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L’Egas fa marcia indietro – Prima vittoria per i Comuni anti-Abbanoa

di Davide Batzella Letto 1.453 volte0

Da L’Unione Sarda del 9 novembre 2017:

L’Egas (l’ente che organizza il servizio idrico integrato della Sardegna) ha fatto una prima marcia indietro: la delibera che imponeva ai 29 Comuni anti-Abbanoa di entrare nella grande famiglia del gestore unico è stata sospesa per 45 giorni.

«Un risultato eccellente», dice Daniele Cocco, consigliere regionale di art.1-Sdp e sindaco di Bottidda, uno dei paesi “ribelli”. «Ora abbiamo il tempo per risolvere la questione. In realtà la riforma della legge 4/2015 è già calendarizzata in Commissione, ma se non si dovesse trovare un’intesa a breve, e non sarà facile perché ci sono posizioni contrastanti in maggioranza, c’è comunque l’accordo tra i capigruppo per approvare subito il mio emendamento». Che recita: «Nell’ambito territoriale ottimale… rimangono in ogni caso ferme… le gestioni esistenti svolte in forma autonoma tramite affidamento o in via diretta o attraverso convenzioni stipulate dai comuni con altri enti locali o gestori».

Insomma, si profila una vittoria netta per gli enti che finora hanno amministrato l’acqua in autonomia, e sono convinti di poter continuare a farlo anche in ragione del decreto legislativo che regola la materia, nonostante l’Egas sostenesse (nella delibera congelata) che non avevano i requisiti. Sono: Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottidda, Bultei, Burcei, Burgos, Capoterra, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant’Anna Arresi, Santu Lussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisaili, Villasimius. (cr. co.)

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