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Il nostro piccolo paradiso

di admin Letto 10.677 volte18

di Andrea Mura

Appena fuori Serramanna c’è il mio piccolo paradiso. Superi il ponte, fai cento metri e trovi l’entrata proprio lì, vicino a dove le coppiette van la notte e dove al mattino infatti si vedono tante, troppe cartacce.

Ma di giorno è tutt’un’altra cosa: di giorno è una piccola oasi felice.

Il mio piccolo paradiso è lì, a fianco del campo da calcio. Una pista rossa, la pista d’atletica, dopo anni consumata e in costante attesa di esser riparata.

Al centro una distesa di erba verde, pista d’atterraggio d’uccelli di ogni dove.

Attorno alla pista un sentiero di seicento metri, tutto sterrato, ombreggiato da tanti alberi, creato per far respirare aria pura a chi ci cammina, un’aria pura sempre più rara e preziosa.

Tante persone vanno lì, puoi trovare qualcuno alle otto del mattino così come alle otto di sera.

Gruppi di signore che quotidianamente, a qualsiasi ora, camminano scambiandosi i racconti delle vicende quotidiane, chi vantando i propri figli, chi lamentandosi del proprio marito fannullone.

Poi gente sola, grandi e piccoli, ragazzi e ragazze, queste ultime stranamente soprattutto in primavera, forse dopo aver fatto la solita prova costume o semplicemente perché amanti del bel tempo e stanchi di sudare all’interno di una palestra circondata da occhi troppo indiscreti.

Alla pista d’atletica c’è chi corre e c’è chi semplicemente cammina; c’è chi cammina piano, lentamente e chi invece quasi marcia agitando fortemente i gomiti. Poi ci son gli atleti, quelli veri. Ci son i calciatori ma solo in periodo di preparazione, prima dell’inizio dei campionati, li si riconosce facilmente perché , tra lamentele e imprecazioni, pregano l’allenatore per avere tra i piedi un pallone da calciare. Ci son anche i ciclisti, quelli un po’ stanchi della bici, che per alcune settimane scelgono di scender a terra ma c’è chi invece si vuole solo mettere alla prova.

I più costanti, ovviamente, son quelli iscritti alla Polisportiva Atletica: amatori, master, esordienti, cadetti, allievi e qualche senior. I primi, i master e gli amatori, corrono per ore pensando alla prossima maratona o a qualche gara creata in occasione di sagre paesane, magari fanno un po’di riscaldamento e poi vanno fuori, in campagna, a “macinare” chilometri e chilometri. Gli altri delle altre categorie, più giovani e più inclini alle corte distanze, ridono e scherzano tra una “ripetuta” e l’altra, sotto il vigile sguardo dell’allenatrice o chi per lei. E nel mentre che tutti corrono un signore riccioluto con una sigaretta tra le mani osserva il tutto con aria saggia, incoraggiando qua e là i piccoli atleti iscritti, ma anche guardandosi attorno alla ricerca di nuovi talenti.

E’un luogo di sofferenza fisica, per chi deve preparare la gara e deve fare due, tre, cinque, dieci, magari anche venticinque giri di quella pista rossa. Si sa, solo l’allenamento rende (quasi) perfetti, un’atleta lo sa bene. Sforzi fisici e mentali, per ottenere risultati, è così per tutto.

Ma la pista è per i più un luogo di incontro, di dialogo, di socializzazione, perché sai che quasi sempre qualcuno là lo trovi. Se poi capita che vai e non trovi nessuno, beh, allora oltre che un luogo di relax è un luogo di poesia e di riflessione.

Magari ti fai prima i tuoi giri di corsa, dentro, nella pista rossa o fuori, nello sterrato. Fai un po’di streatching, magari, se proprio ti senti in colpa per il pranzo domenicale, fai anche qualche addominale… Poi ti corichi a terra, o sull’erba, o ti siedi sulla panchina vicino alla sbarra… Chiudi gli occhi… Inspiri… Espiri… Ti rilassi… E, circondato dal suono del vento (perché il vento ha un suono, che è dato dal suo incontrarsi con le altre creature naturali), allietati dal cinguettio degli uccelli onnipresenti, capisci che non è sempre necessario andare lontano per trovare un tuo piccolo angolo di paradiso, in mezzo alla natura, lontano dai rumori cittadini e dalle preoccupazioni di ogni giorno.

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Giro esterno – per podisti e non

Pista d’atletica – per soli podisti

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Commenti (18)

  1. Mi piace! Bravo Andre..

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  2. Io non sono una sportiva e mi è capitato di andarci poche volte in periodi diversi , alcuni anni fa quando era seguita da un custode , la pista era meravigliosamente curata in ogni piccolo particolare,ora……forse bisognerebbe riflettere sull'utilizzo completamente gratuito di questo bene…se avessimo tutti contribuito con una piccola somma mensile per usufruirne ,forse si sarebbe potuto lasciare ancora lavorare il giardiniere e godere di quell'ordine impareggiabile che solo lui riusciva ad ottenere con dedizione e costanza…bell'articolo Andrea||

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  3. Giorgia contribuiamo già abbastanza mensilmente con le nostre tasse 😉
    Bell'articolo Andre.. peccato che il mio polpaccio non sia molto in sintonia con la voglia di correre ultimamente

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    1. sì , però è un peccato che sia cosi abbandonata la pista , e pagare € 5 al mese come fanno gli atleti dell ' atletica non mi sembra tanto….per andare in palestra paghiamo molto di più…( anzi pagano io non amo fare sport)

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  4. poetico

    bravo andrea

    1'11" sul 400 non è male

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  5. Andrea, mi hai fatto venire voglia di farmi una corsetta!!!

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  6. Bellissimo pezzo! Non ci vado da una vita… mi hai fatto venir voglia di tornarci 😉

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  7. Bell'articolo, soprattutto nella parte in cui si parla dell'uomo riccioluto con aria saggia!!!

    E' veramente il mio paradiso (ci sono cresciuto)!

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  8. Ci sono andata poche volte….io preferisco godermi la natura all'aperto. Sai girare in tondo seppur circondatat da una struttura meravigliosa non è il massimo per me! Poi già il mio dna non è sportivo figurati se poi mi annoio?! In ogni caso condivido il tuo articolo e soprattutto l'idea di restituire l'area alla sua bellezza originaria…..ma (questo è per Giorgia) senza tirar fuori un euro. Daltronde quando l'hanno costruito hanno già utilizzato soldi nostri E' che come al solito alcune strutture si riescono a fare ma poi vengono rigorosamente abbandonate (qualsiasi riferimento è puramente casuale?!).

    Bravo Andrea!

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    1. senza soldi non si va da nessuna parte ,a meno che Carmen tu ti stia offrendo per occupartene tu ,così non ti annoi!! Brava!!

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  9. Scusate gli errori di grammatica e punteggiatura ho scritto "d'impeto"!

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  10. Ahia mi hai ferita a morte!….Se le giornate fossero di 48 H bè potrei anche pensarci….in ogni caso dovresti leggere il mio articolo sull'adozione delle aree verdi. Ci troverai chiaramente proprio il mio intento e la mia volontà di riappropriarmi/ci con responsabilità delle nostre aree verdi (compresa anche, volendo, quella del "piccolo paradiso" di Andrea), oltrettutto con spese a totale ns carico. La cosa non mi spaventa di certo….E poi anche se attualmente non mi annoio il tempo s'impara a trovarlo se si ama la terra in cui si vive!

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  11. l'area di cui si sta parlando non è esattamente un'area verde ma è un campo di atletica leggera non casualmente circondato da alberi e arbusti. Il problema attuale è nella pista sintetica che dopo ventanni ha bisogno di un nuovo manto.

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    1. Come testimoniano le immagini contenute in quest'articolo: https://www.aserramanna.it/2009/10/le-condizioni-d

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  12. Per fare l'area verde all'esterno della pista di atletica non sono stati spesi tanti soldi.

    1) lo sterrato è stato fatto circa 10 anni fa dai dirigenti e genitori degli atleti per avere un campo di allenamento per le gare campestri. Precedentemente vi erano solamente gli alberi mezzo abbandonati.

    2) quegli alberi non sono stati minimamente curati (mai potati in vita loro, se non dai dirigenti e genitori per evitare di prendere con la testa i rami più bassi).

    3) prima che si tagli l'erba del prato verde questo raggiunge altezze incommensurabili (mezzo metro per un prato verde non è male).

    4) ho sentito tante persone dire che sarebbero disposte a pagare una cifra simbolica (5€???) per passeggiare in quel paradiso debitamente pulito e curato.

    5) il paradiso è principalmente un campo di atletica.

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    1. Appunto Fabio era quello che proponevo io . purtroppo è inutile battere cassa al comune , perchè non ci sono soldi sufficenti per seguire tutto, gli spazi verdi e le piazze si potrebbero dare in gestione a gruppi organizzati o a chi se ne vuole fare carico gratuitamente , ma la pista potrebbe essere seguita da un custode / giardiniere pagato con quelle cifre "simboliche " di cui tanto si parla..

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  13. nostalgia? e forse…..da dicembre 2009 non posso correre per una frattura della 7° costola, guarito a giugno, prime impazienti corsette e vai……….menisco!!!!!!! Siamo a settembre e ancora non ho potuto fare una risonanza magnetica.
    Mi sa che se continua la sfiga mi offro io volontario a fare il custode, almeno posso dire che vado in pista a fare qualcosa di concreto….malediz.

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