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Furtei, l’oro a loro, a noi il cianuro

di admin Letto 10.170 volte8

Dal (sempre attivissimo) blog SuBarralliccu (con lievi modifiche da parte nostra):

Tutto iniziò nel 1997, quando la società Sardinia Gold Mining, con un investimento di oltre 13 milioni di dollari, realizzava quattro miniere a cielo aperto in territorio del Comune di Furtei (al confine con Guasila, Segariu e Serrenti) nel sud della Sardegna, a circa 40 chilometri dal capoluogo Cagliari.

Nel giugno 1997 iniziava lo sfruttamento del giacimento. Non stiamo qua a ricordare chi fu presidente dal 2001 al 2003… Nel 2008, la Sardinia Gold Mining cessava ogni attività estrattiva.

In ricordo del suo passaggio, la SGM lasciava al territorio una diga di sterili (con cianuro), alcuni bacini di acque acide (de Is Concas e de Su Masoni), discariche di materiali di scavo piene di solfuri e desolanti vuoti di escavazione in grado di produrre frane pericolose per passanti e per la fauna locale.

La SGM abbandonava anche al proprio destino anche 60 lavoratori.


Sit-in, interrogazioni etc.etc.

Lo scorso giugno l’attivissimo blog Su Barralliccu ha organizzato un sit-in per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema. A quell’evento sono seguite interrogazioni consiliari (di maggioranza e di opposizione), interrogazioni parlamentari, puntate di approfondimento sulla televisione nazionale, articoli sulla stampa locale, nazionale e internazionale.

Parole, parole, parole ——> Occupazione!

La bonifica del sito è ancora da farsi. Il governo regionale, qualche tempo fa aveva garantito lo stanziamento di circa 150 mila euro per pagare i lavoratori che hanno proseguito per un periodo, anche senza stipendio, a presidiare il sito, scongiurando fuoriuscite di veleno ben maggiori di quelle che si sono già verificate.

I lavoratori della Sgm occupano dagli inizi di marzo una stanza del palazzo regionale a Cagliari e chiedono che si proceda quanto prima a varare un piano di bonifica e recupero della regione, perché cessi ogni pericolo per le persone e l’ecosistema e per garantire anche a se stessi un reimpiego delle loro professionalità nel contesto in cui queste si sono formate.

Aspettiamo di sapere cosa verrà discusso, quali saranno i termini dell’accordo e in particolare se sarà prevista, finalmente, una bonifica del sito della ex miniera d’oro di Furtei.

RIFLETTIAMO

Questa vicenda non riguarda solo i lavoratori Sgm o solo il Comune di Furtei. Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se il lago di cianuro che si trova a Santu Miali tracimasse alla prima grande pioggia autunnale.

Proviamo a pensare se tutte le sostanze tossiche che si trovano in quel sito entrassero nelle nostre falde acquifere.

Proviamo a pensare a cosa potrebbe succedere alle produzioni agricole, alla fauna, alla flora e sopratutto alle persone.

Quando nella prima metà dell’Ottocento venne pianificato e realizzato il proscigamento del grande stagno salato di Sanluri (dove oggi c’è Sanluri Stato), le acque attraverso una serie di canali vennero fatte scolare verso sud, fino a raggiungere lo stagno di Santa Gilla (la “Città Mercato” per capirci).

E se invece che acqua salata su quei letti di ruscello corresse, anche solo per un giorno, un fiume di veleno?

FIRMIAMO LA PETIZIONE

Il fiume Mannu non scorre solo a Furtei…


Fonte: SuBarralliccu

Foto di SuBarralliccu


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Commenti (8)

  1. Colgo l’occasione per segnalare un breve documentario realizzato da diversi nostri concittadini sulla situazione dell’area di Santu Miali(Furtei). E’ importante che tutti si adoperino per sensibilizzare ed informare chi ancora non sa abbastanza dell’enorme scempio compiuto ai danni del territorio e delle comunità a noi vicinissime.

    Il video potete trovarlo qua: http://www.youtube.com/watch?v=sJY3tCwaKZc

    Grazie dello spazio, bonu traballu!

    Gabriele

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  2. Grazie a te, Gabri. Se vuoi posso inserirlo nell’articolo

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  3. E’ a disposizione di tutti. Mettetelo pure in condivisione come preferite.

    Ciao

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  4. giusto poche parole, altrimenti ci sarebbe da scrivere non un commento ma un intero libro…cmq, a parte qualche inesattezza, i lavoratori infatti sono 42, di cui circa 16-17 sono di Furtei, il resto dell’articolo fila, fila e come!
    sono pienamente a favore dell’iniziativa de SuBarralliccu, sono pienamente d’accordo con quanto espresso da Andrea per quanto riguarda la valle del Campidano. E’ emblematico l’esempio fatto sulla prosciugazione della zona di Sanluri Stato. Per una questione di correttezza, vi invito a visitare su Google Earth in 3D l’area che va da Santu Miali verso Riu S’Allummiu e poi verso la diga, cosiddetta Casa Fiume. Si può notare infatti la naturale canalizzazione che favorirebbe una eventuale tracimazione, quindi uno spostamento dei liquidi inquinanti e tossici non solo possibile tramite le falde ma anche tramite i canali naturali situati in superficie. Guardate la conformazione del territorio e ve ne renderete conto!
    Insomma, quelle acque devono rimanere nel perimetro della miniera e sotto il più stretto controllo affinchè venga scongiurata l’ipotesi di una fuoriuscita, anche minima, di liquami. Sarebbe fatale, si riverserebbe in poco tempo nella diga e da li sarebbe dentro il Fiume Mannu, il nostro fiume. Quel fiume che con l’alluvione non ci è stato amico, ma che ci permette di coltivare e di fare l’agricoltura come il Signore comanda. L’agricoltura del carciofo per intenderci. Agricoltura che si è fatta fin’ora e che dobbiamo ancora continuare a fare…e su questo, posso assicurare, state tranquilli perchè la si può fare, infatti, non c’è probabilità alcuna che le acque e i terreni del campidano siano inquinati…e di ciò se ne deve dare merito solo ad un gruppo di persone, i LAVORATORI EX SGM, prima cassintegrati, ora in semi-mobilità…e domani non si sa!

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  5. Volevo solo dire che nel 2004 andavo in quelle colline a correre per allenarmi, bei percorsi in saliscendi che mi permettevano di effettuare l’allenamento e allo stesso tempo di godermi natura ed il panorama suggestivo che si scorge da quelle alture.
    Successivamente incuriosito di questa miniera mi avvicinai, salendo fin sulla collina sovrastante da dove si poteva notare lo scempio, la deturpazione e l’inquinamento effettuato in quel territorio dagli sfruttatori autorizzati dai nostri governanti, una zona tanto bella, ma allo stesso tempo fragile e delicata.
    Mentre rientravo da quei posti mi chiedevo come fosse possibile arrivare a distruggere la natura in quella maniera senza che nessuno dei nostri rappresentanti avesse avuto la sensibilità e giusto buonsenso per rendersi effettivamente conto di ciò che stava accadendo in termini di scempio e inquinamento, e che prima o poi ciò si sarebbe ritorto contro noi stessi ed il nostro territorio.
    Già da quegli anni c’era la preoccupazione di un possibile inquinamento, visti i materiali utilizzati per la lavorazione dell” oro e dell argento, ciò che si prevedeva allora, oggi si sta verificando.
    Ora si dovrà correre ai ripari, evitare il prima possibile la tracimazione di questi liquidi inquinanti nelle falde acquifere di tutto il territorio, il nostro territorio! (se ciò non sta già avvenendo).
    Esempio oramai classico di come non è necessario avere una o più lauree per saper governare, quando mancano i requisiti fondamentali come buon senso, rispetto della natura, altruismo, il senso civico ecc, .
    Mi piange il cuore…..

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  6. ho partecipato, prima dell’inizio delle attività a Furtei, ad uno studio ambientale facendo parte di un equipe che comprendeva docenti universitari, luminari esperti nei deiversi campi (suolo, flora e fauna, per esempio). Io mi occupavo di geomorfologia e di “valenze ambientali”. Il nostro “check up” doveva mostrare la reale situazione ambientale del territorio prima che iniziassero i lavori veri e propri. I finanziatori dell’impresa pare che volessero esser certi che in futuro non gli si potessero addebitare danni ambientali preesistenti. Venne messa in evidenza, ma la cosa era già nota, una situazione ambientale curiosa dato che le rocce contenevano minerali che “inquinavano” in modo naturale le acque superficiali che quindi erano già (in alcuni casi) fuori norma rispetto alle tabelle delle normative vigenti. Cioè suoli e acque avevano già e naturalmente un certo grado di inquinamento. Sto cercando di semplificare molto il discorso per non entrare troppo nei problemi tecnici.
    Io, assieme ai colleghi che lavorarono con me, misi in luce una notevole fragilità degli equilibri ambientali che quindi sconsigliava gli interventi previsti per la miniera. Ma la mia è stata solo “UNA SINGOLA VOCE” non favorevole. Evidentemente agli australiani l’analisi ambientale andava bene e i lavori sono cominciati. Tutta questa premessa per dire che ho assistito ad alcune fasi iniziali e non sono del tutto all’oscuro. Ancora c’è da aggiungere che tra tutti i miei colleghi geologi, compresi ricercatori e docenti, spesso si ridacchiava sull’oro di Furtei, ben sapendo che era una “speculazione” pura e semplice e che sarebbe servita solo ad arricchire qualcuno e lasciare poi l’ambiente devastato. Forse eravamo poco informati e forse non conoscevamo qualcosa….
    Forse la vera convenienza dell’impresa la conoscevano i politici e i sindacati e gli amministratori locali che non si sono infatti opposti alla devastazione del loro territorio. O no? Mi è sfuggito qualcosa? Son pronto a chiedere scusa…
    Ma vorrei sapere:
    quale amministratore (sindaco o assessore) locale si è opposto alla miniera di Furtei?
    quale sindacalista ha avuto il coraggio di dire “meglio qualche posto di lavoro in meno, ma salviamo il nostro territorio”?

    Se invece queste persone non si sono opposte, io le ritengo corresponsabili del disastro ambientale del territorio di Furtei e dovrebbero essere cacciati via a calci nel sedere.
    Chi erano i sindaci e gli assessori in quegli anni (fine anni ’80 per esempio…) ?

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  7. son passati quattro mesi e tutto tace riguardo la bonifica……

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