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Discorso di Don Bruno Pittau per Serramannensis Gens 2010 a Gianfranco Dettori

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di Don Bruno Pittau

Riportiamo il discorso che Don Bruno Pittau ha pronunciato in occasione del conferimento del “Serramannensis Gens 2010” a Gianfranco Dettori lo scorso 20 agosto.

Signor Sindaco, On. Tocco, Autorità presenti, distinto pubblico,

Signor Dettori

Don bruno pittau e gianfranco dettoriQuando mi hanno detto che avrei dovuto condividere con lei la stessa ambita onorificenza “Serramannensis Gens”, volevo conoscerLa, ed ho letto il libro dell’on Fulvio Tocco: “Gianfranco Dettori un uomo a cavallo”.

Da subito mi hanno sedotto le parole “Egli divenne, per una fortunata circostanza della vita, un eroe leggendario delle corse al galoppo… è stato soprannominato il mostro”. Mi sono chiesto, ma perché mostro, e chi è, e com’è un mostro?

Naturalmente ho capito che questo titolo le è stato dato, unicamente come “attestato di bravura”, per la facilità di conquistare il palo bianco della vittoria. Infatti: alla fine della carriera le sue vittorie complessive in Italia e all’estero, su un totale di 13.128 corse, sono state 3.798.

Più che giustificato quindi anche l’appellativo: di un uomo a cavallo. Per tredici anni è stato un vincente capolista, sportivo sardo, professionista di più alto rango, fantino intercontinentale, noi siamo fieri che è di Serramanna.

In Italia, soltanto Enrico Camici ha vinto più di lei.

I titoli sui quotidiani nazionali hanno scritto: Dettori attacca il record di 4.089 vittorie di Enrico Camici, con la differenza che lei, ha raggiunto questo magnifico risultato in soli 32 anni di carriera sportive, Enrico Camici, il mitico fantino del leggendario Ribot, l’ha conquistato, ma in 45 anni.

Chissà, se non si fosse ritirato… lei avrebbe potuto eguagliarlo e forse anche superarlo.

Con gran nobiltà, senza ambizione o invidia, ha detto: Lasciamo che il record di Camici rimanga scritto per lungo tempo nelle memorie storiche dell’ippica mondiale, lo merita veramente.

Eppure i giornali parlando di lei titolavano: Il più grande fantino italiano è sardo (noi con orgoglio diciamo è di Serramanna), è Gianfranco Dettori. “Frustino d’oro” per ben 13 volte. Davvero un autentico “mostro”.

Ringrazio il signor Sindaco Sandro Marongiu e l’intera Amministrazione Comunale di Serramanna, per avermi invitato alla cerimonia, (onestamente credo, non potevano non farlo), perché l’onorificenza “Serramannensis Gens” che oggi le conferiscono, signor Gianfranco Dettori, è un qualcosa che continua nel programma di quest’Amministrazione: lei è il quarto ad essere insignito, dopo Franca Bianchini, Franco Putzolu il sottoscritto Bruno mons. Pittau, ed al momento, io sono l’anello di congiunzione, speriamo ne sia degno.

Dedica a Don Bruno Pittau da parte di Gianfranco Dettori e Fulvio ToccoNutro speranza che nessuno abbia da ridire, (come qualcuno ha fatto per il sottoscritto) perché signor Dettori, credo siano tutti d’accordo che l’onorificenza la meriti – veramente – e a pieno titolo.

Avremmo dovuto riceverla assieme, in un’unica cerimonia, ma solo oggi – “il mostro” – come è stato definito, posso vederlo con i miei occhi e con lui rallegrarmi. È una persona semplice e modesta nonostante la sua notorietà e grande successo.

Posso ammirare quella persona straordinaria che ha dato lustro alla nostra cittadina, (ora posso dire nostra a tutti gli effetti, perché il 3 febbraio di quest’anno sono stato anch’io insignito dello stesso titolo onorifico).

Come ben rileva nel suo libro l’On. Tocco, Gianfranco, mi permetta, di darle del tu, perché ora, in qualche modo diventiamo colleghi, (naturalmente scherzo) Gianfranco hai dimostrato di possedere doti singolari, anche fuori di quello che era il tuo mestiere, quando ad esempio osservando il ciclo produttivo della natura, sei saputo uscire dalle argomentazioni generiche, ed analizzando la natura che ci circonda e studiandola attentamente, con un acuto spirito di osservazione, spieghi la riproduzione delle chiocciole. Un esempio semplice, ma che racchiude in sé un’immagine giusta della funzione della terra.

Le tue riflessioni posso ben dire sono singolari lezioni di vita.

Gianfranco benché piccolo di statura, ti sei saputo trasformare in un gigante del pensiero. Bella per non dire sublime quell’altra asserzione sulla vita, che a me pare quasi una preghiera rivolta al Creatore, (tra l’altro mi hai confidato di essere un grande devoto di S. Ignazio, come lo erano i tuoi genitori, e non manchi mai di andare a visitarlo a Cagliari e a Laconi): “Ma che cosa é mai – dici – la vita, se un uomo non può ascoltare le musiche della natura e respirare il profumo delle piante e della terra, quando piante e terra sono la base della nostra esistenza?”.

Speriamo che siano in tanti a fare propria questa tua riflessione e s’impegnino a conservare e non a distruggere la natura, come disgraziatamente – purtroppo – sta avvenendo con gli incendi e l’inquinamento anche nella nostra Sardegna, che tu ami tanto.

Mi ha fatto anche riflettere quell’altro tuo concetto sull’amore verso il prossimo, che esprimi con spicciola ma sana scherzosa filosofia.

Affermi: “Personalmente ritengo indispensabile, se si vuole amare il prossimo, o per almeno sopportarlo, allontanarsene di tanto in tanto”.

Gianfranco non è che, senza nemmeno conoscermi, mi stia dicendo, che se voglio amare i miei parrocchiani, è giunta ormai l’ora, di far bagaglio e andarmene? Sono qui da 39 anni mentre la tua carriera è durata solo 32 armi, poi nonostante un futuro ancora tanto promettente e roseo, ti sei ritirato.

Come vedi ti ho già superato. Ma tutti tranquilli, l’anno prossimo farò 40 anni di permanenza a Serramanna, 50 anni di messa e 75 anni di età e nonostante abbia ancora tanti progetti da realizzare, sto sistemandomi la casa a Samassi ove ritirami, ma per il momento lasciamo correre…

Ti invidio, perché hai lasciato da vero eroe o se vogliamo da “mostro”. La tua é stata una carriera piena di trionfi e di successi. Oggi ci concedi l’onore ed il piacere di averti tra noi per conoscere da vicino questo “mostro” o meglio quest’uomo straordinario che “ha avuto una buona preparazione atletica, un pizzico d’incoscienza, che in tante circostanze, le hanno permesso di fare veramente la differenza.”

Gianfranco credo di poter concludere che con la tua carriera hai onorato davvero la nostra cittadina e credo a pieno titolo abbia meritato questa onorificenza che ti viene conferita dal Sindaco Sandro Marongiu a nome dell’intera Comunità.

Sono lieto di condividere con te l’onorificenza, che questa Amministrazione ha voluto concederci e credo sia doveroso, con questa cerimonia, esplicitare anche pubblicamente tutta la nostra ammirazione, stima e plauso.

Gianfranco auguri di cuore da uno che ha l’onore, di condividere con te, l’ambito titolo onorifico, benché ottenuta lavorando in settori diversi, per il buon prestigio della mostra Serramanna.

Don Bruno Pittau

ultimo della serie

“Serramannensis Gens”

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