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Padre Giuseppe Luigi Spiga, una vita dedicata ai bisognosi

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di Paolo Casti

Conosco Giuseppe fin dalle scuole elementari, e abbiamo iniziato a tirare calci al pallone assieme nei pulcini della Gialeto calcio; Giuseppe era anche bravo e segnava spesso, poi un giorno mi disse che partiva per il seminario, per me fu una sorpresa, una piacevole sorpresa, sì perché lui fin da piccolo anche per regolarsi nella cottura di un uovo sodo, non guardava l’orologio, recitava quattro Ave Maria.

Nel 1998 è stato ordinato sacerdote nella Chiesa di Sant’Ignazio da Laconi a Serramanna e fino al 2003 è stato animatore nel Seminario Arcivescovile di Cagliari, delegato episcopale per i problemi sociali del Lavoro e direttore della scuola di fede e coscienza politica. Dal 2003 e fino al 2008 è stato parroco nella Chiesa di San Giorgio Vescovo a Donori, e ho fortemente voluto fosse lui, nel 2005, a celebrare il mio matrimonio a Serramanna.

Nel 2008 decide di partire in missione a Viana come sacerdote “fidei donum”, nello Stato del Maranhao nel Nord-Est del Brasile, assieme a don Gabriele Casu, originario di Assemini; “fidei donum”, è un espressione latina che significa “dono di fede”, ed’è un invito rivolto alla Chiesa occidentale, con un enciclica di papa Pio XII del 21 aprile 1957, all’impegno missionario.

In occasione della partenza di don Giuseppe Spiga, nel novembre 2008, la famiglia fonda l’Associazione Linda Spiga ONLUS, in memoria di Linda Spiga, una ragazza di Serramanna, impegnata nel sociale e nell’aiuto al prossimo in difficoltà, donatrice di sangue convinta, svolgeva servizio presso il centro di ascolto “San Michele” per le tossicodipendenze, catechista nella parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi a Serramanna e membro del Gruppo Giovani Parrocchiale,  deceduta in un incidente stradale all’età di 26 anni, nel giugno 2003.

A Viana segue, assieme a don Gabriele, la Parrocchia Nossa Senhora de Nazaré che conta circa 20.000 abitanti distribuiti in circa 35 comunità (Villaggi). Molte comunità durante le piogge sono isolate, ricevono la visita del sacerdote una o due volte all’anno.

Don Giuseppe, o Padre Giuseppe come adesso lo chiamano in missione, tiene un diario, e mensilmente o quando gli è possibile, pubblica i resoconti della sua attività pastorale e umana nel sito internet dedicato all’associazione (www.lindaonlus.org), per permettere a tutti di essere aggiornati su tutto quello che avviene in qui luoghi lontani.

L’Associazione che sostiene i sacrifici di don Giuseppe e don Gabriele, si occupa di realizzare vari progetti, tra cui il progetto adozioni, che consente di fornire un appoggio a famiglie in difficoltà, attraverso le adozioni a distanza, per garantire il sostentamento di bambini (istruzione, assistenza sanitaria), il progetto delegacia; in collaborazione con suor Cristina delle Figlie di San Giuseppe di Genoni, vanno a visitare almeno una volta alla settimana il carcere della città di Viana, per conoscere i carcerati e fare con loro un percorso di catechesi, occuparli con attività manuali e corsi di alfabetizzazione in quanto moltissimi non sanno ne leggere ne scrivere; il progetto bordado in collaborazione con Suor Annalisa Serra della Congregazione delle figlie di San Giuseppe di Genoni, che ha creato una piccola scuola professionale di ricamo, che occupa circa 60 bambine e ragazze che partecipano e apprendono con allegria questa arte; il progetto fondo di solidarietà e microcredito, che consente di avere un fondo di solidarietà per venire incontro alle famiglie più povere o in momenti di grosse difficoltà; per consentire a chi volesse dare avvio ad una attività lavorativa di avere un capitale iniziale che possa restituire senza interessi e in tempi non immediati e il progetto di sostegno alla Parrocchia per contribuire a quelle che sono le necessità della Parrocchia di Nossa Senhora de Nazarè nella città di Viana.

Abbiamo cercato di tenerci in contatto, grazie alle nuove tecnologie informatiche, e stavolta ne ho approfittato per intervistarlo:

Giuseppe, cosa ti ha spinto a lasciare la “comoda” vita da parroco di città e affrontare l’impegno missionario?

Ho sempre sognato di partire ad annunciare il vangelo in territori più poveri di clero e più disagiati dal punto di vista economico, la missione è il primo compito della Chiesa. E’ anche un bisogno di arricchire le proprie conoscenze e di stare più a contatto con le povertà. Adesso sono qui e sono felice che il sogno la vocazione della mia vita si realizzi giorno per giorno.

Quali sono i progetti che stai portando avanti a Viana?

Ho trascorso nella città di Viana 9 mesi, imparando la lingua e conoscendo un pò di usi e costumi completamente diversi dagli europei, nel luglio scorso il vescovo mi ha chiesto di essere parroco di Matinha. In parrocchia ho circa 23.000 abitanti di cui 7000 in città e il restante nei 60 villaggi. E’ un lavoro di annuncio della Parola di Dio. Con don Gabriele Casu abbiamo iniziato un progetto di aiuto alle famiglie più carenti, (adozioni a distanza con Ass. Linda Spiga Onlus) la prossima realizzazione di un progetto di ausilio a bambini bisognosi con una struttura già esistente. Un progetto di pastorale carceraria, un corso professionalizzante di ricamo con le suore della congregazione delle figlie di san Giuseppe di Genoni e poi i vari interventi quotidiani di aiuto alla popolazione….medicine, collaborazioni varie.

Raccontami una delle più belle esperienze che stai vivendo

l’esperienza è davvero edificante e riempie il cuore di gioia, da felicità incontrare il popolo sempre allegro. Ci sono anche varie difficoltà, ma con l’aiuto di Dio si supera e si ricomincia sempre con entusiasmo.

Con quale bagaglio spirituale e di vita tornerai qui in Sardegna?

il bagaglio spirituale cresce, i poveri, i sofferenti ti insegnano i valori veri, ti annunziano Cristo e una fede grande avvolge, sembrerebbe impossibile, coloro che sono stati abbandonati per tanto tempo da tutti….anche dalla Chiesa.

Ora l’impegno come sacerdote fideum donum, cosa farai dopo?

l’impegno fidei donum dura dai 3 ai 12 anni, non so quanto tempo resterò in questa terra, quando il tempo sarà finito tornerò nella mia diocesi di origine, Cagliari, secondo le indicazioni del mio vescovo, e cercherò di servire la Chiesa con un esperienza diversa che spero possa arricchire le persone che mi incontreranno e mi saranno affidate.

Tutti noi, cattolici e credenti o meno, possiamo nel nostro piccolo realizzare qualcosa di grande.

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Commenti (5)

  1. Grande Uomo

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  2. Io sono stata sua compagna di classe alle elementari…..Ricordo che diceva sempre di voler fare il sacerdote! Che determinazione!!

    Bravo Giuseppe! Provo grande ammirazione per quello che fai!

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  3. La mia Famiglia ed io ricordiamo con tanta simpatia, stima e affetto Don Giuseppe per tutto quello che faceva (soprattutto con i giovani) nella Parrocchia del Sacro Cuore in Quartu S.E.

    Un affettuoso augurio per tutti i Suoi progetti. Marina

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  4. Sono stato suo compagno di scuola alle elementari e facevamo i cherichetti nella parrocchia di S. Ignazio, quante volte dopo essere stati in chiesa x la messa andavamo a casa sua a giocare con altri amici a pallone, nascondino, ad acchippare, 1 2 3 stella, tutti giochi che i bambini di oggi non fanno quasi più. Sin da allora aveva già la vocazione e si poteva intuire la sua generosità verso gli altri. Una persona che ha scelto di darsi agli atri con tutto il cuore. Grande Don Giuseppe, tutta la comunità serramannese deve essere orgogliosa di avere un compaesano come te!!!!!! Un grande abbraccio augurandogli tutto il bene del mondo, perchè il mondo a bisogno di persone come lui. Antonello

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