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Teatro (Cinema) Serramanna: EMERGENCY presenta Soran non aver paura

di admin Letto 9.251 volte22

Locandina Soran Emergency Serramanna

Febbraio 1996 – Agosto 1997: immagini dall’ospedale di Sulaimaniya, Kurdistan iracheno, costruito per iniziativa di EMERGENCY.
Una struttura a disposizione della popolazione – oltre 10.000 casi in un anno – che è diventata per qualche tempo la nuova casa di Soran, Fellah, Farad e di decine di altri bambini, feriti dalle mine antiuomo. Le vittime privilegiate di queste armi indiscriminate.
Protagonisti di storie troppo vere, che hanno perso una mano, un braccio, una gamba, e che dopo l’intervento chirurgico e la riabilitazione tornano a vivere con l’aiuto di un arto artificiale.
E perfino a sorridere – come si vede nella seconda parte del film – e a giocare a pallone, uno dei giochi preferiti dai bambini di tutto il mondo.
SORAN NON AVER PAURA è il film che documenta l’inizio delle attività di EMERGENCY.DOMENICA 23 MAGGIO ORE 19.00
Piccolo Teatro di Serramanna (Piazza Interna Municipio)

INGRESSO GRATUITO

Serata a cura del Gruppo Emergency Serrenti, Sine Nomine Theatrum e Comune di Serramanna
Per informazioni: cell. 347 1411284 – [email protected][email protected]

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Commenti (22)

  1. A nome di tutta l’associazione desidero ringraziare gli amici di Emergency Nicola, Teresa, Paolo, Miranda e Ilaria per la splendida serata di ieri. Ringrazio inoltre il numeroso pubblico che ha assistito alla proiezione. Arrivederci a presto.

    per Sine Nomine Theatrum
    Mauro Cannas

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  2. Ciao a tutti,
    in proposito dell’intervento di Jonathan Mannias alla fine della proiezione di “Soran non aver paura” vorrei chiarire alcune cose:
    Ho chiesto io personalmente a Jonathan di preparare una relazione nella previsione di un dibattito che si sarebbe dovuto svolgere dopo la visione del documentario. Lui, non essendo abituato ne a preparare relazioni, ne a esporle in pubblico, ha preparato un discorso decisamente lungo e complesso che, mi risulta, abbia annoiato se non indispettito alcuni degli spettatori. Mi sento in dovere, sia in qualità di rappresentante dell’Associazione Culturale Sine Nomine Theatrum, sia a titolo personale di fare “Mea Culpa” e assumermi la responsabilità dei possibili disagi creati. La mia colpa è stata quella di non avvisare Jonathan di fare un sunto e di tenere per se non più di 5-10 minuti massimo; inoltre la mia decisione di presentare dopo la proiezione lo spettacolo “30.000 paperelle in mare” evidentemente non è stata felice in quanto, col senno di poi, sarebbe stato sicuramente più opportuno dare spazio proprio al dibattito, dando a ciascuno la possibilità di prendere la parola e esporre, ribattere, confutare come è giusto che sia.
    Inoltre credo sia il caso di precisare che in questi casi spesso il “dibattito” si riduce ad un imbarazzante silenzio dopo il quale ci si da l’arrivederci, bene a mio parere invece è giusto, se non doveroso dibattere realmente.

    Infine sento di ribadire le mie scuse per il disagio creato ad alcuni, e precisare ancora una volta che la responsabilità di quanto accaduto sia mia. Invito però tutti coloro che volessero esprimere le proprie perplessità o critiche di farlo in questa pagina, alla luce del sole e non con ipociti chiacchiericci. Sia io che l’interessato (Jonathan), saremo lieti di rispondere.

    Mauro Cannas

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  3. Per impegni improrogabili ho potuto presenziare solo alla parte finale del filmato che, sinceramente, pensavo durasse un po’ di più.
    Non pensavo, invece, che alla proiezione potesse seguire un dibattito, perché nella locandina non viene detto.
    E’, quindi, spiegabile che, se non si è preparati, piuttosto che dire inesattezze, si preferisca fare scena muta, soprattutto per argomenti e situazioni così “delicate”.

    A Jonathan vorrei dire:
    * E’ davvero convinto che tutti i sacerdoti siamo “pedofili”? Quanti ne ha conosciuti, tra quelli che sono stati a Serramanna negli ultimi decenni?
    * Se avesse avuto il tempo di presenziare, venerdì 21 u.s., al teatro dell’ex mattatoi, si sarebbe potuto
    fare un’idea di quello che un Serramannese “doc” (Giuseppe Luigi Spiga), con il sostegno dei Serra mannesi sta facendo in favore dei brasiliani.

    Quanto allo spettacolo “30000 paperelle”… forse il fatto che sia stata rappresentata l’edizione “ridotta” non mi ha permesso di capire il reale contenuto (e, quindi, anche le risate che sono seguite alle battute).
    Da quello che ho capito, mi sento di fare questo commento: “scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

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  4. Giusto per informazione: lo spettacolo “30.000 paperelle” ha vinto il primo premio Teatro In Corto nel 2009. Magari offre un immagine ed una rappresentazione che può offendere un uomo di Chiesa (con poco senso dell’humor mi permetta), ma a mio parere non offende l’intelletto come molteplici passi della Bibbia che nessuno ha mai il piacere di citare.
    Mi intrometto un attimo sulla questione “tutti i preti sono pedofili”, non credo che sia la verità.. anzi ci mancherebbe e per fortuna non ne ho mai incontrati nel corso della mia vita religiosa. Ne ho incontrati però altri che stabilivano le quote minime delle offerte per i sacramenti, altri che alzavano leggermente il gomito (e non parlo della sola funzione dell’Eucarestia), altri ancora che sono talmente attaccati al Dio Denaro che durante certe omelie di funerali non si sono risparmiati di esprimere le loro aspirazioni per la costruzione di una “torre di Babele”. Per carità, ho conosciuto anche dei signori parroci, ma per favore “scherza coi fanti e lascia stare i santi” dovrebbe essere una raccomandazione da imprimere nella testa di tanti, tanti, tantissimi uomini di religione prima ancora di spararla come una sentenza di morte verso un gruppo di ragazzi che stanno portando avanti un signor progetto teatrale.
    Buona serata

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  5. Salve a tutti.
    Salve, don Pes.
    Non sono assolutamente convinto che tutti i sacerdoti siano pedofili, appunto non ho detto questo nel mio intervento. Non mi risulta di aver conosciuto negli ultimi decenni sacerdoti pedofili a Serramanna, appunto non ho detto neanche questo nel discorso.
    Ho detto invece che la chiesa, intesa come istituzione, va a giro per il mondo a stuprare bambini, ed è la verità. Conosciamo tutti ormai i tantissimi casi negli Stati Uniti, nel sud America, in Irlanda, in Africa. Questo è solo un esempio. Il responsabile (prefetto) della congregazione per la dottrina della fede è stato Joseph Ratzinger, per oltre vent’anni. A lui giungeva notizia di tutti i singoli casi, e si è sempre adoperato per occultare i crimini, non consegnando i colpevoli alla legge, ma spostando i preti da un paese all’altro del mondo. Tantissime vittime di questi crimini non hanno avuto giustizia, ma forse oggi qualcosa si sta muovendo, per fortuna.
    S’immagini per un attimo di abitare in Brasile per esempio, essere povero, molto povero. L’unica speranza che ha per un futuro migliore è la fede nella religione. Ha un figlio, e questo frequenta regolarmente la chiesa. Poi un giorno viene a sapere che suo figlio viene chiamato “la mogliettina del prete”, e deriso da tutti, oltre che essere vittima di stupri. Così viene a sapere cosa suo figlio era costretto a sopportare nel silenzio in quegli anni, con un angoscia interminabile.
    Sarebbe terribile no? Ma il dolore più grande è sapere che nessuno al mondo può punire l’uomo colpevole di questo crimine, e così quest’ultimo continua a praticare il suo mestiere in un altro paese, diffondendo “il messaggio di Dio”, impunito. Questo può essere considerato un “danno collaterale”, nel modo in cui gli USA definiscono le infinite persone innocenti che muoiono sotto le loro bombe, ma per me non è così. Mi sento in dovere di dar voce a queste persone.
    A tutt’oggi nel vaticano risiedono preti su cui pende un mandato di cattura a livello internazionale, ma nessuna legge al mondo purtroppo può costringere il papa a consegnare queste persone alla giustizia.
    Una persona se ruba un pezzo di pane perchè sta morendo di fame, finisce in prigione, e magari ci muore in prigione, specie nelle nostre prigioni sta diventando un’abitudine ormai.
    Il papa ha tante responsabilità a suo carico, penso molto più gravi che aver rubato un pezzo di pane per sfamarsi (chissà quante pagnotte escono con l’otto per mille). Pagherà per le sue colpe? Penso di no. Tutto qua.
    Se avessi avuto il tempo di presenziare, venerdì 21 al teatro dell’ex mattatoio, mi sarei fatto sicuramente una buona idea di quello che il signor Giuseppe Luigi Spiga, con il sostegno dei Serramannesi sta facendo in favore dei brasiliani, non lo metto in dubbio.
    Vede, io non metto in discussione il suo operato, quello del signor Giuseppe e neanche quello di migliaia di persone che magari danno la vita per far del bene. Sono più che sicuro che tanta gente ha da dirvi grazie per il bene che fate. Purtroppo la chiesa, in questi secoli e oggi non da meno, si è macchiata di tante colpe. Oggi, uno dei responsabili di tranti crimini, è il papa.
    Le porgo i miei più cordiali saluti.

    Jonathan

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  6. Quale altro rappresentante del Sine Nomine Theatrum, tengo a precisare la posizione ed il pensiero che ha da sempre permeato il nostro operato.
    Il Sine Nomine Theatrum, è nato con lo scopo di promuovere e divulgare la cultura, la conoscenza, il confronto costruttivo, la tolleranza e la collaborazione con il prossimo. E’ una forma di ricerca continua e analisi di noi stessi e della società, vista a volte attraverso il filtro dello spettacolo teatrale in sè, oppure, attraverso la musica, il cinema, la letteratura e tutto ciò che è forma di espressione umana.
    questo, permette di ampliare le nostre vedute, crescere e migliorare a volte come singoli, a volte come membri della comunità.
    sia questa analisi prettamente riferita al teatro( tutto il teatro, senza eccezioni, preconcetti e/o forme di snobbismo, palese o cammuffato da finto perbenismo), sia essa contenuta in scritti, o in interventi esterni( come nel caso specifico di Jonathan Mannias), noi ribadiamo il concetto che tutti, nessuno escluso, è libero di esprimere le proprie idee, là dove queste, vengano divulgate in modo consapevole nel rispetto del prossimo e senza offendere la dignità di chicchessia.
    Jonathan Mannias, ha peccato, se di peccato si può parlare, di aver forse, prolungato eccessivamente il suo intervento e di aver, a mio parere, generalizzato un pò troppo, non dando, probabilmente, il giusto spazio di replica a persone come Don Pes, il quale, come membro della Chiesa, si è sentito chiamato in causa.
    Sempre in riferimento all’intervento di Don Pes, in questa sede, tengo a precisare quanto segue:
    lo spettacolo” 30.000 paperelle in mare”, è un corto, della durata di circa 15 minuti, nato e presentato in seno alla rassegna-concorso del Cada Die Teatro di Pirri: ‘Teatro In Corto’, nel 2008-2009.
    questo corto, si è aggiudicato il primo premio, dopo essere stato valutato da una giuria di esperti e aver superato ben due selezioni.
    In seguito, si è pensato di ampliare lo spettacolo con un secondo atto, ma in sè e per sè, è completo.
    quindi, mi dispiace che Don Pes non abbia potuto afferrarne appieno il contenuto, il quale è risulatato forse un pò troppo ermetico per lui.
    per terminare il mio intervento, giacchè siamo in vena di citazioni, vorrei scriverne una anche io, che mi pare appropriata:
    ” quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”.

    Alessia Pala
    Sine Nomine Theatrum

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  7. A nome del gruppo Emergency di Serrenti sento di dover ri-ringraziare gli amici del Sine Nomine T. e il numeroso pubblico che ha riempito la bella platea del Piccolo Teatro, che tanto piccolo non è.
    Visto che ho letto un po’ di interventi, dico la mia: riguardo l’intervento dell’amico Jonathan, di certo era troppo lungo e non si sarebbe comunque inserito in uno spazio-dibattito, in quanto non poneva domande, non dava spunti di riflessione, ma indicava dati, punti di vista già dati per certi. Senz’altro molti dei quali li condivido anche io personalmente, ma Soran parlava di una cosa molto più semplice: gli effetti della guerra, di qualsiasi guerra, che sia contro il nazismo, il terrorismo, per la democrazia, per la libertà, per l’acqua, in nome di Dio (uno qualunque), per un potere (uno qualunque).
    Detto questo, visto l’interesse comune a riproporre quel tipo di serata, per farla “meglio” e con la speranza di avviare un dibattito genuino e schietto come quello che si è innescato in questo spazio virtuale, propongo la visione di Hat nohto ston (il cuore non è fatto di pietra) di Antonio Di Peppo e Guido Morozzi, un film documentario girato in Sierra Leone, del 2004, testimonia l’attività dell’ospedale di Emergency a Goderich.
    Chiedo troppo?

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  8. Salve Nicola,
    come ti ho scritto a suo tempo, siamo a vostra disposizione. ne parleremo in altra e più indicata sede.
    saluti!

    Alessia Pala

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  9. Salve.
    Siete veramente troppo gentili a citarmi tante volte, non dovevate disturbarvi credetemi.
    Ho scritto qualcosa sulla guerra, nell’intento di raccontare dei fatti che, ad una parte del pubblico, magari i più giovani, non fossero noti.
    Non avendo mai preparato una relazione da esporre a teatro, non essendo mai salito su un palco, ho fatto degli errori, in quanto la relazione era un po troppo lunga, e inoltre non son riuscito a catturare bene l’attenzione del pubblico. Son contentissimo di avere fatto questi errori, in quanto se ricapita un’occasione del genere, so dove correggermi.
    La relazione, nel suo insieme, poneva domande, dava più spunti di riflessione, e indicava dati e punti di vista, magari dati per certi per persone come Nicola, ma non per altre persone.
    Chiaramente non avendo letto tutta la relazione non si poteva sapere questo.
    Colgo l’occasione per dire al mio carissimo amico (e maestro) Mauro che non accetto le sue scuse, in quanto non mi deve chiedere scusa per niente.
    So perfettamente che qualcuno si è lamentato a prescindere della durata del discorso.
    Vorrei anch’io fare una citazione in chiusura, ma non mi viene in mente proprio neiente!
    A presto.

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    1. Carissimo Jonathan,
      la tua “modestia” è segno della tua serietà.
      Quello che volevo dirti è solo che dal mio punto di vista, in uno spazio dibattito si dovrebbe intervenire con delle domande, delle osservazioni, anche critiche, anche obiezioni, ma non con relazioni… si rischia di andare fuori tema.
      Chiaramente è solo la mia opinione.
      Come ti ho scritto, condivido molte delle cose che hai detto, e ne aggiungerei altre ancora, come l’argomento oppio afgano che viaggia-sembrerebbe anche dentro le casse da morto dei marines. Ma tutte queste informazioni sforano dal succo del discorso, ci allontanano dalle amputazioni di Soran e Fellah, ci fanno guardare il mondo con un cono visivo talmente grande (e contestabile da altri) da farci perdere di vista che Soran è saltato sopra una mina. Non so se riesco a spiegarmi…
      Comunque, mi ha fatto molto piacere questa ondata di discussioni seguita alla visione del filmato Emergency.
      Un saluto fraterno, N.

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  10. Una risposta in due parti a Don Pes, perché è raro trovare un sacerdote che si metta a dialogare con il teatro; per secoli i sacerdoti li hanno solo scomunicati i teatranti, e quindi non solo merita una seria risposta ma tutto il nostro rispetto.
    Dunque, quanto alla affermazione di Jonathan la trovo, nel contesto di una comunicazione poco congrua rispetto al momento ma sostanzialmente condivisibile, un punto nero. Sono convinto che l’ondata di discredito gettata sulla Chiesa sia strumentale alla volontà di certi poteri forti di allontanare da essa le giovani generazioni. In un momento nel quale l’associazionismo cattolico sta rimanendo uno dei pochi terreni nei quali un giovane possa crescere guidato dai principi della solidarietà, del rispetto del prossimo, dell’impegno civile, è fin troppo facile infangare il lavoro altrui prendendo a pretesto qualche servo indegno. Quante volte, come comunista, mi sono trovato a dover subire l’infamia commessa da dittatori che del comunismo avevano solo il nome! Quindi non solo Don Pes ma tutti i buoni sacerdoti, hanno la mia solidarietà. Triste giorno quello in cui una famiglia dovesse essere toccata da questo fango al punto da aver timore di mandare i figli agli scout o al catechismo! triste perché allora rimarrebbero solo i Simpson e la playstation ad essere maestri di vita. Quanto alla Chiesa come strumento di potere e di supporto al potere questo è un altro discorso e chissà che non si riesca farlo in una prossima occasione, ma senza preconcetti, e senza livori. Quanto a 30.000 paperelle rispondo come autore del testo. Non è la fede ad essere messa in discussione, perché alla fine Palla è il personaggio positivo, ma una certa idea del paradiso come luogo con squaline nude e cocktail con l’ombrellino. Capisco che Don Pes fosse ormai stranito dalle affermazioni del dibattito, ma forse, se avrà la pazienza di voler rivedere il 4 giugno a sera lo spettacolo, si renderà conto che non è uno spettacolo anti-cristiano, ma, forse, proprio il contrario. Sarebbe bello discuterne, magari a fine serata.
    Infine un’osservazione generale. Non so cosa si stia dicendo a Serramanna ma so come vanno queste cose. Basta un niente e l’assalto di quelli pronti sempre “a dare a tutti il consiglio giusto”, parte e le amministrazioni, pavide e cerchiobottiste, fanno spesso marcia indietro. E questo non deve succedere. Il piccolo Teatro non è un studio televisivo dove tutti possano attaccare tutti per il solo gusto della rissa, ma non è neanche un’arena di politically correct dove, a forza di non voler offendere nessuno si finisce con non dire nulla.

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    1. “Il piccolo Teatro non è un studio televisivo dove tutti possano attaccare tutti per il solo gusto della rissa, ma non è neanche un’arena di politically correct dove, a forza di non voler offendere nessuno si finisce con non dire nulla”

      condivido al 100%!

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  11. Capisco il tuo punto di vista Nicola.
    Ahh, a proposito di oppio, quante cose avevo da dire a riguardo! Lo so, il cono sarebbe diventato troppo grande, ma tu sai quanto me che il governo degli Stati Uniti è coinvolto se non responsabile della maggior parte delle guerre degli ultimi 60 anni, comprese quelle odierne. Sopratutto quelle odierne. Ho voluto raccontare però troppi fatti in quel poco spazio a disposizione. Penso comunque che sia giusto che la gente, dopo aver visto certe immagini, sappia perchè Soran e la gente come lui è vittima di questi crimini. E sappia chi è il responsabile. Ma questi sono dettagli, che in altre occasioni verranno sicuramente affrontati.
    A presto.

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  12. caro jonathan hai messo troppa carne sul fuoco e alla fine il piatto era un pò indigesto, ma detto questo è sempre meglio del silenzio del consenso acefalo e della assoluta mancanza di coscienza critica verso gli accadimenti quotidiani, riverniciati dalla tv di regime. E poi dai, un poco di ironia non guasta ad un certo punto mi sono ricordato della mitica scena del film di fantozzi che non potendo più sopportare l’ennesima visione della corazzata potemkim disse ad altissima voce LA CORAZZATA POTEMKIM é UNA BOIATA PAZZESCA , devo dire che ad un certo punto verso la fine avrebbe avuto il suo effetto e ci saremo fatti una grande risata visto il contesto teatrale, ciao e continua cosi’ ma con un pelino di ironia in più

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  13. Buonasera a tutti!
    Di cose se ne sono dette tante ma vorrei dire la mia…
    Personalmente mi prendo la responsabilità di dire che SAPEVO CHE IL DISCORSO DI JOHNNY SAREBBE POTUTO DURARE TANTO, e vorrei solo dire che quando mi ha spiegato le sue ragioni, e cioè che sarebbe stato difficile affrontare quel discorso in pochi minuti, io, semplicemente, ho annuito.
    Ringrazio tutti quelli che hanno commentato, a partire da Don Pes, che conferma ciò che pensavo di lui, un uomo artisticamente sensibile e socialmente attivo.
    Ammiro la presa di posizione di Mauro, e mi associo a lui nell’avere il dovere di far luce sulla situazione, dicendo che Johnatan ha fatto quell’intervento su nostra (di Mauro col mio appoggio, mi scuso con Alessia, perchè onestamente non era stata informata adeguatamente di ciò) richiesta e senza avere ricevuto indicazioni sulla tempistica.
    Ovviamente c’è stato un tentativo di dibattito senza averne organizzato alcuno, e questa è una mancanza nostra, non di sicuro di Johnny!
    Personalmente dico: “Mettiamola così, abbiamo peccato di inesperienza, la prossima volta staremo più attenti”
    Grazie a tutti per l’interesse dimostrato
    ALLA PROSSIMA, VI ASPETTIAMO NUMEROSI
    Per SINE NOMINE THEATRUM

    Andrea Gallus
    [email protected]

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    1. Quoto…

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  14. Non credo ci sia niente da aggiungere da un punto di vista concettuale agli interventi di Mauro, Alessia, Andrea e Maurizio Tancredi.
    Mi intrometto solo per manifestare la mia solidarietà a tutta l’associazione ed esprimere la mia ammirazione per il coraggio che i ragazzi hanno dimostrato nell’affrontare argomenti così difficili da gestire.
    Serramanna è più ricca da quando ci siete voi.
    A presto.

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    1. non posso che concordare in toto

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    2. Grazie mille, speriamo di continuare a meritare le lodi! noi faremo del nostro meglio…

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  15. In tutta sincerità, certe cose che sono state scritte mi hanno colpito:
    Signor Pes, mi avevano parlato di lei come una persona di mentalità aperta, peccato che quello che ha scritto non lo confermi. Si può discutere all’infinito sull’esistenza di Dio senza venirne a capo, sulla moralità, la correttezza e la bontà della Chiesa Cattolica nei suoi 2000 anni di storia credo che ci sia poco da discutere. A mio parere (e ho tanti argomenti per sostenerlo) la Chiesa Cattolica è un’organizzazione basata sul Potere, che da sempre ha servito a Mammona(Mt 6,24 e Lc 16,13), che nel corso dei secoli è stata responsabile di Uccisioni, Torture, Guerre Sante, Pulizie Etniche, Violenze Sessuali e chi più ne ha più ne metta. Credo che la Sua Apologia della Chiesa Cattolica sia di cattivissimo gusto (parere personale). I missionari, i sacerdoti che strisciano nella polvere per fare del bene per la Chiesa Cattolica sono delle eccezioni, del resto come disse Benigni: «Anche il Mostro di Firenze avrà detto “Buongiorno” a qualcuno qualche volta…». Credo che Gesù Cristo in persona vi caccerebbe ad uno ad uno fuori dalle chiese a frustate perché le avete trasformate in “Spelonche di Ladri”(Mt 21,13). Mi sa dire Lei perché i ragazzi dopo la cresima, da buoni Soldati di Cristo nella stra grande maggioranza non vanno più in chiesa? I ragazzi sono da un lato costretti e da l’altro “comprati” con i regali (in psicologia si chiama “Rinforzo”) a fare la comunione e la cresima. Molte persone mi hanno detto: “Mio figlio l’ ho fatto battezzare e lo mando al catechismo perché non venga discriminato”. Perché è questo che succede, io personalmente non sono battezzato e per questo sono stato discriminato ed emarginato da bambino, da adulti, bambini istigati da adulti, dagli insegnanti alle elementari. Avrei TANTO altro da dire e se crede possiamo discuterne a quattrocchi. Per quanto riguarda lo spettacolo “30.000 Paperelle in mare”, è uno testo che comunica questo chiaro messaggio “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,15-16), se Lei questo non l’ha compreso o non l’ha voluto comprendere la dice lunga sul tipo di “profeta” che Lei sia. Per quanto riguarda la citazione Scherza coi fanti… Le dico che il medioevo è passato da un pezzo e questo massimalismo credo sia del tutto anacronistico, a titolo di esempio posso citare San Padre Pio, una persona malata che si intendeva più di chimica che di religione, che si procurava ferite con l’acido fenico (Lo diceva anche Agostino Gemelli, medico incaricato dal Vaticano per accertane lo stato di salute) e sul quale la Chiesa Cattolica ha fatto un bel servizio a Mammona (Mt 6,24 e Lc 16,13).

    La cosa che maggiormente mi ha addolorato è stato leggere il commento di Maurizio Tancredi.
    Maurizio io ti stimo tanto e lo sai, abbiamo visioni differenti su tante cose, ma la stima che io provo per te non muta. Tu hai scritto qui cose che non pensi, e l’hai fatto solo perché per te la coerenza va in secondo piano rispetto all’interesse. Credimi, quello che ho letto mi amareggia molto, anche perché hai usato Jonathan come capro espiatorio e questo non mi sta bene. La responsabilità del suo intervento e di tutto quello che ne è seguito è mia, lui non c’entra. Avremo occasione di parlarne di persona. Se la mia posizione è troppo estrema, benché coerente, per la politica di Sine Nomine Theatrum avrete la mia lettera di dimissioni entro domani.
    Procederò da solo in direzione ostinata e contraria.

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  16. Come si parlava ieri a teatro in tarda serata, confermo quello che penso su don Pes, e cioè che mi piace il fatto che si interessi di ciò che succede a serramanna a livello artistico e che poi si faccia sentire in situazioni come questa, attendo perciò una sua risposta, sopratutto al commento di Mauro.
    CHiaramente spero che ci siano occasioni migliori per dibattere in teatro, e di sicuro ce ne saranno. Mauro, la tua posizione è personale, e io, come individuo e membro del sine nomine, la condivido a pieno.
    Tu sei un membro fondamentale del sine nomine, e per quanto mi riguarda, sai benissimo di essere uno sprone intellettuale e continuo punto di partenza culturale..
    Se ce ne dovesse essere bisogno, però, penso che di ciò sia meglio parlarne in riunione, anche per concludere i discorsi cominciati ieri sera..

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  17. Credo che questa sede non sia la più appropiata per discutere di questioni interne al Sine Nomine.
    Beninteso, non che ci siano “panni sporchi da lavare in famiglia”, solo che non mi sembra il luogo più indicato.

    Alessia Pala

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