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“Serramannensis gens” 2010

di admin Letto 4.028 volte1

di Mons. Bruno Pittau

Serramannensis Gens 2010

Davvero strano nel suo evolversi e mutare di questo mondo. Quando nel 1971 in base alla legge 865, ho chiesto il terreno ove poter costruire una nuova chiesa, ebbi dal Comune questa agghiacciante risposta: “Una chiesa nuova non se ne parla nemmeno. Noi pensiamo, mi si disse non so se scherzando, di abbattere anche quelle che ci sono”.

A distanza di oltre 38 anni di lavoro, nello stesso Comune, in una aula consiliare gremita e attenta, presente un folto pubblico e varie organizzazioni che operano in paese: Su stentu, la Croce Verde, le Suore Evaristiane e quelle dell’Asilo S. Giuseppe, le Vicenziane ecc. mi si conferisce l’onorificenza con la motivazione “Per aver fondato la Parrocchia ed edificato la chiesa intitolata a S. Ignazio e per aver profuso il massimo impegno per il recupero alla vita sociale dei più deboli, malati ed emarginati riportando serenità e pace in molte famiglie serramannesi” .

Dal Sindaco Sandro Marongiu, al consigliere Tore Cadau, ai vari interventi del Sindaco di Samassi  il dottor Ennio Cabiddu, che si dice “orgoglioso” di avermi come concittadino e mi paragona a “un mito che ha dato lustro e gloria a Samassi – il musicista Lao Silesu –  di cui mi fa omaggio di una biografia, e un libro su Samassi e  altri due volumi, di due ex Sindaci, Maria Porceddu e Vincenzo Carboni, poi man mano del confratello Parroco di S. Leonardo don Giuseppe Pes, che oltre alle sue felicitazioni, mi augura tra l’altro, che se la chiesetta di S. Antonio rientra nei piani di Dio riuscirò a portare a termine anche questo progetto, dell’Assessore Provinciale Gigi Piano, di signora Franca Bianchini, la prima ad essere insignita di questa onorificenza, di Barbara Steri, di Elena Fadda,  da parte di tutti si sono sentite parole di apprezzamento nei miei confronti e di quanto ho cercato di fare nel mio vivere a Serramanna. Anche mio fratello dottor Franco Pittau, una vera autorità in campo non solo nazionale nella questione degli emigrati, prossimo a partire per 15 giorni in Africa per studiare e verificare dei programmi inerenti agli emigrati, ha parole di augurio e di rallegramenti. Ascoltavo, e per certi versi quasi mi sembrava non si stesse parlando di me. Mi hanno santificato prima di morire, pareva si aspettasse da me solo i miracoli. Giornata non dubiterei di definire d’“autentico trionfo”. Pensare che solo il giorno prima, nella quarta Chiavi di Serramannadomenica per annum,  nel vangelo si è letto che Gesù è stato contestato dai suoi  concittadini che addirittura volevano buttarlo in un precipizio, mentre per me solo tanti apprezzamenti. La cerimonia odierna, ora che con orgoglio posso dire “Civis  Serrammannensis sum” mi ha lasciato sorpreso, ma davvero pieno di felicità. Riprende la parola il Sindaco Sandro Marongiu e dalla pergamena legge le motivazioni per cui si è deciso di conferirmi l’onorificenza e in pari tempo mi dona le chiavi simboliche della cittadina di Serramanna.

Viene il mio turno e allego le parole che mi ero preparato per la circostanza.

Un grazie di cuore, alla Giunta che ha voluto conferirmi questa onorificenza. Materialmente, resta ben visibile quanto con l’aiuto di tanta buona gente, si è riusciti a realizzare, direi è un discreto patrimonio, che può essere stimato in vari miliardi, che è e rimane esclusivamente della Comunità di Serramanna, e non è del Vaticano o della Curia, come qua e la dice qualcuno, ecco perché dobbiamo pensare noi a mantenerlo e ad amministrarlo.

Vorrei augurarmi  anche se non visibile, che sia di gran lunga più ragguardevole quanto ho cercato di fare nell’ambito spirituale. Pur gradendo tantissimo, come già detto l’onore che mi si conferisce,  mi auguro che sia Dio stesso a riconoscere e darmi il premio per quanto modestamente, ma con spirito cristiano, ho cercato di fare in questi iniziati 39 anni, di permanenza tra voi, chiedendo umilmente scusa, se non sempre, sono stato all’altezza delle comuni aspettative.

I miei confratelli informati sul fatto, hanno detto: “ora carico di onori puoi anche ritirarti.” Il vescovo , scherzando ha detto”: Brutto segno, sei arrivato alla fine”.

Io invece confido che il Signore mi dia ancora salute e vita e contando ancora sulla vostra preziosa collaborazione e amicizia, possa ancora continuare il mio servizio e lavoro tra voi, fin quando mi sarà possibile.

Tante felicitazioni ed auguri da parte dei presenti, poi all’ingresso della sala Consiliare, un signorile buffet, spumante e dolci a volontà, sanciscono anche concretamente la gioia  che sembra  sia presente in tutti, senza falsa modestia credo di poter concludere col dire che non solo per me, ma per la cittadina di Serramanna, questa è una delle giornate che rimarrà nella storia.

Per ricordare invece l’avvenimento ho composto questo altro sonetto:

UN ONORE INASPETTATO

Una proposta che mi lascia scioccato

un onore gradito e inaspettato

straordinaria l’onorificenza,

sentita e grata la riconoscenza.

Mi venga ancor dall’Amministrazione

l’utile e attesa collaborazione,

ché la Regione definisca in fretta

“il burocratico” della chiesetta.

Vada alla Giunta ogni ringraziamento

sperando si dia da fare ancora

per vederne anche il completamento.

Coltivi sempre il sociale interesse

lavori per il bene senza mora

e aiuti chi vive urgenze depresse.

 

Ora una raccolta fotografica dell’evento gentilmente concessa da Gianfranco Batzella:

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  1. Nota bene: Il titolo di Monsignore all’inizio ed alla fine dell’articolo è stato aggiunto da noi.

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