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Ferrovie, LSU, cantina sociale e trasmissione in diretta dei Consigli Comunali

di admin Letto 7.498 volte7

di Andrea Mura

Alla seduta del Consiglio Comunale di martedì 6 aprile, purtroppo, essendo arrivato venti minuti in ritardo non ho potuto ascoltare la parte relativa alle:

– comunicazioni iniziali e all’interrogazione prot. N. 3164 del 22/3/2010 a firma cons. Pillitu e più, relativa a “servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani”;

Son arrivato giusto in tempo per sentire la risposta dell’Assessore Giulio Cossu all’interrogazione prot. N. 3165 del 22/3/2010 a firma cons. Pillitu e più relativa a “PROBLEMATICHE ALLA VIABILITA’ NELLE ADIACENZE DELLA STAZIONE FERROVIARIA”.

Cossu si dichiarava “consapevole dei disagi” e affermava che nonostante i lavori in viale Matteotti è tuttora garantito il passaggio pedonale e automobilistico. A Pillitu che si era lamentato circa il continuo via vai dei camion in calcestruzzo Cossu ha risposto che “a oggi l’avanzamento delle opere in termini di calcestruzzo utilizzato è pari all’80/90 %”. Riguardo il rischio paventato da Pillitu circa l’eventualità di vedere lasciate in pessime condizioni le strade oggetto dei lavori, Cossu ha risposto rassicurando che nel capitolato d’appalto è previsto il ripristino delle parti danneggiate.

Come durante il question time parlamentare, anche nelle interrogazioni parlamentari l’interrogante deve esprimere la sua soddisfazione o meno alla risposta dell’interrogato.

Pillitu si è dichiarato non soddisfatto, dicendosi non d’accordo “con i numeri”, rivelando che conosce quelli reali “avendo a che fare con alcuni imprenditori di calcestruzzo”.

Ha espresso preoccupazione per il ripristino del patrimonio viario perché secondo lui, non potendo dimostrare la situazione antecedente ai lavori, non abbiamo garanzie che il ripristino si esplichi correttamente.

· Interrogazione del 01/04/2010 a firma cons. Pani e più relativa a “STABILIZZAZIONE DEGLI LSU”;

Con la presenza tra il pubblico di alcuni lavoratori interessati (lavoratori assunti per lavori socialmente utili, LSU), il Consiglier Pani, ricordando che l’anno scorso aveva presentato un’interrogazione simile, ha chiesto come la Giunta avesse intenzione di procedere per la stabilizzazione di questi lavoratori. La risposta della Giunta è spettata all’Assessore Cadau, il quale ha ribadito sensibilità massima sulla questione e ha affermato che a breve incontreranno i lavoratori in questione.

Pani, battagliero come al solito ma estremamente preciso nei suoi interventi, ha rivelato che in data 26 marzo la Giunta regionale ha adottato una delibera per l’assunzione di lavoratori precari ma che, guardando nella relativa tabella di ripartizione, si può evincere che manca il Comune di Serramanna poiché esso non si è interessato a fare richiesta secondo Pani probabilmente perché (come potete legger sul sito della Regione Sardegna) “al contributo regionale infatti i Comuni e le Province” avrebbero dovuto “aggiungere un finanziamento pari a quello Regionale”.

  • Esame SITUAZIONE COMUNE DI SERRAMANNA/ABBANOA spa, in riferimento alla gara per l’affidamento della gestione del depuratore consortile (rif. Appalto Abbanoa 23/2010).

Spero che non vi siate dimenticati della vicenda legata ad Abbanoa (vedi art. La nostra acqua comincia ad essere in pericolo). La sera del I aprile, successivamente alla riunione urgente del Consiglio Comunale, si è elaborato un documento alla cui stesura hanno partecipato tutti i capigruppo. Nel documento, letto dalla Presidentessa del Consiglio Elena Fadda, si è ribadito che, secondo il Consiglio Comunale, Abbanoa non ha nessun diritto sull’impianto di depurazione poiché è solo il Consiglio Comunale autorità competente a cedere l’impianto. Si  è disposto  quindi di dare mandato al sindaco e alla Giunta per prendere tutte le iniziative atte a impedire la cessione dell’impianto. Documento approvato all’unanimità. Pani ha chiesto inoltre di modificare lo Statuto comunale, ricordando però che le opposizioni non prendono parte alle commissioni consiliari (tra cui quella competente a predisporre le modifiche allo Statuto) poiché da loro considerate illegittime.

  • Esame e discussione Mozione a firma cons. Pani e più, presentata in data 18/3/2010 prot. N. 3036, relativa a “TRASMISSIONE IN DIRETTA DEI LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL SITO ISTITUZIONALE DEL COMUNE”.

Sottolineando l’importanza della partecipazione ai consigli comunali, il Consiglier Pani ha chiesto, dato che  di poter approvare la mozione, magari permettendo non solo la trasmissione in diretta sul sito istituzionale del Comune ma anche ad altri siti (ha citato, tra gli altri, anche il presente sito, sottolineando che Aserramanna sta dando un importante rilievo anche alle sedute del Consiglio Comunale).

Marongiu ha risposto sottolineando l’indiscutibilità della richiesta mentre Cadau si è dichiarato contrario, premettendo che secondo lui forse neanche il cinquanta per cento dei serramannesi ha il computer in casa (Pani ha invece dichiarato che ormai ogni famiglia ha la connessione ad internet).

La seduta è stata poi sospesa per due minuti e mezzo (che poi son diventati almeno una decina), su richiesta della maggioranza.

Pillitu si è lamentato circa l’arroganza della maggioranza ravvisabile ogni qualvolta pretende di modificare mozioni presentate dall’opposizione e ogniqualvolta, in virtù dei numeri, arriva anche “a votare cavolate”.

Fatto sta che si è arrivati a votare tre proposte diverse tra loro ma simili nella sostanza (basti pensare che la prima proposta recitava più o meno “il consiglio autorizza la trasmissione in diretta del consiglio comunale” e la seconda  “il consiglio autorizza la trasmissione in diretta del consiglio comunale sul sito costituzionale”. È passata comunque la proposta di trasmettere in diretta le sedute del consiglio comunale solamente sul sito istituzionale del Comune. Attenzione, però, si tratta solo dell’autorizzazione. La trasmissione in diretta non si farà sin quando non si saranno verificati i costi di attuazione.

  • Richiesta di convocazione del Consiglio comunale Prot. n. 3037 del 18/3/2010 a firma del cons. Pani e più relativa a “esame e discussione della SITUAZIONE DELLA CANTINA SOCIALE del Campidano di Serramanna”.

L’ultimo punto ha visto vivo sentimento e molta nostalgia.

Mi spiego meglio. Il Cons. Pani ha chiesto cosa ha fatto o cosa intende fare la Giunta per quanto riguarda la Cantina Sociale, magari tentando di recuperarla. Ha raccontato che domenica scorsa si è recato a impiantare la vigna con dei suoi amici, ha asserito che “la vite sta riprendendo quota” e che ha parlato di possibilità di recupero perché ha visto tanto entusiasmo provenire da un ragazzo di trent’anni con cui era domenica.

Mancosu ha risposto che probabilmente ci vorranno 1.600.000 per l’acquisto e 5/6 milioni per la bonifica e per la riconversione.

Poi è giunto il turno di Buccoli il quale, rivelando che la cooperativa della Cantina sociale esiste ancora rappresentata dal curatore fallimentare, ha ripercorso le tappe della Cantina Comunale, leggendo documenti degli anni ’80 (esattamente del 30 giugno 1981, documento contabile dottor Mucellato – spero di scriverlo bene – il quale denunciava gli alti costi fissi per unità di prodotto). Buccoli ha ripercorso come detto tutta la storia della Cantina sociale in un lungo intervento conclusosi con l’auspicio che la Giunta voglia fare di tutto per onorare quei 24 soci (di cui 2 ancora in vita: Giulio Ortu e Oreste Medda) che nel 1953 fondarono la relativa cooperativa.

Ultimo intervento di Giulio Cossu che ha riportato tutti alla realtà, dispiacendosi dell’assenza del Cons. Pani (nel frattempo andato via) perché è a lui che avrebbe voluto rispondere, poiché bisogna stare attenti a “non alimentare false speranze”, considerato il fatto che la viticoltura è un mercato che si regge sui piccoli numeri. Ha concluso dicendo che compito della Giunta è agevolare chiunque voglia riacquisire l’area per qualsiasi motivo.

Alla seduta erano assenti Michela Medda e Vincenzo Carboni.

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Commenti (7)

  1. Leggendo questo articolo non posso fare a meno di notare che gli interventi maggiori ai consigli sono sempre del consigliere Pani……………..ma perche delle persone cosi valide nel nostro paese sono consiglieri? Seguendo le vicende dei consigli comunali ho notato anche che i suoi sono sempre gli interventi piu precisi e documentati, quindi a prescindere dalle situazioni particolari contenute in ogni intervento, personalmente dico complimenti a Mattia!
    (Mi scuso per la mancanza della punteggiatura adatta che in questi giorni sembra non funzionare nel mio pc in tutti i siti internet! Escluso il punto esclamativo!)

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  2. ovviamente il mio primo commento è frutto di un errore!
    Comunque sono contento che al consiglio comunale si sia parlato del futuro della cantina perchè è davvero desolante passare da quelle parti e vedere un edificio cosi grande in quella situazione! Io credo che qualcosa sia doveroso fare ma che si parli di ripristinare la cantina come quella fu un tempo…temo che sia pura utopia! la situazione rispetto al passato è cambiata profondamente…credo invece che si debba rivalutare l’area! e credo anche che qualcono abbia sulle spalle la responsabilità di aver ridotto l’edificio e tutta l’area in un macabro panorama per chi passa in quella zona!

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  3. Riattivare la Cantina Sociale con la produzione di vino è un qualcosa che non sta nè in cielo nè in terra. Cosa dovrebbe trasformare? Uve che a Serramanna hanno solamente poche persone per uso e consumo familiare? Si dovrebbe proporre la vendita della struttura a chi vuole veramente fare impresa a Serramanna e sfruttare le sue risorse attuali, sia che siano nel campo agricolo sia che provengano da altri settori. Serramanna è sempre stato un paese a vocazione agricola, ma oggi tale vocazione è in diminuzione a causa della mancanza di un mercato di sbocco e di una filiera troppo lunga. Ebbene le strutture della Cantina Sociale potrebbere essere utilizzate per creare sviluppo e quindi occupazione a questo settore.

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  4. Concordo con Fabio, il costo dell acquisto e del ripristino della struttura sarebbero troppo esosi per una amministrazione pubblica, l unica soluzione sarebbe quella di vendere ad un privato, ma quale privato ha, al giorno d oggi, le risorse necessarie in termini economici, per poter effettuare questo recupero? credo nessuno!
    Quindi sarebbe auspicabile che la struttura venisse recuperata, questo si, ma pensando anche di destinarla ad usi differenti, a campi differenti, sarebbe bellissimo che fosse un luogo di promozione dei prodotti artigianali del paese, magari gestita dai produttori riuniti.
    Credo che, nonostante come dice M.Pani sia in atto una ripresa dell attivita nel campo della viticoltura, questa non sia sufficiente per poter ripristinare l intera attivita di una cantina sociale, semplicemente perche non si sarebbe in grado di soddisfare i piu basilari principi economici, neanche quelli abbastanza utopistici della concorrenza perfetta! I costi sarebbero superiori ai ricavi e la struttura sarebbe destinata ad un nuovo fallimento!
    Quindi la sola viticoltura non sarebbe, a mio parere, sufficiente!
    Ma ribadisco che secondo me, vendere la struttura ad un prezzo accessibile a una cooperativa di agricoltori del paese (sempre che questi ultimi riuscissero a trovarsi d accordo sulle linee d azione e di produzione) sarebbe la migliore iniziativa sia per recuperare una struttura pubblica ormai in decadenza che rischia di essere abbattuta nel giro di pochi anni in modo coatto e se vogliamo, sia anche per ridare respiro e possibilita ai produttori del paese.

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  5. Complimenti ad Andrea per il consueto articolo preciso e puntuale. Unico commento sulla questione diretta consigli in streaming.

    “Cadau si è dichiarato contrario, premettendo che secondo lui forse neanche il cinquanta per cento dei serramannesi ha il computer in casa”

    A parte la fonte NON autorevole dei dati (forse… secondo lui…), a parte che una premessa dovrebbe essere legata LOGICAMENTE ad una conclusione mi permetto di esprimere ciò che penso:

    1) Contrarietà del genere alla trasmissione di un consiglio che è PUBBLICO hanno come unico scopo quello di continuare a tenere lontano dalla sala del consiglio il cittadino per poter operare senza disturbi

    2) Non vedremo mai le dirette delle trasmissioni. La frase “quando non si saranno verificati i costi di attuazione” è il solito cavillo “legale” per giustificare l’azione. Ovviamente e visto che non permettono la trasmissione su siti alternativi (ASerramanna per esempio) GRATUITI il tutto avrà un costo, costo che verrà ovviamente non sostenuto visto che la trasmissione dei consigli non viene giudicato come una necessità primaria della popolazione.
    Praticamente non si farà perchè costerebbe, l’unico modo sarebbe farlo fare gratuitamente da altri (Aserramanna) ma non si è deciso per farlo fare gratuitamente. Il perchè? Perchè i soldi è meglio spenderli per cercare di portare la tomba di Bettino Craxi in Sardegna. Quello si che sarebbe prioritario.

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  6. Ecco, io non avevo voluto inserire questo particolare ma devo ammettere di averlo pensato…..

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  7. Per vostra curiosità, ecco il verbale completo, finalmente pubblicato sul sito: http://www.comune.serramanna.ca.it/uploads/Delibe

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