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Vico Mossa

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di Paolo Casti

Vico Mossa nacque nel 1914 a Serramanna, e nel 1940 si stabilì a Sassari dove è stato docente in Storia dell’Architettura nell’Istituto d’Arte fino al 1971.

E’ deceduto nel 2003 a Sassari ed ha lasciato segni indelebili sia nell’architettura soprattutto a Sassari dove numerosissime sono le sue opere e nella letteratura spaziando dall’arte all’artigianato e non dimenticando il suo paese natale, Serramanna, ne “I Cabilli”.

Ha collaborato anche con La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda ed in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia, gli fu dato l’incarico di progettare il padiglione della Sardegna alla mostra “Italia 1961” a Torino.

Le sue opere più significative:

Architetture:

  • Palazzo Bosazza, Sassari (primo palazzo della città in cemento armato)
  • Hotel Turritana, Sassari
  • Palazzo dell’Upim in Piazza Monsignor Mazzotti, Sassari
  • Chiesa di San Vincenzo, Sassari
  • Collegio Marianum in Piazza Duomo, Sassari
  • Villa Brower, Alghero (SS)
  • Albergo Il Gallo di Gallura, Santa Teresa Gallura (OT)
  • Chiesa della Sacra Famiglia, Olbia (OT)
  • Palazzo So.Ti.Co, Oristano
  • Padiglione della Sardegna all’Esposizione Internazionale di Italia ’61
Padiglione della Sardegna all'Esposizione Internazionale di Italia '61
Padiglione della Sardegna all’Esposizione Internazionale di Italia ’61

UNIONE SARDA – Sabato 29 marzo 2003

Un protagonista della cultura sarda scomparso giorni fa a Sassari
Vico Mossa, vivere di architettura per migliorare il volto di un’isola

Con Vico Mossa è scomparso (a 89 anni) uno degli ultimi principi dell’architettura in Sardegna. Campidanese di Serramanna, sassarese da più di 60. Per le cose che ha fatto, quelle che ha scritto, gli allievi che ha allevato. Amava raccontare il suo arrivo a Sassari, quasi come metafora della vita (e forse della città). Era il 3 novembre del 1940. Aveva 26 anni. Stava a Roma dove si era laureato da poco in architettura. Aveva come maestro Arnaldo Foschini, uno dei due padri-padroni dell’architettura pubblica italiana con Marcello Piacentini.

Foschini dirigeva la costruzione della grande chiesa dell’Eur e Filippo Figari stava eseguendo le vetrate della cupola. Figari era alla fine di una lunga battaglia per trasformare, a Sassari, una semplice scuola di arti e mestieri in quello che sarebbe diventato il Regio Istituto d’arte per la Sardegna di Sassari. Cercava un professore di architettura, ma nessuno diceva vuol venire in Sardegna. Ne parlò con Foschini.

Di fronte all’invito a tornare andare in Sardegna, ma a Sassari, il giovane esitò. Poi si lasciò convincere. Passò da Cagliari («Attraversai il Tirreno con l’idrovolante dell’Ala Littoria, con una qualche paura per via della guerra» ), da Cagliari a Sassari in treno.

«Quando sono sceso alla stazione raccontava – e mi sono affacciato su quella piazza, grande e squallida, con uno sfondo di case cadenti e una folla di bancarelle, nessuna carrozza in vista, mi è venuta una specie di spavento e stavo per tornare indietro. Poi mi sono fatto coraggio, ho preso corso Vico, viale Mancini e sono arrivato all’Istituto. Che era dov’è adesso: ma era tutto un seguito di capannoni poco incoraggianti. Era domenica. A scuola c’era solo il bidello che mi diede l’indirizzo di casa Figari, in via Cagliari.

Figari chiamò subito i colleghi, primi fra tutti Eugenio Tavolara, lo scultore e il pittore Stanis Dessì. Ero a Sassari: e ci sarei restato». In quell’istituto Vico Mossa avrebbe avuto alunni come Libero Meledina, Salvatore Fara, Costantino Spada, Gavino Sanna.

Architetto molto attivo, è stato però anche grande studioso della storia dell’architettura. E anzi, fatti salvi maestri come Carlo Aru, Dionigi Scanu e Salvatore Rattu, lo si può considerare l’iniziatore di questi studi nell’isola.

Tra le sue opere importanti quella del Palazzo Bosazza, il primo, a Sassari, costruito in cemento armato; la sede dell’Upim, in piazza delle Demolizioni; l’albergo “Il Gallo di Gallura” a Santa Teresa; Villa Brower ad Alghero. Tra le opere di restauro, quella lunga e accurata del Duomo, i teatri civici di Sassari e di Alghero, la chiesa di San Vincenzo, a Sassari, la basilica di san Gavino di Porto Torres, il San Basilio di Sennori.

Quando cominciò a svilupparsi l’attività turistica disegnò Valle dell’Erica, uno dei primi villaggi turistici della Gallura. E inventò, assieme ad Anton Paolo Vincentelli, per il pezzo di costa dietro Porto Pozzo, il nome di Costa dei Lestrìgoni.

Franco Fresi

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Commenti (11)

  1. l' unico architetto ad aver documentato l' architettura Domestica in Sardegna 🙂

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  2. Finalmente l'amministrazione si è ricordata di un suo illustre cittadino! A novembre un convegno ed in progetto l'archicentro a lui dedicato.

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