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Sonetto del paese mio

di admin Letto 7.405 volte9

Ecco un bellissimo sonetto inviatoci da Augusto Picci, compaesano vissuto a Serramanna e ora residente a San Sperate. Se volete leggere altri sonetti, recatevi nel sito http://pinnebentublog.blogspot.com.

Sonetto del paese mio


Giammai ti rivedrò com’eri allora
giunonica figura, indifferente
allo sferzante gelo di ponente
e al morso dell’estate che accalora


il tuo ricordo è qui, che mi addolora,
saperti ormai cosi poco accogliente
con le tue vie che odorano di niente
il bianco e il nero tingono l’aurora,

l’inedia ha soffocato ogni rumore
resta soltanto il fumo, le macerie
e i postumi del grande baccanale

pianger dovrai, come fan le cicale,
lacrime amare sulle tue miserie
ti avrò comunque sempre nel mio cuore

Augusto Picci

Serramanna - Piscina Manna
Serramanna - Piscina Manna

Cogliamo l’occasione per mettere in evidenza altre due poesie di Augusto Mura presenti su questo sito nella pagina Poesie, raggiungibili attraverso la pagina “Il Punto su…“.

Aicci est nascia Serra


In su tempus passau

in s’attobiu de is arrius

is domus aiaius nostus

a fai si funti postus

Cum genti de pagu spera

ma voluntadi meda

aicci est nascia Serra

in cuss’arrogu de terra

A pustis, funti benius

attrus traballadoris

pro ammanniai sa bidda

messaius e pastoris

Candu est cabau s’arriu

e sa malaria avattu

anti torrau a fai sa bidda

in logu bellu prus artu

In su tempus sa bidda

est diventada manna

cambiendi puru nomini

da Serra in Serramanna

Innoi fiada sa bidda beccia

una cresia anti lassau

innoi Santa Maria

anti sempri pregau.

Augusto Mura (1977)


Traduzione:

Così è nata Serra

Tanto tempo fa

dove si incontrano i fiumi (Leni e Mannu)

i nostri avi

costruirono le loro case

Con gente di poche speranze

ma molta buona volontà

così è nata Serra

in quel pezzo di terra

Successivamente arrivarono

altri lavoratori

e ingrandirono il paese,

contadini e pastori

Quando straripò il fiume

ed arrivò la malaria

hanno ricostruito il paese

in un posto migliore e più alto

Con il passar del tempo

il paese si ingrandì

cambiando pure nome

da Serra a Serramanna

Dove si trovava il vecchio paese

è rimasta una chiesa

in cui hanno sempre pregato

Santa Maria.








Puliamo il fiume Leni

La domenica mattina

dopo un the e una pastina

si va insieme ad affrontare

la zona da disinquinare

Con stivali, mascherina e guanti

Ci si organizza tutti quanti

Per raccogliere l’immondezza

E tutta quanta la “schifezza”

Ci son gomme e batterie

E tante altre porcherie

E così fra tanti orrori

Mobili e televisori

Fra le tante paccottiglie

Trovi un mare di bottiglie

E andando avanti e indietro

Si raccoglie pure il vetro

Poi a fine mattinata

Dopo una gran sgobbata

Assieme a tanti amici

Si rientra stanchi ma FELICI!

Augusto Mura

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Commenti (9)

  1. COMPLIMENTI!!! BRAVO SIG. MURA!! Ma è parente del ns caro Andrea?

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  2. è su babbu =D bravo anche al sig. picci!

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  3. Mi associo anch’io nel complimentarmi con il Sig. Mura.
    Ma devo anche dire che mi ha colpito, del Sonetto di Sig. Picci, il contrasto tra il brevissimo giudizio positivo sul passato e il rimanente giudizio negativo sul presente.
    Se l’intento è provocatorio per suscitare un dibattito c’è riuscito molto bene.
    Tanto per rompere il ghiaccio, io dico che non condivido il giudizio disfattistico sulla realtà attuale di Serramanna. Certo, per dirla con la nota canzone, “Si può fare di più”, ma occorre innanzitutto “pensare positivo” e poi non limitarsi a salire idealmente sul balcone per stare a guardare il panorama che ci sta intorno come se si trattasse di qualcosa che non ci appartiene. Oltretutto è facile sentenziare stando fuori paese. Serramanna, in astratto, non esiste. Esistono i cittadini serramannesi. E sono i cittadini che “fanno” il paese. Sono davvero tutti inospitali, “venditori di fumo”, incolori?
    Io, pur essendo a Serramanna da appena 15 mesi, davvero non mi sento di condividere questo giudizio.
    Una considerazione sulla foto che raffigura la facciata della Chiesa. Il campanile era davvero splendido, slanciato. Quando è stato ricostruito, se avessero voluto, sfruttando la tecnologia, avrebbero potuto rifarlo identico. (Scusando l’irriverenza del confronto) cosa ne sarebbe della Torre di Pisa se avesse prevalso lo stesso criterio usato con la nostra Torre campanaria?

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  4. Mi accodo a don pes, a me ha colpito l’ultima terzina dell sonetto di Augusto Picci. Nei primi due versi dice: “pianger dovrai, come fan le cicale, / lacrime amare sulle tue miserie”. “Miserie” richiama per le rime la parola “macerie”, le “cicale” quasi danno l’idea di una festa, quel “baccanale” di cui si riportano (adesso?) i postumi. Contemporaneamente le cicale piangono lacrime amare, come quello che dovrà fare il paese di Serramanna. Mi chiedo: perchè? a causa delle “macerie” attuali? Per i troppi sprechi (baccanali) del passato?

    Anche io non vedo nè attuali miserie, nè sprechi che hanno portato il paese al declino. Anzi, speranzoso vedo una gioventù forte, che matura presto e che ha tanta voglia di fare. Per esempio si veda Frades, i membri giovani delle varie associazioni, o per come altro esempio, anche l’iniziativa di questo sito.

    Comunque ancora complimenti e grazie a tutti e due gli “Augusti” 😉

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  5. ..per conto mio quello di sig. Mura è un monito a far attenzione che la superficialità e i bagordi ( intesi come anche il disfattismo e il menefreghismo ) portano a sofferenze future ,dove non si coltiva non ci sarà raccolto…ed io aggiungo i bagordi veri e propri intesi come abuso di sostanze ( alcool e droghe ) come boomerang ci troveremo ad affrontare .Ed è un invito a reagire….l’inedia ha soffocato ogni rumore…!.E’ vero come dice don Pes ci sono tante persone che si muovono e si danno da fare ma per chi ha conosciuto Serramanna un pò di tempo fa ricorda quanta gente, quanto lavoro . quante relazioni…Rincontriamoci nelle piazze , facciamo rivivere questo luogo ! A me piacerebbe parlare direttamente con le persone ,faccia a faccia .Costruiamo un faceplace!

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  6. Ho inviato il mio sonetto a questa redazione, e ne ringrazio i responsabili per l’accoglienza avuta, con il semplice intento di dare un contributo al sito, costruire e non disfare.
    Il sonetto è un opera poetica e la poesia non da ne ricette ne soluzioni ma è il semplice messaggio di un idea, ognuno poi si fa la propria idea, anche sbagliata, sbagliare è umano. Chi mi conosce sa, e a Serramanna sono in tanti, che non sono ne provocatore ne fomentatore. Un grazie di cuore a tutti.

    Cicci Picci

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  7. Sig.Picci…..non mi ero accorta che gli Augusto erano due….compllimenti ! il suo sonetto è molto bello!

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  8. ancora complimenti sig. picci e grazie per la sua risposta. Ora la gente di Serramanna si sta incontrando anche sul web, come in questo sito. Questo può essere visto o in modo”malinconico”, ma può anche essere considerato in modo positivo, pensando a come stanno cambiando i tempi e i mezzi di comunicazione…

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  9. Grazie! le coccole Serramannesi non possono che far bene.

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