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Qualità della vita

di admin Letto 12.774 volte30

di Giorgia Mascia

Quando una città ha una buona QUALITA’ DI VITA, significa che la maggioranza della sua popolazione può fruire di una serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di sviluppare con discreta facilita’ le proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. (Wikipedia)

Riferendo questo al paese di SERRAMANNA: vi è una buona qualita’ di vita?

Un giorno parlavo con un mio collega commerciante della crisi che sta attraversando il commercio in questo periodo ed espressi il desiderio di avere la strada libera dalle macchine, permettendo così ad ogni persona di circolare liberamente a piedi o in bicicletta.

Il suo desiderio era completamente diverso: lui non riusciva a vedere un paese privo di macchine perchè sosteneva che l’economia sarebbe morta definitivamente.
Io dissi che non era giusto che ci fossero tante macchine che impedissero la libera circolazione dei pedoni, lui si lamentò del fatto che c’erano i parcheggi sempre occupati e che le macchine circolavano inutilmente facendo anche un paio di giri dell’isolato per trovarne uno.

Alla fine capimmo che entrambi avevamo la stessa necessità: la regolamentazione del traffico ed il controllo del territorio.Qualità della vita - aserramanna.it

Sono convinta che per ognuno di noi il concetto “QUALITA’ DI VITA” sia condizionato dalle nostre esigenze personali.
Mi è capitato di confrontare le mie esigenze con quelle di altre persone e di accorgermi che erano completamente contrastanti, ma facendo uno sforzo e mettendomi nella prospettiva dell’interlocutore non parevano più così lontane e differenti.

Mi piacerebbe che in questo spazio si potessero esprimere le proprie esigenze per un confronto sereno e per trovare insieme un concetto condiviso di QUALITA’ DI VITA.

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Commenti (30)

  1. Ciao Giorgia, il tua proposta non è stata ancora accolta da nessuno…inizio io!

    Partendo da una tua esigenza, cerchi di pensare ad un paese “migliorabile”, ma capendo che alcune tue soluzioni potrebbero essere contrarie ad interessi altrui, ti poni in posizione di “dialogo costruttivo”, per trovare soluzioni che risolvano i problemi comuni ed aumentando così la “Qualità della vita” nel nostro paese.

    Questo “spirito” mi pare una ottima base di partenza!

    Si regge sugli ideali del “bene comune” e del “servizio alla collettività”.

    Ma quanto tutto ciò si scontra col pensiero dilagante del momento?

    Quante volte, davanti a simili tentativi ci siamo sentiti dire: “ma chi te lo fa fare?”

    Quasi fosse ormai ovvio e scontato che nessuno fa ormai niente per niente e senza un diretto vantaggio personale.

    Si perché ora, l’imperativo è… fare qualcosa da cui trarne un beneficio.

    Per fortuna, le mie, sono solo delle generalizzazioni che rappresentano il pensiero più diffuso, ma che, come tali, hanno diverse eccezioni.

    Perdere ciascuno un piccolo privilegio individuale, per conseguire un grande privilegio collettivo… non ha prezzo!

    Arroccarsi ciascuno nel proprio egoismo, invece, non ha vie d’uscita.

    Nel caso concreto del tuo quesito… Via Roma zona pedonale…

    Ci sono stati dei tentativi, tutti con ottimi risultati, ma ancora non si realizza.

    Ovviamente, come il tuo commercialista, ci saranno dei pareri contrari…

    Non conosco la loro natura, ne, visto la grande partecipazione, riesco a quantificarne l’entità, ma visto i risultati temo siano sufficienti…

    La “Qualità della vita” di un paese, credo si misuri con la “capacità d’ascolto” e quindi di “dialogo” dei suoi cittadini e delle loro rappresentanze istituzionali.

    Per il resto, non c’è da scoprire l’acqua calda, dal momento che tutti ormai possono attingere dai diversi modelli presenti in rete e da utilizzare come riferimento per ciascun settore ove s’intenda intervenire.

    Solo alcuni link…

    Ambiente:

    http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=102200 http://www.ecodallecitta.it/download.php?s=notizi

    Piano della mobilità Urbana di Reggio Emilia:

    http://www.municipio.re.it/pum/mobilitaurbana.nsfhttp://www.municipio.re.it/PUM/mobilitaurbana.nsf

    Ed infine un simpatico video:

    http://www.municipio.re.it/Sottositi/PSCRE.nsf/So

    Sentiamoci… e facciamoci sentire… Efisio

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  2. Ciao Efisio! Rispondo subito alla tua domanda " ma chi te lo fa fare?" ,per me è normale occuparmi del luogo in cui vivo , a me Serramanna piace veramente tanto , c'è solo un pò di cose da riordinare!

    Per me la comunità in cui vivo è come una grande famiglia dove ognuno ha dei compiti e dei privilegi. Come compiti intendo il rispetto delle persone , degli animali e delle cose. Dei privilegi intendo situazioni comode e favorevoli adatte ad affrontare la quotidianità. Qui non mi riferisco solo alla viabilità (che comunque dovrebbe essere sempre ben definita) ma alla cura nelle relazioni,al rispetto del diverso, alla disponibilità verso l'altro… il tutto vissuto in un ambiente gradevole esteticamente , facilmente fruibile da tutti …

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  3. Non vorrei permettermi di interpretare arbitrariamente il pensiero di Giorgia ma da quanto leggo nelle sue parole penso che un maggior benessere cittadino sarebbe possibile già in parte se nella popolazione serramannese fosse radicato un senso di "comunità". Con questo termine intendo dire il sentirsi parte di una comunità alla quale si appartiene, alla quale si tiene e la quale si vuole migliorare. Purtroppo è difficile vivere bene in una comunità se buona parte dei suoi membri cercano di sfruttarne i servizi senza dare nulla in cambio, e ciò è alla base dell'economia di un piccolo centro come il nostro paese. Per quanto riguarda il "comune senso di apparteneza a una cittadinanza" ho comunque visto positivamente l'interesse dei serramannesi verso le recenti attività come convegni, raccolte firme ecc. e ciò penso sia sintomo di un maggior interesse collettivo per il nostro paese e una voglia sempre maggiore di vivere informati e poter dare il proprio contributo consci che il sistema clientelare non può esistere se non a causa dell'adagiarsi della popolazione stessa. Penso che siano proprio questi i presupposti per cambiare dal basso i "problemi" del paese, il resto viene da se. Riferendomi a Giorgia in questo caso io sono ben felice di trascorrere dei momenti nel suo locale invece che andarmi a prendere un gelato in un centro commerciale. I miei soldi permettono a Giorgia di migliorare sempre più il suo prodotto e il suo servizio e ciò attirerebbe altri clienti. E' questa la funzione base dell'economia di un piccolo centro e come quello di Giorgia ci sarebbero tanti altri esempi.

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  4. Graziee Marcelloo…a questo punto potrei dire che la qualità della vita di ognuno di noi migliora quando in un paese vi è un offerta diversificata di prodotti e servizi e quindi la possibilità di scelta ..e la possibilità per diverse tipologie di persone di accedervi.

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  5. Fate bene a discutere di qualità della vita, molti ne sparlano pochi la favoriscono..

    Se per qualità della vita si intende una condizione di benessere fisico, psichico e sociale che si basa sulla relazione tra l’individuo e l’ambiente nel quale vive… diviene quasi obbligatorio capire che il benessere e la qualità della vita sono soggettivi e da considerarsi in relazione al contesto in cui viviamo. Ma quel contesto è fatto anche da noi, dalle persone che lo vivono ed è dunque un dovere ascoltare i cittadini e ragionare su proposte reali di miglioramento dell’ambiente di vita.. facciamo proposte, condividiamole..

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  6. Cara Giorgia, ero curiosa di vedere che vespaio avresti sollevato questa volta con la tua proposta… devo dire che mi sarei aspettata più interventi su un argomento tanto importante e “ambizioso”, e mi sono chiesta perchè la gente non si esprime. Ho pensato, allora, che l'argomento è tanto importante quanto dispersivo, “qualità della vita” per alcuni può voler dire tutto, per altri rimanere un argomento fumoso… Forse si potrebbe stimolare la discussione trattando l'argomento da diversi punti di vista, per esempio, dal punto di vista economico, sociale, culturale, ecc. Da come hai descritto la contrapposizione fra la tua opinione e quella del tuo collega commerciante mi sembra che tu ti preoccupassi dell'aspetto sociale, il commerciante di quello economico: sono entrambi opinioni importanti, però hanno obiettivi diversissimi. Probabilmente è solo – come spesso accade – un problema di comunicazione, e perchè ci sia una buona comunicazione è necessario, prima di tutto, che sia chiaro l'argomento di cui vogliamo parlare.. e anche – perchè no? – dell'intervento di un “facilitatore”…

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    1. Ciao Silvia sono assolutamente d'accordo con te per quanto riguarda lo stupore nato dal fatto che un argomento così importante non sia diventato fonte di dibattito… Per quanto riguarda la dispersività dell'argomento sono convinto del fatto che i diversi aspetti del benessere (economico, sociale ecc) si riconducano a un solo fattore in quando l'uno inevitabilmente è collegato all'altro e lo incrementa. Per fare un piccolo esempio alcune ricerce americane hanno stabilito che il benessere sociale è dato anche da fattori psicoloci; la ricerca ha dimostrato che due locali a pochi metri l'uno dall'altro, uno molto spartano e l'altro con colori sgargianti e decorazioni pittoresche non hanno lo stesso successo, per le decorazioni pittoresche ecc. il commerciante deve disporre di denaro e questo può arrivare solo dalla clientela. Ecco così che il benssere economico va ad incrementare il benessere sociale. Quello che a parer mio manca a Serramanna è l'orgoglio del cittadino medio di far parte di questo paese. Sono quasi convinto che facendo una statistica metà della popolazione direbbe che ci vive ma non è felice di viverci e questo porta ad abitare il paese senza fare nulla per migliorarlo; tuttavia le stesse persone sarebbero contente di avere qualche fonte che le facesse essere orgogliose di essere Serramannesi. Un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Da semplice cittadino (nei panni nè di un sociologo nè di un commerciante) penso che il benessere principale di un paese come il nostro venga innanzitutto dalla risposta dei cittadini alle possibilità (economiche e non) che il paese offre

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  7. Ciao Silvia , in quela discussione si parlava entrambi del contesto economico ,tu sai però che per mia natura non tralascio mai il contesto sociale e la condivisione . Infatti una volta approfondite le reciproche neccessità si è arrivati ad un punto comune. ( la regolamentazione del traffico) .Il problema è sforzarsi di superare le prime difficoltà in una discussione che apparentemente può sembrare contrastante , mettere da parte l'orgoglio e ascoltarsi reciprocamente. Ora Carissima Silvia sei invitata anche tu ad esprimere quali potrebbero essere nella tua vita a serramanna i punti da modificare per migliorare la qualità della tua vita. Sinceramente l'argomento non mi sembra così fumoso anzi , basta iniziare a scrivere…cosa che anche tu non hai fatto . Aspetto le tue considerazioni a riguardo . Ciao

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  8. …Citazione tratta dal libro ATTRAVERSARE IL DOLORE PER TRASFORMARLO di L.Espanoli e N.Todaro

    ‎" La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.

    La nostra paura più profonda è che noi siamo potenti aldilà di ogni misura.

    E' la nostra luce, non il nostro buio,ciò che più ci spaventa.

    Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante,splendido,pieno di talento,favoloso?

    In realtà chi sei tu per non esserlo?… Mostra tutto

    tu sei figlio dell'Universo.

    Farti piccolo non serve al Mondo.

    Non vi è nulla di illuminante nel restringersi in modo che gli altri intorno a te non si sentano insicuri.

    Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell'Universo che è in noi.

    Non solo in alcuni di noi,è in ognuno di noi.

    Facendo brillare la nostra Luce, inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso.

    Mentre noi ci liberiamo della nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri. (NELSON MANDELA)

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  9. Un argomento davvero interessante Giorgia! =) Una buona qualità della vita, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, corrisponde ad uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. Condividendo quanto sostiene l'amico Marcello questo è dato da molteplici fattori, che agiscono come determinanti della salute, quali i fattori ereditari, stili di vita individuali, influenze sociali e della comunità, condizioni di vita e di lavoro e, non meno importanti, le condizioni socioeconomiche generali, culturali ed ambientali. Alla domanda: a Serramanna c'è una buona qualità della vita? Possiamo rispondere che il nostro paese è potenzialmente adatto per favorire stili di vita sani, in un ambiente con bassi fattori di stress rispetto alle grandi città. In secondo luogo, più gli individui sono membri attivi della loro comunità, più si innalza il grado di benessere sociale. Può accadere che un confronto sociale negativo, derivato dal pensare che il benessere sia solo economico, porti all'uniformità di comportamenti forzati che non sono in linea con le norme sociali e morali. Una delle strategie per la promozione di una buona qualità della vita consiste in un approccio integrato che incentiva azioni politiche, sociali ed educative che rafforzano la consapevolezza pubblica. Attraverso conoscenze, acquisizione di abilità, atteggiamenti e comportamenti è sempre più possibile modellare i sistemi e gli ambienti verso uno stato di benessere percepito.

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  10. Ciao Carla , anche tu hai descritto correttamente i fattori che influenzano la qualità della vita…ma non è questo il mio desiderio. Mi piacerebbe che ognuno di noi elencasse quali sono le cose che fanno della nostra vita una vita di qualità.Non volevo iniziare io ….ma ecco un piccolo elenco di cose che sono fondamentali per me ..

    POTER ESPRIMERE LIBERAMENTE LE MIE OPINIONI SENZA ESSERE ETICHETTATO DI "DESTRA " O DI "SINISTRA"

    POTER CAMMINARE PER STRADA SENZA IL PERICOLO DI ESSERE TRAVOLTA DALLE MACCHINE

    ANDARE ALLE POSTE E AVERE UN SERVIZIO RAPIDO

    AVERE LE STRADE PULITE

    ESSERE INFORMATA SUI PERICOLI A CUI POTREBBERO INCORRERE I MIEI FIGLI

    FACILE ACCESSO AI SERVIZI DI PUBBLICA SICUREZZA

    FACILE ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI ETC…

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  11. Capisco il tuo desiderio ma si rischierebbe di avere tanti elenchi standard personalizzati e molto soggettivi. Ad esempio, un uomo potrebbe recarsi alla posta e gradire, durante l'attesa, una bella chiacchierata con i suoi compaesani, esprimere le sue opinioni senza sentirsi etichettato e rientrare a casa attraversando la strada con tutta tranquillità. Quest'uomo non capirebbe, dunque, le tue esigenze pur abitando nel tuo stesso paese..Tutto dipende, dunque, dalle nostre aspettative del momento e da come ci rapportiamo rispetto al vivere sociale 🙂

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    1. Le individualità diverse portano a giudizi diversi ma tante cose ci uniscono e sono comuni a tutti nel valutare la qualità della vita urbana per esempio. E' possibile misurare gli indicatori della qualità della vita e di conseguenza trovare soluzioni che permettano di favorirla. Per esempio: siamo tutti diversi ma quante persone conosci che amano stare imbottigliate nel traffico o passeggiare in una trada distrutta o sporca? Certo non tutto è cosi semplice ma molte piccole cose ne fanno una grande…

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  12. ….ma è così difficile? io non le vedo come contrapposizioni ma esigenze diverse..che problema ci sarebbe se un uomo avesse piacere ad aspettare? Mi piacerebbe conoscerlo ,così avrei la possibilità di mettermi nella sua prospettiva! ho fatto un esempio di quali potrbbero essere le mie esigenze ..ma non sono tassative,,anzi non vedo l'ora che qualcuno mi dica il contrario per capirne le motivazioni……ma le ipotesi lasciano il tempo che trovano e non avvicinano concretamente.A te Carla cosa piacerebbe?

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  13. Dopo un periodo nella capitale tra metro, smog, turisti, traffico…a me Serramanna piace già tanto così 🙂 è come se fossi già in vacanza!

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  14. Condivido quanto dicono Marcello e Carla: la qualità della vita è strettamente legata alle nostre aspettative e alla nostra capacità di saper cogliere quanto il nostro paese ci offre e ci può offrire… i serramannesi sono tradizionalmente molto critici verso il proprio paese e i propri compaesani, per cui facilmente notano che l'erba del vicino è sempre più verde, e che gli altri giardinieri sono più bravi dei nostri… Apprezzare ciò che abbiamo potrebbe essere il primo passo, sviluppare le potenzialità, il secondo: che ne dici, Giorgia, proviamo a chiedere ai serramannesi cosa apprezzano del proprio paese e per cosa sarebbero disposti a mettersi in gioco personalmente?

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    1. Anche io la penso come te silvia, si dovrebbe collaborare anziché criticare tutto e tutti, questo per migliorare ciò che si ha. E si deve eliminare il pregiudizio, come ha scritto Giorgia, dell'essere di "destra" o di "sinistra" perché molti ancora non sanno dividere l'aspetto politico da quello civile.

      Molto spesso il Serramannese tipo deve dire la sua su tutto e su tutti, anche a costo di parlare a vanvera: non combina nulla per la comunità ma è sempre disponibile nel criticare ciò che fanno gli altri, portando malessere e facendo scemare la voglia di fare anche in chi la ha.

      Secondo me è questa vecchia mentalità che si deve cambiare e, per fortuna, sto notando che negli ultimi tempi sta accadendo un piccolo cambiamento "motivazionale" tra i nostri cittadini che, grazie anche a questo sito, si stanno ritrovando per condividere i propri punti di vista.

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  15. ..scusa Silvia noi non siamo Serramannesi? allora:

    Penso che il fatto che Serramanna abbia tanti spazi verdi sia una ricchezza ( vorrei fossero più curati)

    Penso che il fatto che a Serramanna ci siano tante attività sia una ricchezza ( vorrei che si collaborasse di più )

    Penso che il fatto che a Serramanna ci siano più di 20 (VENTI ) ASSOCIAZIONI diverse tra culturali, sociali e sportive , sia una ricchezza ( vorrei che la gente non dicesse più " in questo paese non c'è nulla")

    Penso che avere il "Cocò di ziu Dariu " sia una ricchezza ( anche le cose semplici hanno la loro importanza)

    Penso che Parlare e dire ciò che desideriamo sia una ricchezza ( vorrei che finalmente tutti siano consapevoli del fatto che il confronto è indispensabile per la nostra crescita interiore )…..

    Io sono disponibile con chiunque ,a parlare, ascoltare , sostenere una giusta causa, partecipare nel mio piccolo ad eventi , manifestazioni …..ed ora ….a voi!

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  16. Adesso si che mi piace…

    – a Serramanna ci sono tante manifestazioni, e questo è una ricchezza; ci siamo lamentati per anni che mancava il coordinamento, ma anche grazie a questo sito le cose stanno migliorando

    – a Serramanna si possono praticare tante attività sportive

    – a Serramanna c'è tanto fermento "nascosto", tante persone che hanno idee e buoni propositi e attraverso queste discussioni stanno dimostrando l'attaccamento al loro paese: sono sicura che quando decideremo di scambiarci le opinioni di persona oltre che affidarle solamente a questi messaggi e riunirci intorno a una "causa comune" anche le piazze si ripopoleranno e metteremo le basi di quel "senso di comunità" che può essere il vero motore di un rinnovamento… (il gruppo per il Rio Leni è emblematico…)

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    1. …..infatti ..che sciocca!!! io parlavo di elencare "cose " belle o brutte in questo articolo…ma facendo un piccolo giro tra gli articolo di questa bellissima vetrina on line mi sono resa conto che esistono già numerosi punti di riflessione..io stessa ho invitato Davide ad inserire qui in questa pagina l'informazione relativa al riordino della via Roma che si trova nell'articolo " Via Roma quale soluzione?" …eppoi rileggendo certi artcoli trovi che esistono molte esigenze uguali ,quindi molti punti in comune….

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  17. Per fare contenta Giorgia scrivo anche qua… 🙂
    Iniziano i lavori in via Roma.
    Si sta iniziando con il ripristino del passaggio pedonale (non è un marciapiede) e con l’inserimento della segnaletica verticale (divieto di sosta, parcheggi a tempo ecc).
    Verranno tolti i paletti dissuasori per dare spazio a fioriere, cestini e rastrelliere porta biciclette in tono con lo stile del centro storico…
    Verranno ridistribuiti i parcheggi e, in base al progetto, non verrà perso alcun parcheggio regolamentare attuale. Si rifarà anche la segnaletica orizzontale.

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    1. Grazie Davide! Ti ho chiesto di inserire questa informazione perchè penso che sia condivisa positivamente da tante persone e sicuramente il ripristino del passaggio pedonale aumenterà la qualità della nostra vita…sopratutto delle mie amiche Sara e Giulietta!

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  18. Se fossi io a fare la città

    Se fossi io a fare la città

    la farei tutta a un piano

    subito sotto il cielo.

    Metà strade di acqua corrente

    pietre ed erba l’altra metà.

    Nei negozi soltanto cibo

    camicie di lino, spago

    e aria per biciclette.

    Le porte le farei leggere

    che a soffiare si aprono.

    Ad ogni incrocio musica.

    Un albero per ogni uomo

    e un bosco per ogni bambino.

    Il sindaco lo farei grasso

    silenzioso e spazzino.

    Il vescovo lo farei magro

    e dolce e divertente.

    Gli angoli li farei tutti rotondi

    così la gente

    verrebbe poco a poco

    e dopo se ne andrebbe lentamente.

    Roberto Piumini

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  19. Il 4 e 5 settembre tornerà SA PASSILLADA .Questa manifestazione è una di quelle cose che sicuramente aumenterà la qualità della mia vita..incontrerò tanta gente e condividerò emozioni positive…

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  20. a Sa Passillada si suona ^^

    Ora una buona notizia tratta da L'Unione Sarda del 10 agosto 2010:
    Serramanna
    Animazione in acqua per disabili
    Martedì 10 agosto 2010
    Si scrive socializzazione ed animazione in acqua, si legge nuoto ed altre attività natatorie per i soggetti disabili. A Serramanna l'Ufficio di Servizio sociale appalta il servizio "Socializzazione e animazione in acqua per disabili fisici e mentali", residenti nella cittadina del Medio Campidano. Il bando di concorso per l'affidamento del servizio che va nella direzione di creare sempre nuove attività a supporto delle persone disabili, è stato pubblicato proprio in questi giorni. Il procedimento prevede l'aggiudicazione col criterio del prezzo più basso, su un prezzo a base d'asta poco più di 30 mila euro. Definiti anche i termini per la presentazione delle offerte: il 25 agosto prossimo. L'apertura delle buste contenenti le offerte economiche è fissata invece per il giorno successivo, 26 agosto.
    Il servizio di "Socializzazione ed animazione in acqua per disabili fisici e mentali" avrà la durata di 10 mesi. Il tempo, vale a dire, in cui i non pochi soggetti interessati avranno la possibilità di frequentare attività natatorie in strutture idonee e attrezzate. L'intervento che darà sollievo a situazioni personali molto precarie, contribuirà ad elevare la qualità della loro vita. A tutto vantaggio anche delle famiglie dei disabili, sia fisici che mentali. (ig. pil.)

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  21. BENE!!! PIAN PIANINO SI EVIDENZIANO LE COSE CHE ELEVANO LA QUALITA' DELLA VITA IN SENSO CONDIVISO , QUALCUNO PENSERA' VABBE' MA CHE CENTRA "IN SENSO CONDIVISO"?
    QUESTO SERVIZIO E' RIVOLTO AI DISABILI…..PERO' SECONDO ME SAPERE CHE IL MIO COMUNE ADERISCE AD UN PROGETTO DEL GENERE MI RENDE PIU' TRANQUILLA E MIGLIORA LA QUALITA' DELLA MIA VITA!!!!

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  22. …che delusione…siamo troppo individualisti per arrivare a capire che anche nel rinunciare un pò alle ns esigenze si potrebbe aumentare la qualità della ns vita..quando fai felice un'altra persona !…

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  23. Ho trovato questo articolo che ritengo molto interessante , sarà questo il motivo per cui non riusciamo ad entrare in empatia con gli altri?
    -Italiani e divisioni generazionali, crediamo di esser autosufficienti ma rischiamo la solitudine-
    di Marco Lodoli
    La piazza: che grande invenzione italiana! In quello spazio aperto e chiuso allo stesso tempo la gente si incontrava, discuteva, rideva, litigava. Tutti erano a contatto con tutti. Il ragazzino ascoltava i discorsi dei vecchi, gli adulti dibattevano con i giovani, fuori dai bar ci si confrontava tra generazioni diverse sulla superiorità di un certo giocatore di oggi su uno di ieri, sulle storie dei padri e dei figli, sulle leggende dei nonni, sulle bravate dei nipoti. Poi, certo, ognuno passava la maggior parte del suo tempo con i suoi coetanei, ragazzi con ragazzi, adulti con adulti, bambini con bambini: ma erano vasi ancora comunicanti.
    Anche in famiglia d’altronde era così: i nonni raccontavano per la centesima volte le loro antiche vicende, i nipoti ascoltavano, sbadigliavano, imparavano, e poi tra padri e figli si litigava di brutto su questioni politiche, sui principi, sulle scelte fondamentali. Ricordo ancora quando mio padre mi strappò in mille pezzi l’autobiografia di Malcom X: non ci parlammo per due mesi, poi ci confrontammo con durezza, poi mi schiese scusa e tutto riprese nell’affetto di sempre.
    Ogni pranzo era una tribuna politica: il giovane doveva dimostrare al vecchio di saperne di più, di volare più in alto, e si incrociavano i fioretti e le clave, la tavola era un campo di battaglia dove bisognava farsi onore. Insomma: le generazioni si mescolavano, parlavano con argomenti diversi la stessa lingua, si urtavano e si condizionavano a vicenda. Tutti avevano qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare.
    Oggi uno dei problemi più grandi della nostra società è la divisione per generazioni: i ventenni hanno la loro musica, i loro libri, le loro ossessioni, le loro fobie, i loro discorsi; i trentenni ne hanno completamente altri, i quarantenni altri ancora, e ognuno vive nel proprio recinto senza incrociare mai i vicini. Il vecchio e il bambino, l’adulto e l’adolescente sono target diversi, come dicono i responsabili del marketing. A ogni gruppo viene venduto il suo kit: vestiti, pensieri, emozioni, hobby, prodotti necessari, dal pannolino alla dentiera. Ogni gruppo ammira i suoi programmi televisivi, i miei studenti mi raccontano che in casa hanno tre o quattro o cinque televisori, e ognuno si chiude nel suo angolo a vedere il suo telefilm, il suo dibattito, i suoi cartoni, i suoi video musicali. Il confronto arretra, la solitudine avanza. Ogni età si crede autosufficiente e così si vive tra coetanei, si muore tra coetanei.
    13 settembre 2010

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  24. bell'articolo 😉

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  25. …in questi mesi ho capito che forse la ragione di tanto pessimismo è che si è persa la capacità di sognare….ho creato questo evento su facebook : I HAVE A DREAM . E' un invito a riprendere sognare…

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