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Pinuccio Sciola nel ricordo dello storico tedesco Hellmut Haasis

di Davide Batzella Letto 2.138 volte0

Come riportato nell’articolo “Serramanna, i muri raccontano” « …arrivò anche il grande storico tedesco Hellmut G. Haasis, che nel 1978 scattò una foto che fu pubblicata su “Wilde Bilder Graffiti und Wandbilder” e su “Sardische Mauerbilder: Mit Stacheldraht gefesselte Sarden” nel 1978. Fotografia fu anche pubblicata in una serie di cartoline facenti parte della raccolta “Wandmalereien auf Sardinien. 8 Farbpostkarten. Paris u.a., Verlag Der Freiheitstraum, circa 1980. 8 Stück. (Texte von Haasis zweisprachig: Nuorese, Campidanese)”».

Disse: «Sono stato in Sardegna dal 1975 sino 1978 ca. 4 volte. Ho scritto un diario a mano. quando troverò un po’ di tempo, posso cercare vecchie connotazioni sul viaggio nei paesi del MURALISMUS SARDU (Villamar, Villagrande, Orgosolo e Serramanna ovviamente)».

Hellmut G. Haasis
Hellmut G. Haasis

Hellmut è stato un grande amico di Pinuccio Sciola, che lo ospitava quando veniva in Sardegna e lo portava in lungo e in largo alla scoperta dei dipinti sui muri.

Per rendersi conto di chi è Hellmut G. Haasis, si consiglia di dare un occhiata qui:
http://deu.anarchopedia.org/Hellmut_G._Haasis o su Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Hellmut_G._Haasis

Messo al corrente della scomparsa del Maestro Sciola, ha scritto:

“Un colpo durissimo. Non ero al corrente della malattia degli ultimi anni, ma lo seguivo sempre nei suoi lavori e guardo sempre con piacere i video pubblicati nei siti italiani. Anche adesso che ho saputo della sua scomparsa sono andato a rivedere i vecchi filmati ed è meraviglioso vedere il vecchio amico ancora vivo. Vorrei far leggere alla Sardegna il mio ricordo legato a lui”.

Pinuccio Sciola
Pinuccio Sciola

Ecco quindi che con grande piacere pubblichiamo il pensiero del grande storico tedesco in memoria di Pinuccio Sciola.

Non riesco ancora a capacitarmi della prematura scomparsa di un vecchio amico.

Siamo ancora troppo giovani per abbandonare questa vita terrena.

Sono nato nello stesso anno di Pinuccio, nel 1942, durante la maledetta guerra di Hitler e Mussolini.

Pinuccio lo conobbi nel 1975 quando visitai per la prima volta la Sardegna.

Lo trovai immerso nel meraviglioso ambiente degli studenti del liceo artistico di Cagliari.

Gli studenti vennero con l’autobus da Cagliari per vedere un artista famoso nella sua semplice casa piena di arte.

Videro che Pinuccio e la sua arte vivevano in simbiosi con la gente di San Sperate.

La sua vecchia casa fatta con mattoni di argilla oggi non esiste più.

Il Pinuccio vivente non esiste più.

Ma ancora vive la sua arte, sparsa in tutta l’Europa.

Soprattutto vive il suo spirito di pace, del sorriso e della narrazione popolare sulla nostra bella vita.

Questa vita che è troppo breve.

Cosa sopravvive alla triste morte di Pinuccio?

Secondo me sopratutto la grande ed efficace conquista dello spazio pubblico tramite il MURALISMO

SARDO.

Il PAESO MUSEO è una grande memoria della nostra speranza aldilà del discorso economico.

Un paese di utopia.

Un paese senza queste maledette nuove armi per uccidere l’Umanità.

Un paese dove non si paga per la propria esistenza, dove gli uomini sono veramente uguali.

Nella Sardegna di Pinuccio ho scoperto l’idea centrale di tutta la mia opera di scrittore, storico, autore di romanzi e poesia dialettale e infine pagliaccio.

Carissime donne sarde e uomini sardi, perdonate il mio italiano.

Spero di essere riuscito a trasmettervi la tristezza del mio cuore per questa grande perdita.

Hellmut G. Haasis

dalla Germania Sud, la cosiddetta Svevia

autor-geschichtsausgräber-märchenclown druiknui-erzähler
tannenstr. 17, 72770 reutlingen 07121/50.91.73
hellmut.g.haasis@gmx.de www.hellmut-g-haasis.de
haasis-wortgeburten (literaturseite über suchmaschine)
bio und lit: anarchopedia (weit mehr)
und wikipedia (arg wenig)

Hellmut, ha concluso, dicendo:

Sto cercando qualche vecchia foto dei murales di Pinuccio da inserire nella mia pagina letteraria.

Ho anche trovato un vecchio diario dei miei viaggi in Sardegna.

Forse trovo un buon testo per ricordare il mio buon amico.

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