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A proposito di TARES e dintorni

di Samuele Pinna Letto 1.972 volte0

di Maria Porceddu

Circa 6-7 mesi addietro l’Amministrazione Comunale inviò ai Cittadini una lettera circolare con la quale, pur scusandosi per essere costretta ad imporre loro una pesante tassa (la TARES) relativa alla raccolta dei rifiuti, li invitava a mandar giù la pillola con un poco di zucchero, secondo i consigli della saggia e simpaticissima Mary Poppins.

Ci si diceva “se paghiamo tutti, paghiamo meno” (filosofia che non ha mai convinto gli onesti che pur pagano, a malincuore…). “Avremo le strade pulite e le periferie libere dai sacchetti di immondizia lanciati dalle auto di passaggio”.

Che ci sia chi è convinto che il sole, col suo calore benigno e vivifico, li decomporrà, favorendo così la produzione di compost per le campagne?! In fondo potrebbe essere, anche quello, un sistema utile! O no?!
Personalmente, non credevo che l’invito dell’Amministrazione Comunale avrebbe avuto grande successo, benché sperassi nella buona educazione dei più. Nella mia lettera di commento pubblicata sul sito aserramanna.it, in luglio 2013, mi sono permessa anche di contribuire con qualche consiglio pratico che l’Amministrazione Comunale avrebbe potuto far proprio e che, a mio avviso, poteva dare risultati utili.
Sono trascorsi 6 mesi e, purtroppo, dobbiamo dire che nulla è cambiato. Naturalmente, se non vogliamo prenderci in giro, come parrebbe da quanto viene scritto sulla presentazione del calendario relativo alla raccolta differenziata per il 2014.

Perciò mi rivolgo direttamente al Sindaco: ma Lei, Sindaco, crede davvero che siano stati fatti dei passi avanti? Se la risposta è affermativa, Lei ha una pericolosa tendenza a fantasticare; se è negativa, dovrebbe riconoscerlo sinceramente e Le restituiremmo un minimo di credibilità.

Un’altra domanda: Lei, Sindaco, circola “pedibus calcantibus” (e attento ai “regalini” dei cani) nelle strade del nostro povero Centro Storico? Non ho mai avuto il piacere di incontrarLa. Spero che, vedendomi, non cerchi di fuggirmi come se fossi la peste bubbonica (il contagio potrebbe, anzi, essere benefico, ne sono convinta!).

Una proposta: potremmo darci un appuntamento, Lei ed io. La fisso io la data, che sono più anziana (sa, ubi maior…), e facciamo assieme un percorso partendo dal Palazzo Municipale: Le raccomando solo di essere puntuale. Potremmo percorrere le vie Beatrice, Leopardi, Giulio Cesare, Risorgimento, Garibaldi, Battisti. Non cito via Cavour per ovvii motivi. Queste strade, Le assicuro, fanno semplicemente schifo!!! Vero è che noi non abbiamo né aiuole e né fiori da curare, ma anche noi paghiamo le tasse e abbiamo diritto alla pulizia dei luoghi dove passiamo.

Non Le pare che qualcuno dei miei consigli suggeriti mesi addietro potrebbe dare qualche risultato? Mi rifiuto di credere che Lei non abbia la capacità e la volontà di imporli, anche “con le cattive maniere”. Abbia coraggio, Sindaco: Gliene saremmo grati e potremmo liberarci da una pessima nomea. Perché, vede Sindaco, delle due l’una: o i Serramannesi che abitano in altre strade, come ad esempio via Roma, sono cittadini educati e noi no; o le loro strade vengono spazzate e le nostre no.

Infine un giudizio sul calendario del 2014: è bello e accattivante. Ma, quella carta lucida, come la smaltiamo? con carta e cartone o con il secco indifferenziato?

Ecco un’altra cosa che ci manca: l’incontro con il Gestore del servizio e la conoscenza particolareggiata del piano finanziario relativo all’appalto. Non siamo molto ferrati in ragioneria, ma qualcosa la comprendiamo anche noi e, comunque, abbiamo pure i nostri commercialisti di riferimento. Attendo un Suo segnale di adesione all’appuntamento.

Grazie

Maria Porceddu

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