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TREULABABBU: le ragioni dei bambini

di Samuele Pinna Letto 2.722 volte0

di Manuela Orrù

treula

 

Le strade della comunicazione sono molteplici, inviare messaggi nella nostra società pare la cosa più facile e immediata e tanti ne riceviamo e inviamo che nessuno si ferma nella nostra memoria.

E allora come fare perché qualcosa che si ritiene importante arrivi a più persone possibili e che , soprattutto, colpisca lasciando un segno nella memoria?

Simone Contu e Bepi Vigna lo hanno fatto con le due storie di Treulababbu, film uscito nella primavera del 2013 e proiettato i giorni scorsi nel Teatro di Serrenti, oggi gestito da una associazione di giovani coraggiosi.

Due sono le storie raccontate, ognuna ha per protagonisti i bambini…e le loro ragioni.

I dialoghi sono in sardo ogliastrino, comprensibilissimo da noi campidanesi, un po’ meno dai bambini che il sardo non lo conoscono ma la storia, le immagini, le espressioni e l’intuito li hanno aiutati a capire le vicende e soprattutto i sentimenti dei due protagonisti loro coetanei.

La prima storia è “SA REGULA”, il protagonista è Efisio, figlio del maestro del paese che comunica col padre usando solo sa limba, il sardo. Ad Efisio hanno regalato una capretta, Conca Niedda, lui l’ha allevata allattandola, fino a farla diventare una compagna di giochi. Ma adesso la capretta è ingrassata, un po’ disturba e ingombra ed è perciò arrivato il momento di riportarla al pastore perché la macelli per poterla arrostire e gustare.. Ma come dirlo a Efisio? Dunque gli adulti hanno deciso che questa sarà la fine della capretta, ignorando il legame che il bambino aveva con l’animale, anzi argomentando che il destino della capretta era “sa regula” per diventare grandi, una regola ad uso e consumo degli adulti che, quando gli fa comodo, sono pronti a disattenderla. Ma i bambini ci guardano…

“SU MOLENTI DE ORAMALA” è il titolo della seconda storia e qui il protagonista è Vincenzo, anzi Bissenti, che vive un’avventura fantastica, popolata da personaggi che appartengono al mondo delle leggende sarde e alle storie di terrore che raccontavano ai più piccoli per mettergli paura e così fargli fare ‘da bravi’ : sa coga (la strega), le madri nere, gli spiriti dei bambini morti, le voci dei boschi nelle notti di luna piena,l’asino (su molenti) de Oramala, cioè del diavolo, capace di “cagare” i soldi. Quali sono le ragioni di Bissenti? Lui, tornato in Sardegna dopo essere vissuto in continente, vuole solo farsi accettare dai bambini del paese che lo deridono e li sfida: andrà a scuola in groppa a un cavallo. Lì comincia la sua avventura, che durerà tutta una notte, illuminata da una luna che pare si possa toccare con un dito tanto è vicina, e popolata da figure fantastiche e magiche.

E’ evidente che il film è fatto con un badget ridotto ma con tanta tenacia e convinzione da parte degli  autori e del regista. I piccoli attori sono bravi ed espressivi, parlano un sardo perfetto e fluido, si muovono con disinvoltura davanti alla telecamera. Apprezzo e ammiro il coraggio per i temi trattati, cioè due storie con protagonisti bambini, raccontate con sensibilità e attenzione per le loro ragioni. Ragioni di bambini, spesso considerate di scarsa importanza dagli adulti che , loro sì !, conoscono la vita e sanno cosa è valido e meritevole di considerazione. Eppure quelle ragioni per i bambini sono spesso di valore assoluto per la loro infanzia e gli adulti credono di aver capito cosa è importante e cosa non lo è, mentre i bambini non lo sanno…

Questo film ci mostra come ogni azione di bambino ha le sue ragioni. Si tratta di tornare indietro, rinvangare i nostri pensieri e sentimenti ritrovando i bambini che siamo stati e le loro ragioni.

Forse Simone Contu è stato il bambino Efisio? E Bepi Vigna ha sognato come Bissenti? Dare voce ai bambini non è facile, mettersi alla loro altezza sposta le prospettive e i due registi hanno saputo calarsi nella dimensione bambina per raccontarci delle storie che nella loro essenzialità non si dimenticheranno facilmente.

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