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Notizie da Facebook: Festa di Santa Maria e Consulta Giovanile

di admin Letto 5.176 volte7

Secondo alcune statistiche Facebook ha superato, in termini di tempo trascorso sulle proprie pagine, persino il colosso Google.

Anche i cittadini serramannesi non rimangono a guardare ed utilizzano il social network per diffondere alcune importanti iniziative: nei giorni scorsi due sono stati gli argomenti principali.

Festa di SANTA MARIA ORGANIZZATA dai GIOVANI!

E’ questo il titolo ideato dall’utente “Sveglia Serramanna“, che nella descrizione dell’evento scrive:

Vogliamo parlare della festa di SANTA MARIA?
Dovrebbe essere la festa piu’ grande e amata dal nostro paese (visto anche le cifre che si spendono per invitare gente becera, che nessuno piu’ conosce e segue ormai da 20 anni..minimo!!) e invece ormai e’ diventata la “Festa Scaccia Serramannese”.
Ho visto che tutti i Serramannesi migrano in altri paesi per vedere e apprezzare le feste organizzate dagli altri e infine desiderarne una …cosi anche qui da noi.
Come’ possibile?!Abbiamo una decina di gruppi validi, tanti musicisti anche affermati, giovani che organizzano eventi in tutta l’Isola, ma NESSUNO ci cerca!
…Sara’ mica ora di cambiare davvero gestione e farla organizzare magari ad 1 classe d’età?
…Tipo l’anno prossimo tutto in mano a chi compie 35 anni?
…almeno diventa una festa per tutti e NON solo per le 3\4 persone di sempre, legate agli artisti che magari 30\40 anni fa’ erano di moda ma che ora NON li conosce piu’ nessuno….Serramannesi, PENSIAMOCI!
Anche perche’ contribuiamo tutti e alla fine la festa è sempre e solo per gli stessi da ormai 30 anni!
SVEGLIAMOCI!!

Dopo alcuni minuti iniziano i primi commenti, la comunità virtuale si spacca in vari gruppi: moderati, pro e contro l’iniziativa. Dalla maggior parte però si evince  la voglia di un qualche cambiamento e l’auspicio che chi tanto propone sul web si impegni altrettanto nel “mondo reale”.

Per leggere le discussioni cliccare su questo link.

Nei vari commenti si è notato anche un grande interesse per la creazione della Consulta Giovanile di Serramanna e questo ha portato alla creazione di un altro evento/discussione dal titolo:

VOGLIO LA “CONSULTA GIOVANILE DI SERRAMANNA”

Nella descrizione l’utente “Quadio Frongia” scrive:

CIAO A TUTTI!QUESTO SPAZIO NASCE PER FARE IN MODO CHE TUTTI I RAGAZZI/E INTERESSATI ALLA CREAZIONE DI UNA CONSULTA GIOVANILE SERRAMANNESE POSSANO DIBATTERE LIBERAMENTE PROPONENDO LE LORO IDEE A RIGUARDO!SAREBBE UTILE SE MANTENESSIMO TUTTI QUANTI DEI TONI PROPOSITIVI NELLA SPERANZA CHE QUESTO EVENTO VENGA UTILIZZATO PER DARCI DEGLI APPUNTAMENTI ED INCONTRARCI AL FINE DI MUOVERE I PRIMI PASSI VERSO LA CREAZIONE DELLA CONSULTA COSI’ TANTO DESIDARATA DA MOLTI!DIAMOCI UNA MOSSA,ORA SPETTA A NOI!FACCIAMOCI SENTIRE!A PRESTO!!ONE LOVE!

La Consulta Giovanile è un tema affrontato in passato da diverse istituzioni comunali e non solo. Nel mese di Luglio, per la manifestazione F.R.A.D.E.S. 2010, la coop. Koinos ha passato alcuni moduli di disponibilità a riguardo.

La Consulta Giovanile deve essere aperta a tutte le realtà giovanili organizzate sul territorio che desiderino farne parte e deve essere istituita tramite delibera comunale.

Nella discussione si è parlato sia di Consulta sia di un’associazione di giovani: quest’ultima infatti non dipenderebbe dall’amministrazione comunale o da altri enti.

Si sta organizzando un incontro tra i vari giovani interessati e a breve ci saranno informazioni a riguardo sia nel presente sito che sulla pagina di Facebook (clicca per andare nella pagina di Facebook dedicata).

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Commenti (7)

  1. Mi piace molto il fatto che tanti giovani si stiano mettendo in gioco, ma prima di mettersi in gioco occorre mettersi in discussione per capire anche il lavoro fatto dagli altri, ho trovato questo articolo che spiega bene il mio punto di vista , cioè non vorrei che predominasse la presunzione di saper far meglio degli altri , gli altri siete anche voi con i vostri gusti che sicuramente non piaceranno a tutti…

    .-Italiani e divisioni generazionali, crediamo di esser autosufficienti ma rischiamo la solitudine-

    di Marco Lodoli

    La piazza: che grande invenzione italiana! In quello spazio aperto e chiuso allo stesso tempo la gente si incontrava, discuteva, rideva, litigava. Tutti erano a contatto con tutti. Il ragazzino ascoltava i discorsi dei vecchi, gli adulti dibattevano con i giovani, fuori dai bar ci si confrontava tra generazioni diverse sulla superiorità di un certo giocatore di oggi su uno di ieri, sulle storie dei padri e dei figli, sulle leggende dei nonni, sulle bravate dei nipoti. Poi, certo, ognuno passava la maggior parte del suo tempo con i suoi coetanei, ragazzi con ragazzi, adulti con adulti, bambini con bambini: ma erano vasi ancora comunicanti.

    Anche in famiglia d’altronde era così: i nonni raccontavano per la centesima volte le loro antiche vicende, i nipoti ascoltavano, sbadigliavano, imparavano, e poi tra padri e figli si litigava di brutto su questioni politiche, sui principi, sulle scelte fondamentali. Ricordo ancora quando mio padre mi strappò in mille pezzi l’autobiografia di Malcom X: non ci parlammo per due mesi, poi ci confrontammo con durezza, poi mi schiese scusa e tutto riprese nell’affetto di sempre.

    Ogni pranzo era una tribuna politica: il giovane doveva dimostrare al vecchio di saperne di più, di volare più in alto, e si incrociavano i fioretti e le clave, la tavola era un campo di battaglia dove bisognava farsi onore. Insomma: le generazioni si mescolavano, parlavano con argomenti diversi la stessa lingua, si urtavano e si condizionavano a vicenda. Tutti avevano qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare.

    Oggi uno dei problemi più grandi della nostra società è la divisione per generazioni: i ventenni hanno la loro musica, i loro libri, le loro ossessioni, le loro fobie, i loro discorsi; i trentenni ne hanno completamente altri, i quarantenni altri ancora, e ognuno vive nel proprio recinto senza incrociare mai i vicini. Il vecchio e il bambino, l’adulto e l’adolescente sono target diversi, come dicono i responsabili del marketing. A ogni gruppo viene venduto il suo kit: vestiti, pensieri, emozioni, hobby, prodotti necessari, dal pannolino alla dentiera. Ogni gruppo ammira i suoi programmi televisivi, i miei studenti mi raccontano che in casa hanno tre o quattro o cinque televisori, e ognuno si chiude nel suo angolo a vedere il suo telefilm, il suo dibattito, i suoi cartoni, i suoi video musicali. Il confronto arretra, la solitudine avanza. Ogni età si crede autosufficiente e così si vive tra coetanei, si muore tra coetanei.

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  2. Nel leggere il tuo commento ho rivisto come un film tutto il mio passato.
    Sono perfettamente daccordo

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  3. Sono d'accordo anch'io, non credo sia un problema di età, ma piuttosto di qualità di pensiero.
    Forse bisogna solo essere propositivi e cominciare già da ora a pensare ad un programma alternativo.
    Effettivamente lo schema della solita festa paesana può sembrare superato, ma consideriamo che i fruitori principali sono le famiglie con bambini e gli anziani. Perchè ormai i giovani sono alienati (qualcuno dice rincoglioniti, ma mi sembra eccessivo) dalla eccessiva tecnologia e dalla tv spazzatura.
    Quando ero pischello si faceva l'albero della cuccagna e la corsa dei sacchi, e i gruppi che venivano a suonare non erano niente male. Ma qualche anno fà non c'era Neonelio e le storie tese? Se non sono alternativi loro….
    Comunque è una festa religiosa, tradizionale, non possiamo trasformarla in un Bastardo Day, senza nulla togliere, ma sono due momenti diversi che chiedono atmosfere e situazioni diverse.
    Ripeto, è una questione di qualità di proposta, perchè ci sono sagre paesane bellissime, tradizionalissime e tipiche che le rendono uniche.
    Proposta: si potrebbe partire da una ricerca storica della festa tradizionale religiosa ed in particolare la nostra, Santa Maria, scoprirne le origini e le motivazioni culturali e sociali; le aspettative popolari di un evento che nel passato era una delle poche occasioni per dimenticare la durezza della vita di tutti i giorni e i sacrifici per tirare avanti.
    Forse il discorso andrebbe affrontato con un po di rispetto, visto che chi la organizza oggi sono coloro che l'hanno vissuta da ragazzi come un'appuntamento atteso e imperdibile.

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  4. Su quest'argomento sono pienamente d'accordo con Beniamino; per quanto sia una sostenitrice dei giovani e della consulta giovanile che si vuole costituire, penso che chiunque organizzi la Festa di S.Maria non possa tener conto della religiosità e della tradizione che la caratterizzano; ci sono altre manifestazioni -e se ne possono inventare anche di altre! – dove i giovani possono esprimersi al meglio: non resta che dare spazio alla fantasia!

    D'accordissimo anche sulla rivalutazione della Festa partendo da una ricerca storica: tanti anziani conservano memoria delle motivazioni culturali e sociali che hanno dato origine alla Festa; mio nonno raccontava, per esempio, che la Festa di S.Maria era la ricorrenza che sanciva l'inizio dei contratti fra proprietari e lavoratori agricoli, che proprio lì si incontravano per trovare un accordo; chissà di quanti altri ricordi potremmo disporre se solo osassimo chiedere…

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  5. … AMARCORD…

    i festeggiamenti per Santa Maria duravano quattro giorni: dal 7 all’11 settembre; il 7 sera si portava la Santa in processione nella sua chiesetta da dove veniva ripresa, finita la festa, per evitare furti ai doni votivi. La mattina dell’8 si faceva la processione, si assisteva alla S. Messa, si rientrava in paese per il pranzo e il pomeriggio si ritornava.

    C’erano tante bancarelle dove si vendevano dolci, torroni e vino. La sera gli uomini davano vita alle gare di poesia dialettale: quattro poeti cantavano “muttetus” a tema e tutti ascoltavano divertiti; molti si riunivano a gruppi e facevano muttetus a loro volta su temi locali e fatti avvenuti in paese. Poiché allora la zona non era coltivata, una serata veniva dedicata alla corsa dei cavalli, che venivano dai paesi vicini.

    La sera, dopo cena, venivano fatti i fuochi d’artificio.

    Il 10 era un giorno particolarissimo in quanto si concludeva l’anno agrario; era la cosiddetta “dì de porra”, giorno in cui tutti, messaius, serbidoris e serbidoras, si prendevano un giorno di libertà per poi decidere se lavorare con lo stesso padrone anche per l’anno successivo oppure cambiare.

    Era anche “sa dì de s’otuausu” (il giorno degli ortolani), che vendevano quanto avevano prodotto: meloni, angurie, cetrioli etc. Esponevano i loro prodotti e all’arrivo de “is carrettoneris”, gli ortaggi venivano caricati per il trasporto verso i mercati cittadini.

    La stessa sera c’era anche la corsa degli asinelli.

    Durante i festeggiamenti si “incingiava” (si indossava per la prima volta) un abito nuovo, se c’era il bisogno e la possibilità (bisogna ricordare che si indossavano non più di due vestiti all’anno).

    La festa era vissuta anche a tavola: anche nelle case più modeste si mangiava la carne, naturalmente di animali allevati in casa; mentre nelle tavole più ricche si serviva il maialetto, nelle altre era assai diffuso “su caboniscu cun tamatiga frisca”.

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    1. ..bello…

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  6. Primo incontro di tutti coloro che vogliano partecipare all'iniziativa della Consulta Giovani, esporre le proprie idee o semplicemente informarsi: LUNEDI' 20 SETTEMBRE 2010 – ORE 20.00 – PRESSO LA PINETA DI SERRAMANNA. Sarà un primo incontro informale dove potremo capire quanti siamo ad essere interessati, per poi incontrarci successivamente con la Koinos che sull'argomento ha già avviato un progetto, nonché con l'Assessore competente.

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