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Sa Cida Santa

di Andrea Mura Letto 426 volte0

di Maria Porceddu Ortu, 10 aprile 2018

Si è conclusa la Settimana Santa, o Settimana di Passione, nel corso della quale la Chiesa ci ripropone l’ultima parte della vita terrena del Cristo. Riti, processioni, via Crucis e preghiere che si ripetono, uguali nel tempo, da 2000 anni circa e che hanno sempre il potere di commuoverci se, solo, ci immergiamo in quell’atmosfera di gioia e di esaltazione (è la Domenica delle Palme) e di tristezza, poi, all’avvicinarsi dei tragici fatti del Golgota.

Ma Lui ha mantenuto la promessa ed è risorto.

Nulla, dunque, può cambiare in questo percorso e la processione de s’incontru è il suggello di questa storia che ha cambiato per sempre la vita del genere umano.

In questa sacra rappresentazione pasquale batte ormai, da centinaia di anni, il cuore della religiosità della nostra Comunità parrocchiale di San Leonardo. Nulla può esservi modificato e nessuno può pensare impunemente di farlo. Nemmeno l’Arcivescovo di Cagliari che, dopo un improvviso colpo di mano, ha dovuto fare un umile passo indietro.

La tradizione, dunque, procede e chi non ci sta per chissà quali motivi di “rinnovamento” se la promuove in proprio. Ma dovrà aspettare pazientemente molti anni perché il nuovo diventi vecchia tradizione. E ci piacerebbe che anche il corrispondente de L’Unione Sarda ne prendesse atto, smettendo di aspettare una “riconciliazione” che non potrà mai esserci (sabato 31 marzo 2018, pag. 28). Anche per lui, non ne dubito, riflettere sarà risolutivo.

Errare humanum est, sed in errore perseverare…

(Seneca, il retore)

 

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