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Intervista a Christiano Pahler, regista di Last Christmas

di Davide Batzella Letto 3.912 volte2

Christiano Pahler TG3

Come anticipato in un precedente articolo, sono in corso a Serramanna le riprese di “Last Christmas“, pellicola prodotta dalla Guasco di Ancona e diretta dal regista serramannese Christiano Pahler.

Nel film vengono raccontate le vicende della famiglia Mular che, la mattina della vigilia di Natale, viene sconvolta dalla perdita della mamma Anna Maria. I fratelli Antonio, quarantacinquenne, tornato precipitosamente in Sardegna, e Francesco, trentacinquenne, figli della defunta, si impuntano per organizzare il funerale, sfidando il placido immobilismo della vigilia nel loro piccolo paesino. Sarà un’impresa impossibile, tra vecchi rancori sopiti e segreti taciuti per vent’anni. Una giornata surreale e grottesca in cui la famiglia Mular riuscirà a portare a termine la sua sfida, ritrovandosi inconsapevolmente unita.

Christiano Pahler

Christiano Pahler, classe 1982, si appassiona al cinema alla tenera età di quattro anni. Laureatosi in Lingue e Comunicazione e diplomatosi in Regia Cinematografica alla Roma Film Academy, ha all’attivo una decina di cortometraggi e un mediometraggio intitolato “Macchie” (2008), distribuito da Chine Vaganti.

Recentemente è stato realizzato un servizio sul TG Regionale Sardo:

Abbiamo posto alcune domande al regista serramannese su Last Christmas e sulla sua esperienza di questi giorni.

Buona lettura.

  1. Ciao Christiano, in questi giorni in paese non si fa altro che parlare del tuo film. Ogni volta che si gira qualche scena in pubblico c’è sempre una piccola folla che segue attenta. Perché hai deciso di ambientare la pellicola proprio a Serramanna?

– Perchè Serramanna è il paese in cui sono nato e cresciuto e penso che sia doveroso rendergli omaggio. E poi la questione “paese” è universale. Tutti i miei registi preferiti hanno esordito raccontando e ambientando le proprie storie, nei loro paesi / città. Mi scuso da subito per i disagi creati nelle strade del paese 😀

  1. Dall’esterno si capisce che il paese e i suoi abitanti, nel loro piccolo, cercano sempre di aiutarti. Come ti stai trovando durante le riprese?

– Non immaginavo così tanta partecipazione attiva, al di là del mio vicinato che mi conosce da quando sono nato. Sono molto contento e fortunato. Per ora le riprese procedono benissimo, anzi, siamo pure abbastanza veloci. La cosa che mi diverte un sacco è vedere le macchine che passano in via Roma e osservano gli addobbi natalizi in maniera incredula, dato che siamo a Pasqua. Assicuro a tutti gli abitanti dei paesi limitrofi che Serramanna NON è impazzita! 🙂

  1. Quante comparse serramannesi ci saranno nel film? Ci puoi dare qualche piccolo spoiler sulle loro scene?

– Più o meno una decina di comparse serramannesi. Soprattutto nei flashback di alcune scene ambientate in Banda Musicale. Ho chiesto anche ad altri compaesani di fare da comparsa nella scena del “Bar dei mostri”: Aldo Dessì e Francesco Caboni saranno due Babbi Natale alternativi mentre Fabrizio Murgia e Bruno Valdes, invece, faranno parte di un duo acustico antitradizionale.

  1. Quale è stato l’aspetto che più ti ha colpito di questi giorni di riprese?

– Mi ha colpito la disponibilità totale di tutto il paese. Ma non solo: anche il fattore climatico sta agevolando le riprese.

5. Parliamo un po’ di te. L’amore per il cinema lo hai sin da bambino, ma hai frequentato Regia Cinematografica solo dopo la laurea. Perché non prima? Parlaci un po’ della tua esperienza alla Roma Film Academy.

– Bella domanda! Mamma diceva sempre: “Prima ti laurei, poi fai quello che vuoi”. Ho voluto mantenere la promessa. In un certo senso, è meglio che abbia frequentato il corso a 30 anni per una ragione ben precisa: avevo bisogno di fare esperienze di vita (sia positive che negative), prima di poterle scrivere. Forse è un bene che non mi sia iscritto 10 anni fa. Sarei stato sicuramente più anarchico e più aggressivo.

Ad ogni modo, il fattore positivo è che la Roma Film Academy mi ha insegnato a riordinare le mille idee strambe che avevo in testa, riorganizzarle in maniera seria, con la consapevolezza di poter scegliere le idee buone da quelle dispersive, scrivendole in maniera cinematografica. Ad esempio, il mio più grande difetto è che continuo tuttora a scrivere qualche battuta che capisco solo io. E il mio co-sceneggiatore Antonio Carone mi cazzettona, giustamente.

Una cosa molto importante è che la scuola mi ha permesso di conoscere alcuni colleghi splendidi coi quali collaboro, ed alcuni docenti incredibili ai quali, tuttora, chiedo consiglio.

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Commenti (2)

  1. Bravo…. Te lo meriti… Auguroni

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