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QUANDO IMPARI A ALLACCIARTI LE SCARPE: presentazione

di admin Letto 8.351 volte13

L’Associazione Culturale Il Pungolo

e l’Editore Carlo Delfino

 

presentano

QUANDO IMPARI A ALLACCIARTI LE SCARPE

di Michela Capone

 

Sabato 5 giugno 2010   h. 17.30

Sala Convegni Consorzio Cisa

Corso Repubblica  12,  Serramanna

 

 

 

Intervengono:

Giovanna Carletti

Maria Grazia Cossu

Bruno Mancosu

Manuela Ortu

Maria Grazia Serci

 

All’incontro, che sarà occasione di formazione e di riflessione, sono presenti l’Autrice e l’Editore.

Quando impari ad allacciarti le scarpe

Marco apre la porta del bagno e compare vestito di tutto punto, è rosso in viso e trema.

Vorrei rassicurarlo e dirgli che, fino a quando respirerò, le mie mani saranno le sue mani.

Mio figlio si è vestito da solo e io trabocco d’orgoglio. Ho il privilegio di godere una sensazione di appagamento speciale.

Nella crescita di un bambino handicappato l’ovvio non esiste, tutto è un successo.

Mi accorgo che ha indossato correttamente le scarpe ma, accidenti, sono slacciate.

Devo pazientare, aspetterò.

Marco, quando impari ad allacciarti le scarpe morirò di gioia.

 

Michela Capone è nata nel 1961 a Cagliari dove vive. Laureata in Giurisprudenza, è magistrato presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari. E’ sposata e ha tre figli.

Questo è il suo primo libro, un racconto autentico nato da un’esperienza personale.

 

 

 

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Commenti (13)

  1. Un libro molto importante, le sensazioni e le emozioni che provoca ci fanno capire quanto siamo inadatti a consentire una vita fatta di normalità a chi nasce con dei limiti fisici. Le parole forti dell’autrice fanno emergere aspramente la distanza che assumiamo, spesso volutamente, nei riguardi di chi affronta un percorso quotidiano di dolore, al contempo evidenziano quanto sia ipocrita uno stato che si lustra di norme giuridiche intrise di finalità elevate e di principi democratici, ma che poi di fatto nega il primo diritto, quello dell’esistenza dell’essere umano, condannando chi nasce con diversità all’oblio sociale.
    A Michela Capone “Grazie!!!”
    Complimenti alla determinazione dell’Associazione Culturale Il Pungolo.
    Spiacente per la sensibilità dei nostri amministratori, di cui, salvo che per Elena Fadda, in una sala gremita di cittadini si è sentita la loro assordante assenza.

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  2. Dipende, se per amministratori intendi i nostri rappresentanti a livello comunale, ti do pienamente ragione. Se intendi in generale, posso dire che ero presente pure io, che ora ricopro un ruolo di rappresentanza a livello provinciale. Di Michela Capone dobbiamo ammirare soprattutto il coraggio che ha avuto esternando a tutti la sua storia personale, mettendosi in gioco, non nascondendo neanche le sue debolezze. Una donna che ha mostrato a tutti una grande combattività, da cui possiamo solamente prendere esempio. Siamo circondati da persone che lottano quotidianamente per problemi simili, la maggior parte delle quali lottano in silenzio. Sta a noi prenderle per mano, far loro sentire il nostro sostegno, il nostro aiuto, non farle sentire sole.
    Grazie alle componenti de Il Pungolo per quest’altra bella serata di riflessione.

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  3. Andrea, ti posso dire con serenità che non amo le passerelle politiche a cui spesso assistiamo, specie in tempo di elezioni, ma la semplice presenza anche a livello personale avrebbe conferito all’incontro un valore più ampio.
    Ritengo importante che chi assume delle responsabilità pubbliche dimostri di avere a cuore le problematiche sociali di questa rilevanza, altrimenti la speranza, come ricorda la citazione in prefazione al libro, manca del coraggio di cambiare le cose viste, ed il futuro rischia di diventare veramente desolante.
    Con ciò non intendo mettere sul banco degli imputati nessuno, io ho solo constatato l’assenza dei nostri amministratori, il che, ovviamente, non implica il loro distacco o il mancato impegno nel sociale.
    Ho visto che oltre ad Elena c’eri anche tu ed ho fiducia che voi, pur essendo alle prime esperienze da amministratori, facciate tesoro di quanto sentito. Buon lavoro.

    trovo altamente dovuta la presenza dell’amministrazione
    naturalmente mi riferivo agli amministratori comunali che, se non per dovere istituzionale, almeno a livello personale potevano

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  4. ma perchè a serramanna c’è un assessorato per la cultura? O_o

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  5. complimenti all’autrice

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  6. ho letto i commenti che precedono, concordo con tutto ciò che è stato detto sul libro e la donna-madre coraggio Michela Capone mi ha emozionata e affascinata! dico ciò perchè ero presente anche io alla presentazione del libro…sono amministratrice del comune di Serramanna, forse non notata come tale perchè all opposizione….e tengo a dire che nonostante faccia parte della comissione per le pari opportunità ed essendo la stessa invitata dall associazione il pungolo, la presidente Elena Fadda non si è minimamente impegnata a passare l invito a tutti i componenti….grave scorrettezza….ma tengo a precisare che non è la prima volta…giusto vicepresidente per le pari opportunità?    

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  7. Ciao barbara, personalmente non concordo sull’utilizzo del sito come mezzo di “diatriba virtuale” 🙂
    leggendo i commenti mi vien voglia di leggere il libro, dove è possibile trovarlo?

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    1. Ciao Davide, il libro è in vendita alla Sorgente, costa 20 euro e il ricavato sarà devoluto ad una associazione di disabili

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      1. Grazie mille per l'informazione!

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        1. Ti consiglio di leggerlo davvero. Merita… Anche se è commovente…
          E'una lettura scorrevole: 3/4 ore e lo finisci

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  8. chiedo scusa se il mio commento…toglie un pò di luce a qualcuno…chiedo scusa se mi sono permessa di far comprendere la realtà delle cose…chiedo scusa se mi sono permessa di farlo attraverso il vostro sito ” apolitico…e  apartitico…”……..!!!

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    1. Le scuse non c’entrano: non ho scritto che non si deve scrivere la realtà delle cose o altro (non mi permetterei), ho voluto esprimere il mio personale parere. Ho scritto che non concordo perché penso che per certe cose ci siano le dovute sedi, ma è un parere e ognuno è libero (e ci mancherebbe) di fare ciò che vuole.
      Le cose si possono scrivere e fare in vari modi, però al primo posto credo che ci debba essere il lato costruttivo per la collettività. 🙂

      Riguardo al sito, apartitico ok (e ci mancherebbe), ma che sia apolitico mi pare che non ci sia scritto in nessuna pagina… poi l’oggettività è difficile, ma si cerca di fare il meglio che si può…

      Ciao e a presto!

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  9. Ero presente alla serata e concordo pienamente con quanti mi hanno preceduta nel dire che è stato emozionante ascoltare le parole dell’autrice, io stessa non ho tattenuto l’emozione..forse il profondo silenzio della sala forse ho provato ad immedesimarmi nella posizone di una mamma e un padre che sognano un figlio e una vita felice con lui e per lui, ma il bambino nasce con una grave forma di disabilità e il sogno di una vita felice è sostituito dalla consapevolezza che non sarà mai capace di autogestirsi, di aver cura del proprio fisico ne di vivere una vita di relazione come tutti gli altri..e ancor più il pensiero sempre presente  e angosciante di un genitore “e quando io non ci sarò più??”.
    Michela Capone, l’autrice, mi ha estremamente colpito per la sua padronanza del linguaggio, la sua sicurezza ma anche la sua freddezza..a tratti cinica, sicuramente di una persona, che come lei stessa ha ripetuto più volte, “non è guarita”, non ha ancora superato il dramma che l’ha intimamente colpita.
    Non condivido tutte le sue opinioni ma ha suggerito tanti spunti di riflessione, vorrei leggere il testo. Penso a tutte quelle realtà dove il dramma si aggiunge ad una già preesistente situazione di disagio sociale ed economico, ove l’assegno di accompagnamento del disabile diventa unica fonte di sostentamento di una famiglia!! Per riallacciarmi a quanto dice Andrea Mannias voglio aggiungere che uno stato può avere tutte le leggi più garantiste del mondo, ma non saranno mai pienamente efficaci finchè i singoli individui non saranno essi stessi portatori nella vita quotidiana del valore della “solidarietà”, dedicarsi agli altri senza la ricerca di un tornaconto personale ma solo per vedere “gli altri” sorridere. Individualismo, competizione, violenza caratterizzano la nostra società a tal punto che anche in una piccola realtà come Serramanna non ci accorgiamo di un vicino che sta male, di un figlio che chiede aiuto, di un amico che vuole solo essere ascoltato.
    Quanto alla polemica sulla presenza o meno delle istituzioni, la sottoscritta ha ricevuto un invito via mail a titolo personale dalla presidente dell’associazione  Il pungolo,Mariagrazia Cossu, con preghiera di divulgarlo ai miei contatti mail, informazione che ho prontamente divulgato. Mi dispiace che iniziative lodevoli e costruttive come quella in esame e come questo stesso sito, diano adito a strumentalizzazioni, ma credo che sia solamente dovuto ad un caso di “malainformazione non dolosa”.
    Purtroppo accade che se un invito di qualsiasi associazione non passa per il protocollo, non arriva la corretta informazione ai rappresentati dell’ente, mi spiego meglio se un’associazione fa protocollare il suo invito, il protocollo lo tremette alla segreteria e la segreteria a sua volta lo trasmette alla giunta se rivolta agli assessori o al presidente del consiglio o  delle commissioni, che da disposizione di avvisare i consiglieri.  Nel dubbio ho fatto fare una verifica all’ufficio segreteria del comune di serramanna e non risulta protocollato un invito ufficiale. Accade spesso che detti inviti non passino dal protocollo ma siano consegnati, brevi manu, all’uscere del comune che a sua volta lascia l’invito sul tavolo della sala giunta, a cui hanno acceso appunto componenti della giunta.
    Oppure accade altrettanto spesso che detti inviti siano consegnati a mano ad uno degli amministatori,in questo caso, se c’è mancata divulgazione, il responsabile è da rinvenirsi in chi ha manualmente preso l’inito e non l’ha dffuso.
    Sempre nel dubbio, dopo le accuse, ho controllato nel tavolo della sala giunta a cui i non dovrei accedere e vi ho trovato un invito per la commissione pari opportuntà, il che mi da una giustificazione di quanto accaduto, che mi dispiace.
    Pertanto rivolgo un appello a tutte le associazioni che organizzano eventi ed iniziative pregevoli come la suddetta, di far protocollare il loro invito ed avere così garanzia che venga recapitato, naturalmente concordo pienamente nell’affermare che la partecipazione dei singoli è dettata dalla loro sensibilità anche senza invito, tuttavia i rappresentanti di un ente pubblico quando ufficialmente chiamati a partecipare devono garantire la presenza anche al di là della loro sensibilità.
    Da parte mia mi son sempre impegnata a far divulgare gli inviti che siano giunti alla segreteria, e nel dubbio ripeto ho fatto fare una verifica, son contenta che sia la consigliera comunale Barbara Steri, il consigliere provinciale Andrea Mura, l’assessore provinciale Gianlugi Piano fossero presenti a testimoniare la loro sensibilità e vicinanza delle istituzioni all’iniziativa.
    Certa di avere fornito informazioni utili, invito alla lettura del testo, i cui diritti d’autore andranno tutti in beneficienza.

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