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Breve storia dell’acqua di Serramanna

di Davide Batzella Letto 2.754 volte2

di Manuela Orrù

Conoscere la storia dell’acqua del nostro paese, di quell’acqua che quotidianamente e abitualmente usiamo in maniera quasi inconsapevole, significa conoscere l’origine stessa di Serramanna, significa comprendere le ragioni per cui nei tempi lontani della preistoria gli uomini scelsero di stabilirsi in questi luoghi. E’ innegabile il fatto che le condizioni che portavano gli uomini a scegliere un luogo in cui vivere erano l’acqua, il cibo di facile reperibilità, la vegetazione e la sicurezza.

Vecchia stazione di pompaggio e pozzi romani
Vecchia stazione di pompaggio e pozzi romani

Gli studi e le osservazioni fatte sul territorio, insieme ai reperti trovati, concordano nell’affermare che le tracce più antiche della presenza umana nel nostro agro sia da localizzare vicino alla confluenza del fiume Leni col fiume Mannu, nelle vicinanze di una fontana preistorica denominata Bau sa Figu. Sulla mappa questo luogo appare come un triangolo che possiamo localizzare nella zona a destra appena superato il ponte della strada che conduce a Sa Funtana Publica, quello che è oggi l’acquedotto comunale. Un triangolo dove ai vertici troviamo Santa Maria, S’Isca Matta Manna e Bau sa Figu, da cui emerge che questa zona e quelle nelle immediate vicinanze è di certo la parte del territorio di Serramanna che, anche in epoche successive, testimonia di aver ospitato centri abitati, anche per millenni, fino ad arrivare ai nostri giorni.

Vecchio torrino
Vecchio torrino

Poter contare sull’apporto idrico di due fiumi, di una sorgente di “Acua Bella”, come era conosciuta questa località prima che diventasse acquedotto, fu, ed è ancora oggi, elemento determinante per la formazione di una comunità stanziale che nel tempo si è spostata, disgregata e ri-aggregata fino a trovare sul Pendio Grande (di Vicomossiana memoria) la definitiva collocazione del paese Serramanna, al riparo dalle periodiche piene e allagamenti dei fiumi ma pur sempre con a disposizione quella ricchezza naturale che è l’acqua per gli uomini.

Oggi Serramanna è un paese ancora ricco di falde acquifere, la grande richiesta di acqua del nostro paese ha portato a cercare altri pozzi che potessero soddisfare le aumentate esigenze e, guarda caso, tutti i nuovi pozzi sono in quella zona, nel circondario de Sa Funtana Publica che da sempre ha servito i serramannesi. Infatti ai tempi dei nostri ajajus l’acqua veniva caricata nelle botti e trasportata con i carri per essere venduta. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla fine degli anni “40, venne costruito l’acquedotto comunale. Ancora oggi sono visibili le costruzioni di quegli anni: la prima stazione di pompaggio; due cosidetti “pozzi romani”, che consistono in due costruzioni a base circolare , con un loro stile un po’ retrò; la torre di quaranta metri in cui nei primi anni di attività dell’acquedotto l’acqua veniva spinta per poi arrivare al paese “per caduta”, come fa anche il serbatoio dell’acqua, noto Su Depositu, che ancora si trova in via Sassari.

Nuova stazione di pompaggio
Nuova stazione di pompaggio

Alcune di queste strutture oggi sono in pensione, nel senso che, ormai obsolete, sono state sostituite da nuovi locali e macchinari. Sempre nell’acquedotto un nuovo caseggiato ospita i quadri elettrici che sovrintendono al funzionamento di quattro grandi pompe che spingono l’acqua fino alle nostre case, due pompe sempre in funzione, le altre due pronte ad entrare in azione nel caso di guasto delle prime. Un sistema computerizzato regola anche il dosaggio del cloro, tot unità proporzionali ai litri di acqua che in ogni momento viene pompato nelle tubature.

Questo sistema che oggi ci permette di avere a portata di mano un bene fondamentale come l’acqua è una grande ricchezza per il nostro paese che, letteralmente, è seduto su un terreno ricco di falde acquifere che anche negli anni siccitosi hanno garantito il servizio essenziale a tutti. Oggi Serramanna si è estesa nella sua superficie abitata e per portare l’acqua nelle nuove zone residenziali ci si è dovuti affidare ad un sistema automatico che permette un’equa distribuzione della risorsa idrica. Con cadenza periodica la nostra acqua viene analizzata dai laboratori della ASL per saggiarne la purezza e soprattutto la potabilità. Fino ad oggi ha sempre superato brillantemente tutti gli esami!

La storia dell’acqua di Serramanna non è finita, continua ogni giorno, grazie alle piogge, alla neve che cade sui monti di Villacidro, che riempiono le falde del sottosuolo e permettono ai nostri rubinetti di veder scorrere quel prezioso liquido.

Vecchio torrino
Vecchio torrino

Ci auguriamo di poter usufruire ancora per molto tempo della nostra acqua, infatti una legge regionale incombe sulle nostre teste e sul nostro acquedotto. Questa legge vuole che anche Serramanna entri nella gestione dell’ente unico Abbanoa. Il nostro paese fa parte dei 29 comuni cosidetti “ribelli” che ancora lottano per non rinunciare alla gestione in proprio delle acque del proprio territorio. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale continui in questa strada, che lotti e non rinunci a un bene che da sempre ci ha accompagnati e ci ha permesso di diventare una comunità.

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Commenti (2)

  1. Un ottimo articolo su parte della storia e delle opere pubbliche serramannesi.

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  2. Non sarà elegante avere il ruolo di chi deve “denunciare”i disservizi ma perché si fanno articoli dove si trascurano i disagi della fornitura dell’acqua?in molte case del centro non sarebbe possibile una vita civile senza autoclave e grandi cisterne che raccolgono le poche gocce d’acqua che arriverebbero ai rubinetti….un’acqua che di per se costa poco ma per il cui utilizzo è necessaria continuamente energia elettrica

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