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Autorevolezza, non autoritarismo… nell’educazione dei figli

di admin Letto 6.463 volte0

di Silvia Pusceddu

“Promuovere e sostenere il dibattito culturale attorno al tema dell’educare” è il primo degli obiettivi dell‘associazione dei genitori “Crescere insieme”: per questo motivo siamo sempre alla ricerca di argomenti che possono diventare importanti occasioni di dialogo per i genitori, per i figli e per chiunque voglia confrontarsi con queste tematiche.
Nella moltitudine di siti dedicati all’educazione, ne abbiamo individuato uno realizzato da una mamma che ha letto e sperimentato molto nella sua vita sociale e familiare, e che offre spunti di riflessione competenti e frutto di esperienza personale, mai banali; su suggerimento di alcuni giovani amici – che ancora non sono genitori – pubblichiamo questo articolo sul sito con l’intento di suscitare l’interesse e gli interventi dei lettori.

Tratto dal sito www.genitoriprofessionisti.it:

“Tutti vorremmo che i nostri figli percorressero la strada dell’affermazione e del successo e non ci creassero gravi problemi, nè nella giovinezza nè nell’età adulta. Noi genitori pensiamo di sapere quale sarà la strada più efficace e vogliamo indicarla ai nostri figli.

Un tempo i nostri nonni potevano permettersi di essere solo autoritari ed ottenere dai figli (quasi) sempre i comportamenti desiderati. Con il diffondersi della psicologia e della psicanalisi per i genitori non è più stato lecito richiedere senza dover spiegare e considerare tutti gli effetti indesiderati dell’autoritarismo sulla mente dei propri figli. Ma ancora adesso esiste una forma di autoritarismo, più sofisticata, che non impartisce ordini ma manipola la mente e gioca sulla retorica, l’ipocrisia e il perbenismo di facciata. Cerchiamo di costringere i nostri figli con il miraggio di un futuro più roseo se seguiranno la strada che noi indichiamo. Spesso crediamo talmente in ciò che raccontiamo ai figli da non renderci conto che stiamo plagiando la loro capacità di giudizio. Siamo convinti che sia giusto farne dei cloni di noi stessi, se abbiamo avuto successo, o aizzarli a cambiare completamente stile di vita se ci riteniamo dei perdenti.

Quello che non tutti facciamo è di fornire un modello di comportamento dignitoso, coraggioso e libero che ci dia quell’autorevolezza capace di influenzare, non i comportamenti specifici dei nostri figli, ma la capacità, da parte loro, di essere liberi come noi di fare le loro scelte con maturità, impegno e coraggio. Per aiutarli a crescere bene e a fare le scelte più giuste per loro dobbiamo essere affettuosi ed autorevoli, e questo vale sia per i padri che per le madri.

  • Come diventare genitori autorevoli

Per essere autorevoli agli occhi dei propri figli non è necessario essere persone importanti, visibili e di conclamato successo. Alcuni figli assorbono fin da piccoli il nostro stile e il nostro cinismo e, se noi genitori diamo molta importanza al successo che abbiamo ottenuto, anche i figli la penseranno così. Noi saremo autorevoli, otterremo dei figli che cercheranno di avere un successo paragonabile al nostro e tutto sembrerà filare liscio. Attenzione, però. Se i figli di una persona di successo non riusciranno a imporsi come i genitori, soffriranno molto di più, si sentiranno doppiamente falliti. Infarciti della cultura del denaro e della visibilità, pur godendo del riflesso genitoriale, svilupperanno parecchie nevrosi da confronto. Per i figli dotati di un carattere più forte e capaci di maggior senso critico, i genitori di successo senza affetto e attenzione (e molti genitori di successo sono affettuosi e attenti, va detto) non godono di autorevolezza ma sono oggetto di dure critiche e contestazioni continue.

Essere autorevoli significa, invece, svolgere con dignità e serietà il proprio lavoro, mirare a sviluppare se stessi ma non a tutti i costi, capire la realtà che ci circonda, essere informati e non convenzionali ma infondere fiducia nella vita e speranza nel futuro. Se daremo valore alla dignità, anche i nostri figli la apprezzeranno e assumeranno comportamenti degni di rispetto.

Un genitore dignitoso e attento potrà essere criticato ma non con la cattiveria che gli adolescenti sanno infondere nelle loro contestazioni dei genitori.”

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