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Raccolta differenziata Serramanna: stop alle buste nere

di Simone Lasio Letto 5.050 volte1

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Dopo aver inserito la raccolta della frazione tessile e dopo aver cambiato ditta appaltatrice, ecco un’altra novità per la raccolta differenziata nel nostro paese: da oggi sabato 19 aprile 2014 non sarà più possibile usare le buste nere per il conferimento dei rifiuti.

E’ quanto si evince dal sito del Comune di Serramanna, dove si scrive che “la Ditta Dericheburg, affidataria del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nel nostro Comune, comunica che, a partire da Sabato 19 Aprile 2014, avra’ inizio la verifica della modalita’ di conferimento dei rifiuti. A tal proposito si ricorda che il nuovo servizio non contempla l’uso delle buste nere. Tuttavia, su richiesta dell’Amministrazione Comunale, l’utilizzo dei sacchi neri e’ concesso, per questo primo periodo e sino ad esaurimento scorte, esclusivamente per la raccolta del rifiuto PLASTICA.”

Dunque sarà possibile usare i sacchetti neri solo per quanto riguarda la plastica (e solo per questo primo periodo) ma non per il rifiuto secco.

E’ una volontà del gestore ed è una disposizione adottata in tutti i comuni gestiti dalla Ditta Dericheburg.

Il motivo è semplice:  con il sacco nero non si può vedere esattamente quali rifiuti finiscono nell’indifferenziata, almeno non prima di aprirlo.  L’obiettivo è quello di rendere più facile per gli operatori individuare gli errori di conferimento, cioè quei materiali gettati nel sacco sbagliato.

Polemiche in Consiglio

E’ stata una scelta che ha suscitato delle polemiche che ha portato la minoranza ha presentare un’interrogazione con la quale “si chiedono le ragioni dell’avviso sulle modalità di conferimento dei rifiuti, che vìola palesemente le indicazioni del Garante della Privacy“. L’Unione Sarda ha intervistato alcuni serramannesi, scrivendo che “attraverso le buste semitrasparenti gli operatori (e chiunque altro) potrebbero allungare lo sguardo fino alle abitudini, e ai prodotti usati dalle famiglie. M. S., ex maresciallo dei carabinieri, va al cuore del problema: «Pensiamo a una donna con il ciclo o un anziano che usa i pannoloni: non è giusto che si venga a sapere del loro stato. Giusti i controlli ma con discrezione». ” [I. Pillosu – L’Unione Sarda del 19/04/2014].

Un esempio italiano

A Milano i sacchi neri sono stati proibiti dal 15 maggio 2012. Il Garante della Privacy, nel 2005, aveva già definito come “non proporzionato” l’uso dei sacchetti trasparenti nella città lombarda, pur considerando rilevante l’interesse a una raccolta efficiente. Qui, nel febbraio 2012 il Sindaco Pisapia fece un’ordinanza preventiva alla quale era seguita una campagna di comunicazione estesa fino ad oltre giugno dello stesso anno. Si era poi iniziato in modo soft per poi arrivare, nel corso del tempo, a sanzioni sempre più severe, ovvero delle multe.

Nel 2010 la percentuale di differenziata milanese era del 34%, nel primo trimestre 2013 è arrivata al 41,2%.

Sul sito del gruppo AMSA, che si occupa della raccolta a Milano, si legge che:

“Grazie all’introduzione del sacco trasparente per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, i cittadini sono stati maggiormente incentivati a rispettare le regole e hanno migliorato la quantità e la qualità della raccolta differenziata.

In crescita i rifiuti organici raccolti (8.400 tonnellate in più rispetto al primo quadrimestre del 2012), ma anche le altre tipologie di materiali, come ad esempio gli imballaggi in plastica e metallo – aumentati del 20%, pari a 2.200 tonnellate – hanno beneficiato dell’introduzione del sacco trasparente. Trend positivo anche per la carta (oltre 22.000 tonnellate nel 2013, +4,8% rispetto al primo quadrimestre 2012), frazione che rappresenta un decimo dei rifiuti raccolti a Milano”.

Miglior raccolta o Privacy?

C’è da dire che la campagna informativa del nostro Comune non ha ancora raggiunto livelli elevati come quella della città di Milano, sia per motivi di budget e sia per motivi di competenze di chi si dovrebbe occupare di comunicazione: quella istituzionale è spesso troppo sintetica mentre quella del CISA, che ha la responsabilità del servizio, è purtroppo totalmente carente. Questo però non significa che non potrà migliorare nel tempo con azioni volte all’istruzione del cittadino su queste tematiche.

Con un miglior frazionamento dei rifiuto si avrebbe anche una miglior qualità di raccolta differenziata e nel nostro paese purtroppo è molto il “secco” che “secco” non è. Plastica, carta, scarti di rifiuto umido e tanto altro: nel nostro secco si trova di tutto facendo abbassare la qualità della raccolta e aumentando il lavoro degli operai.

Significa attenzione per l’ambiente (con risparmio in termini di emissioni nell’atmosfera) e ritorno economico dovuto al sistema di premialità sulle percentuali di differenziata e sui contributi dei consorzi imballaggi che verrebbero ridistribuiti per ridurre i costi in bolletta.

Dal lato opposto col sacchetto trasparente, come riportato anche ne L’Unione Sarda, si avrebbe meno riservatezza.

Ma viviamo in un paese dove un abitante rimane a controllare i rifiuti prodotti dal vicino di casa? In questo caso la domanda da porsi sarebbe un’altra.

 

 

 

 

 

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Commenti (1)

  1. Interrogazione con richiesta di risposta scritta e orale

    Oggetto: Indicazioni sulla modalità di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

    Vista
    la normativa internazionale e comunitaria in materia di protezione dei dati personali (direttiva n. 95/46/CE);

    Visto
    il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196;

    Sentite
    le segnalazioni e lamentele manifestate da numerosi cittadini di Serramanna;

    Preso atto
    dell’indicazione del Garante della Privacy del 14 luglio 2005 sulla raccolta differenziata dei rifiuti, che al punto 4 chiarisce che in caso di raccolta “porta a porta” della spazzatura, anziché di conferimento in contenitori dislocati in strada, deve considerarsi in termini generali non proporzionata la prescrizione contenente l’obbligo di utilizzare un sacchetto trasparente;

    Si chiedono
    delucidazioni riguardanti le ragioni per cui l’Amministrazione Comunale, in data 17/04/2014, abbia pubblicato un avviso sul sito istituzionale del Comune di Serramanna, in merito al conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini, contenente delle prescrizioni che violano palesemente le indicazioni del Garante della Privacy.

    Cordiali Saluti

    Il Capogruppo

    Andrea Cocco

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