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Serramanna Calcio: in dieci si vince a Ilbono

di Davide Batzella Letto 351 volte0

Si dice che il calcio sia terra di dei ed eroi. In tutte le sue serie. Dalla maggiore alla prima categoria. Nella quarta giornata ne è stato un esempio il Serramanna, capace di dominare e demolire in inferiorità numerica, vista l’espulsione di Samì, l’Ilbono per 3 a 0. Sugli scudi, i soliti Meloni, autore di una doppietta, e Amorati. Un primo tempo tutto in crescita. Da una situazione di poco rumore o nulla, fatto di gomitate gioco duro, si è cresciuti parecchio e vistosamente.

Il centrocampo, identico a quello di domenica scorsa, ha a poco a poco offerto qualcosa di più sostanzioso di quanto non visto nei minuti iniziali. Anche il brasiliano Felipe Soares ha offerto gradualmente il meglio del suo repertorio. Da timido e in ombra, autore di qualche giocata brillante, un calcio di punizione di poco pericolo e un tiro in porta alla mezzora, è cresciuto e si è fatto carico di tutta la squadra. Ed ecco che il Serramanna è diventato sempre più padrone del gioco, di fronte ad avversari incapaci di arrecare anche solo un’idea di pericolo, se si considera Il timido calcio di punizione di Vincis. Anche l’attacco è stato un crescendo di abilità. Da poco pungente, incapace di scardinare una difesa rocciosa e fallosa, è diventato sempre più tagliente. E quindi, da un tentativo di Meloni, alla metà dei primi 45 minuti, di affacciarsi nell’area avversaria, si è arrivati poco dopo alla rete dello stesso numero 11 su un’azione di Amorati sulla sinistra. E se dietro le punte si ha uno come Felipe, il 2 a 0 non può che essere d’obbligo.

Assist finissimo e raddoppio di William Amorati con diagonale verso destra, in chiusura di tempo. Il secondo tempo è stato condizionato dell’espulsione di Sami, per un’entrata a piedi uniti, alla fine della prima metà di gara. Ma mister Caracoi ha fatto l’ardito e al rientro dagli spogliatoi non ha optato per nessun cambio di copertura: “Cambiare avrebbe potuto stravolgere l’assetto. Io ho chiesto invece ai ragazzi una prova di carattere e me l’hanno concessa”. Su richiesta del mister, Felipe ha preso per mano la squadra, con tre punizioni, una delle quali ha esaltato il portiere Marongiu, e tanti dribbling.

L’Ilbono non ha tirato fuori gli artigli. Non bastano le corse di Ferreli, il più pericoloso degli undici ogliastrini, con un bel tiro al ventesimo minuto dalla sinistra, o qualche tentativo sbilenco dalla distanza. Soprattutto quando hai di fronte un avversario con un buco nel reparto difensivo. E allora i verdi hanno pagato pegno, concedendo al quarto d’ora un calcio di rigore per atterramento di Medda. Alla battuta, Meloni ed è gran festa. Paradossalmente, proprio sul tre a zero il Serramanna ha avuto le migliori occasioni per allargare il punteggio. Alla mezzora Meloni, croce e delizia, si è mangiato un gol fatto, su assist di Soares. Pochi minuti dopo lo segue a ruota Frongia, servito da Meloni. Ma il banchetto non è finito così. Perché se è vero che sul finale l’Ilbono ha provato a suonare la sveglia, seppur con poca verve, all’abbuffata dei gol divorati si è aggiunto anche Amorati, al 35esimo su lancio lungo. Poco male. Il punteggio ha dato ragione alla squadra che ha dimostrato grande carattere in un momento di grossa difficoltà e a mister Fabrizio che sul due zero, in dieci uomini, non ha scelto l’opzione della trincea, puntando tutto sui suoi gioielli. Eroi per una domenica. Ma chissà, forse, con un risultato diverso, sarebbe stata scritta un’altra storia.

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