale esclusiva commerciale del settore. «È vero: abbiamo agito in condizioni di quasi monopolio per anni», rileva Arba, profondo conoscitore del tessuto commerciale del centro del Medio Campidano costruito sull’ottimale equilibrio piccole botteghe-supermercati. Da una parte i negozi (sempre meno, e sempre più in crisi) del centro storico del triangolo del commercio racchiuso fra via Roma, via Serra e via Rinascita. Dall’altra la Coop Consumo, la storica cooperativa rossa, nata sull’onda del vento politico che, a Serramanna, ha sempre soffiato inequivocabilmente a sinistra, a fare da contraltare. L’apertura, qualche anno fa, del secondo supermercato di Serramanna (1100 metri quadri, attrezzatissimi, di superficie di vendita nella zona della nuova lottizzazione di San Leonardo, prima affiliato Despar e oggi passato al marchio Sigma) non ha mutato di molto il quadro. In mezzo il mercato rionale del sabato, ospitato nel piazzale dello stadio.

I GRANDI L’Eurospin, aperto un mese fa, e altri due (si parla di IperPan e Ld) in gestazione: a rivoluzionare tutto è arrivata la grande distribuzione, ispirata dagli indirizzi in materia di edilizia commerciale della Giunta dell’ex sindaco Sandro Marongiu. «È stata una scelta sbagliata», è la critica di Consalvo Atzori, ex presidente del Consorzio Cisa, contrario all’apertura di nuovi supermercati, «bastavano quelli che c’erano». «La concorrenza è giusto che ci sia», così l’ex sindaco Marongiu difende le scelte. «La concorrenza c’era», ribatte Atzori. Schermaglie a parte, l’effetto più immediato è la sopravvivenza dei piccoli esercizi. Anche se cominciano a preoccuparsi anche nei grossi market come la Simply-Coop. «Oggi siamo in 14 e per due unità si profila la cassa integrazione», conferma il direttore Arba. «A fare il mercato è il consumatore: sono loro che scelgono dove andare, non le scelte di un Comune», sostiene l’ex primo cittadino. Il futuro sembra incerto per tutti: grandi e piccoli. Anche perché Serramanna, 9.500 abitanti, è sempre la stessa. «E il consumatore», dice Consalvo Atzori, «non può spendere più di quel che già fa».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 21/09/2012

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