Festività da incubo

di Andrea Mura Letto 2.366 volte1

di Paolo Lilliu

Su tutte le strade, all’ingresso del paese, ci sono i cartelli stradali che segnalano il divieto di fare uso di segnali acustici. Clacson e trombe. Pena multe salate. Ma è sottinteso, che dentro l’abitato, sono vietati tutti i rumori molesti. Per il benessere dei cittadini. Questa norma, è generalmente osservata da tutti. Salvo poi se si tratti di organizzatori di manifestazioni o festività, sia civili che religiose. In questo caso, non esistono più regole, leggi o comunque il rispetto per gli altrui diritti. Specie se si parla di vecchi e malati. Una recente festività (la mia abitazione è nella zona della festa) ha violato tutti i limiti che il buon senso avrebbe imposto: musiche delle orchestrine, a volume assurdo; botti, che le incursioni degli Americani al confronto erano poca cosa; campane elettroniche suonando ininterrottamente per ore. Tutto questo per il divertimento di giovani e persone sane. Tutti siamo stati giovani e quando arrivavano le feste, fossero di Santi o feste civili, erano tanto attese ed eravamo ben lieti di partecipare. Gli spettacoli, però, erano programmati in zone periferiche o addirittura in campagna. I malati non erano obbligati ad andare alla festa. Oggi però la festa ce la portano dentro casa. Volenti o nolenti. E non ce la fanno i muri di casa, anche se belli robusti, a proteggerci dalle centinaia di “decibel”. E la felicità e il benessere dei cittadini? Forse sarebbe opportuno un maggiore controllo da chi è preposto all’ordine pubblico, per garantire, sia il diritto dei giovani al divertimento, sia ai diritti di anziani e malati ad avere un po’di pace. Si ricorda che i rumori “se superano la normale tolleranza” sono regolati dal Cod. Civile art. 844 e dal Cod. Penale – art. 659.

Serramanna, 13 giugno 2017

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Commenti (1)

  1. Festività da incubo
    di Paolo Lilliu

    Commento il tuo articolo in maniera assolutamente positiva, sei stato molto chiaro nel descrivere il menefreghismo delle autorità competenti nel valutare quando “le feste” si trasformano in un “incubo”. A me le campane elettroniche suonando ininterrottamente per ore mi hanno fatto capire una cosa: La PACE che tanto insegna la chiesa con questi mezzi e modi può diventare guerra! . . . E non di certo felicità e benessere per i cittadini.

    Paolo

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