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La necropoli punico-romana di Su Fraigu

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di Paolo Casti

Alla fine degli anni ’80, in seguito al ritrovamento di alcune anfore con resti umani durante lavori di aratura in un campo, si portò alla luce, in Serramanna, una importante necropoli punico-romana (databile tra il IV° sec. a.C. e il I° sec. d.C.), con prevalente sepoltura di bambini in tombe a camera o direttamente nel suolo, con corredo funerario di tipo ceramico.

Le campagne di scavo son state quattro, attuate nell’arco di dieci anni (la prima nel 1989, nel 1997 e 1998 e l’ultima nel 1999).

La densità dei ritrovamenti è stata elevatissima, si pensi che in un area di appena 100 m2 si è reperito tanto materiale da poter permettere l’allestimento di una mostra permanente; e in effetti alcuni anni fa l’Amministrazione comunale aveva pensato di adibire i locali dell’Ex Mattatoio proprio per questo scopo.

Purtroppo la vocazione agricola molto importante per la produzione agraria è in forte contrasto con la presenza della necropoli che, anche se in assenza di informazioni storiche ed epigrafiche, presuppone l’esistenza di una città o almeno di un importante insediamento abitativo; “Su Fraigu”, infatti, per chi è conoscitore delle sfumature della lingua sarda, sa che con questo termine veniva indicato nel passato un complesso edilizio di rilevante consistenza e importanza.

A tutt’oggi, i reperti rinvenuti non sono purtroppo visibili; solo nel 2002 si tenne presso il Museo Archeologico di Cagliari una mostra intitolata “Tra Cartaginesi e Romani. Lo scavo della necropoli di Serramanna”, e a seguire nel 2003 son stati pubblicati due opuscoli, inseriti nei Quaderni della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, uno a cura delle Dott.sse Consuelo Cossu e Elisabetta Garau “Complessità rituali e ideologia funeraria punica nella necropoli di su Fraigu”, e uno a cura della Dott.ssa Rosalba Floris, ricercatrice antropologa presso il Dipartimento di Biologia Sperimentale dell’Università degli Studi di Cagliari intitolato “I resti scheletrici umani – Tra Cartaginesi e Romani. Lo scavo della necropoli di Serramanna”.

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Commenti (7)

  1. Dato che questi ritrovamenti come altri a Serramanna rappresentano, o almeno dovrebbero rappresentare un gioiello di inestimabile valore e motivo di orgoglio e visibilità per il paese, vogliamo fare qualcosa per spingere l'Amministrazione o chi di dovere a intervenire con progetti di recupero e salvaguardia delle aree interessate, a cui poi far seguire la creazione di percorsi archeologici e ambientali?

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  2. ma questo sito archeologico dove si trova esattamente? e' possibile visitarlo?

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    1. Il sito non è possibile visitarlo; si trova appena a circa 2 km. dall'abitato, percorrendo la strada comunale per Villacidro, appena superato il ponte di via San Leonardo, svoltare subito a destra e fiancheggiare il canale per circa 1 km. – il sito si trova all'interno di una proprietà, credo, privata.

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  3. Anche il monumento archeologico del paese,"SA PERDA FITTA" dell'eta' della pietra ,pur essendo un patrimonio culturale di tutti ed una possibile risorsa del paese,NN E' 'VISITABILE ed e' sita in un agrumeto privato….Cosi' come nn si sa piu' niente delle due statue puniche ritrovate sotto la chiesa campestre di Santa Maria alla fine dell'ottocento….Che strano destino quello di questo paese ricchissimo di risorse,tesori,storia antichissima eppure nascosta,mai divulgata,sottovalutata,dimenticata,quando non distrutta,cancellata,azzerata…ma gli assessori alla cultura di cosa si vorrebbero occupare…INVECE? e..QUANDO?

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  4. ciao emilio, bentrovato.
    Dici bene, serramanna ha un patrimonio archeologico, storico, artistico e culturale di primissimo livello che deve necessariamente essere tutelato, valorizzato, promosso e reso accessibile a tutti. A tal fine ci stiamo impegnando sin dal primo giorno, cercando di lavorare contemporaneamente in più fronti. Ci auguriamo che i primi risultati arrivino presto, soprattutto per quel che riguarda i tantissimi reperti della necropoli in questione, che appartengono alla comunità serramannese e ad essa devono tornare.
    Un saluto

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  5. Sono felice,caro Guido che (finalmente)ci sia tutta questa coscienza in te e,mi par di capire nell’amministrazione…noi,comunque,da cittadini di serramanna con la stessa coscienza e non da oggi.faremo di tutto perche’ chi ha il potere non si perda,disperda,distragga,dimentichi il suo impegno che in questo caso e’ etico,capendo che e’ primario su tante altre cose e che e’ un immenso potenziale anche economico,(sviluppoecocompatibilei)dentitario,etc..etc..non voletecene dunque se nn vi daremo tregua!Non possiamo piu’ permetterlo…spero che capirai!

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  6. io sono un ragazzo che ha girato gran parte della sardegna per visitare siti archeologici,e posso dire di aver visto tanto e che la sardegna di archeologia ha molto ed è meravigliosa e misteriosa..ci sono tanti siti sparsi per la sardegna privi di segnalazioni e all’abbandono totale,conosco e ho visto anche i siti di serramanna con certi reperti della necropoli di su fraigu che sono al museo archeologico nazionale di cagliari..si potrebbe valorizzare il tutto mettendo una piccola esposizione dei reperti e segnalando i siti e rendendoli accessibili ai visitatori..ma ce anche da dire che bisogna anche preservarli dai vandali,perché ho visto tanti siti danneggiati dai tombaroli..speriamo che questi siti di serramanna vengano davvero valorizzati….

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