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Il trasporto pubblico nell’area del Medio Campidano

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di Silvia Boassa

Metti che un giorno un giovane adulto, nato e vissuto in una grande città, caotica e tentacolare, brulicante di persone e di negozi, con arterie intasate di traffico e marciapiedi invasi dal frenetico fluire delle genti verso mille direzioni, si trovi per amore a trasferirsi in un paese al confine meridionale della verde provincia del Medio Campidano, con un lavoro che lo porta a recarsi ogni giorno in uno dei capoluoghi di detta provincia, quello che comincia per S.

Il suddetto capoluogo, così come quell’altro che comincia per V. non è collegato col resto del mondo con altro mezzo di trasporto che non sia su gomma, e cioè autobus ARST auto propria, scooter, bicicletta, monopattino, etc.

Metti anche che, per motivi qui non indagabili, questo giovane non abbia dimestichezza con la guida di autoveicoli a motore, ma che comunque per abitudini invalse nella sua bella e grande città, abbia per tutti i suoi anni utilizzato i mezzi di trasporto pubblici in ogni loro variante: autobus, treno, metropolitana, taxi, aeroplano, e finanche vaporetto, aliscafo, traghetto e funicolare.

Per recarsi al lavoro trova una soluzione accettabile e cioè un autobus che ogni mattina parte dal paese all’estremo sud del medio campidano per giungere al capoluogo.

La soluzione, ahimè, è  temporanea, perché l’autobus ha una particolarità che condivide con la maggior parte degli altri circolanti nella citata provincia: è un autobus SCOLASTICO e come tale cessa il suo servizio, appunto, con il termine dell’anno scolastico, ovvero quest’anno 2011, il giorno 10 giugno.

Ma il nostro non si scoraggia e decide di avvalersi del doppio servizio treno + autobus e così si reca alla stazione ferroviaria del paese ai confini per poi prendere l’agognato treno.

Il primo problema in stazione, dove l’apposita macchinetta obliteratrice è fuori uso, ma il nostro salito sul treno va in cerca del capotreno e si fa diligentemente annullare il tagliando di viaggio. Giunto alla stazione più vicina al capoluogo, che peraltro si trova a circa 8 KMdal centro, trova una stazione sperduta e deserta: nessuna accoglienza nemmeno un cartello che indichi la fermata e gli orari degli autobus che la collegano al capoluogo e soprattutto NESSUN AUTOBUS!!!

Il primo giorno si trova una soluzione alternativa: si fa accompagnare in automobile sul posto di lavoro ma il secondo giorno non demorde: alle 6.30 del mattino di nuovo alla stazione a prendere un treno che arriva ad un’altra stazione, quella del paese che a lungo fu indicato come possibile capoluogo e che apparentemente è collegato col vero capoluogo con gli autobus dell’ARST.

Il treno però arriva con 5 minuti di ritardo e l’autobus, alla faccia dell’interconnessione delle reti di trasporto, parte IN ORARIO senza attendere l’arrivo dei pendolari su rotaia. Così in un’altra stazione meno sperduta ma sempre inadeguata all’accoglienza, trascorre un’ora e mezza in attesa del fantomatico autobus di cui nessuno conosce l’orario ed il tragitto, tanto meno gli autisti degli altri pullman che transitano per la stazione verso le direzioni più fantasiose, così come gli estensori del sito internet dell’azienda di trasporti e l’addetto al numero verde il quale candidamente dichiara che “il sito non e’ aggiornato…” “in questo momento non sono in grado di darle informazioni sugli orari…”

Finalmente arriva in ufficio, sfinito e soprattutto in ritardo!!! dopo essersi levato col canto del gallo….

Questa storia ha necessità di alcune precisazioni, che così si riassumono:

la provincia del medio campidano non ha una rete di trasporti degna di tale nome; in 7 anni dalla sua fondazione non si è riusciti ad organizzare altro che il trasporto degli studenti, ma per collegare a Sanluri tutti i comuni facenti parte della provincia e’ necessaria l’organizzazione di una vera rete di trasporto che preveda la connessione fra treno e autobus regionali, nonché dei servizi comunali per permettere anche la mobilità interna e i collegamenti tra la stazione ferroviaria di Sanluri Stato ed il centro urbano, in coincidenza con gli arrivi dei treni.

Da un servizio pubblico di autolinee che da sempre consuma quantità sproporzionate delle risorse regionali, ci si aspetterebbe che fosse efficiente nel pubblicare gli aggiornamenti degli orari, che avesse un call-center efficace e professionale, che le fermate fossero ben segnalate, dotate di pensiline, contro l’inclemenza delle condizioni meteorologiche, e con in belle vista i cartelli con le linee e i relativi orari, possibilmente esatti.

E vogliamo parlare della stazione ferroviaria di San Gavino che, secondo un progetto sbandierato dagli amministratori locali, avrebbe dovuto essere collegata a Sanluri ogni mezz’ora: per ora solo chiacchiere ed effetto annuncio, perché nella realtà niente è successo. Inoltre la stazione FS di San Gavino, che dovrebbe essere uno snodo fondamentale della nuova rete ferroviaria è al momento un deserto: non c’è un bar, né un’edicola, non c’è l’aria condizionata nella sala d’attesa, né una pensilina sufficiente a non prendersi l’insolazione.

E’ poi ancora attesa la conclusione, più volte annunciata, (vedi  http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=137207&v=2&c=1489&t=1 articolo riportato sul sito della Regione in data 30/03/2010 ) dei lavori della RFI per il raddoppio dei binari sulla tratta Decimomannu – San Gavino che dovrebbe far diventare la linea ferroviaria Cagliari – San Gavino una sorta di metropolitana di superficie, con corse ogni 20/30 minuti.

Lascio ad altri le considerazioni sulle responsabilità di questa situazione e concludo con l’auspicio che gli enti locali sappiano dare impulso a progetti di organizzazione e soprattutto incentivazione all’utilizzo del trasporto pubblico, coerenti con il risparmio di risorse e la tutela ambientale che ad ogni passo vengono indicati come valori prioritari.

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Commenti (15)

  1. Silvia sono completamente d'accordo con te e aggiungo che molti servizi sanitari che la nostra provincia possiede ,che sono servizi anche di eccellenza sono irragiungibili, molte persone sono costrette a servirsi a cagliari e a pagare per essere curati , poi c'è tutto il discorso degli anziani che è costretto a casa o al paesello o a pagare qualcuno per potersi spostare,una provincia strutturata così non rende liberi i propri cittadini.

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  2. SILVIA …CONDIVIDO TUTTO QUELLO CHE HAI SCRITTO… NON PARLIAMO DEI COLLEGAMENTI DENTRO SERRAMANNA….NON C'E UN PULMINO CHE COLLEGA IL CENTRO DEL NOSTRO BELLISSIMO PAESE CON LA PERIFERIA ,ALMENO UN PAIO VI VOLTE AL GIORNO ..DISAGGIO PER ANZIANI ,BAMBINI E ANCHE PORTATORI DI HANDICAP, PER FAR UN KM DEVONO CHIEDERE O PAGARE QUALCUNO PER RECARSI IN BANCA ,ALLE POSTE, FAR LA SPESA …IL PAESE E' GRANDE E ABBIAMO BISOGNO DI MEZZI LOCALI ,PUBBLICI CHE CIRCOLANO PER GARANTIRE UNA CONTINUITA' DENTRO SERRAMANNA VISTO CHE A GIORNI CHIUDONO I PASSAGGI FERROVIARI…NON TUTTI POSSONO CAMMINARE SOPRA I CAVALCAVIA O SOTTOPASSI.. E NON TUTTI HANNO LA MACCHINA…ABBIAMO TROPPI DISAGGI….

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  3. MA A SERRAMANNA TUTTO CIO NON ACCADE, BY PINUS.- CI LAMENTIAMO SEMPRE DI CIO CHE NON SERVE, A SERRAMANNA.

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  4. concordo con Silvia e con tutti voi e aggiungo una notizia, avuta a Febbraio dal preside del liceo di Villacidro, ma rimasta priva di conferma……da Settembre dovrebbe esserci un nuovo collegamento con autobus Serramanna- Samassi- Villacidro, che dovrebbe evitare a studenti e lavoratori diretti a villacidro il cambio mezzo treno- autobus tra Serramanna e Samassi. So che almeno uno, ma credo due amministratori di Serramanna si siano occupati della cosa, io non so ancora nulla, non ho voluto disturbare il preside impegnato con gli esami di maturità, forse qualcuno di voi sa darmi una risposta?!

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  5. Mi ero proposto di non intervenire nella discussione, però dopo l’ennesimo disservizio di stamane non posso farne più a meno, infatti sono arrivato alla stazione di San Gavino alle 7.40, sempre svegliandomi alle 6.20, e l’autobus per Sanluri che doveva partire alle 8.05 si è presentato con oltre mezz’ora di ritardo facendomi arrivare in ufficio quasi alle 9. Praticamente più di due ore e mezzo dal momento in cui è suonata la sveglia !!!!!!

    Leggendo il commento di Luciana si avvalora sempre di più la mia ipotesi, cioè quella che in questa provincia i trasporti vengono garantiti GIUSTAMENTE, ma SOLAMENTE, agli studenti, perché con la loro forza di fare scioperi, di manifestare e protestare fanno arrivare ai giornali e perciò alla cittadinanza le notizie sulla incapacità degli Enti pubblici territoriali di garantire i servizi di trasporto e non solo..

    Tanto è vera l’ipotesi che l’Assessore ai Trasporti della Provincia del Medio Campidano, nei mesi di settembre e di ottobre si è prodigato per trovare soluzioni, sempre e solo per gli studenti, convocando tavole rotonde con Regione, Arst e soggetti privati, dando massima pubblicità sui giornali http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampi… per poi dimenticarsi che nei mesi estivi esistono persone umane che usano i trasporti pubblici per andare al lavoro o, ancora peggio, anziani per andare a fare visite mediche.

    Sarebbe interessante sapere che fine ha fatto il Piano Provinciale dei Trasporti presentato nella sala consiliare di Villacidro il 21 luglio 2008 con conferenza stampa e pubblicità sui giornali locali
    http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampi

    E' stato dimenticato in un cassetto? I files sono stati eliminati……..?

    Sarebbe,inoltre, interessante conoscere le opinioni dei tre rappresentanti provinciali eletti con i voti della cittadinanza di Serramanna, l’assessore ai trasporti Gianluigi Piano, la consigliera Elena Fadda componente della IV commissione consiliare con competenze anche sui trasporti e il dott. Andrea Mura.

    E’ mia intenzione raccogliere firme per una petizione da presentare agli Assessori dei trasporti sia regionale che provinciale ed al Presidente ARST, ed inviare una copia all’Unione Sarda e alla Nuova Sardegna, per richiedere il potenziamento delle corse nel periodo non scolastico.

    Non appena sarà pronta chiederò a tutti voi l’aiuto, penso che siate d’accordo con me, una firma per una GIUSTA CAUSA.

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  6. Salve Antonio. Ovviamente sono d'accordo (non si può essere altrimenti) con gli interventi presenti in questa pagina, a cominciare dall'articolo di Silvia, che ringrazio per aver condiviso la riflessione su Aserramanna. Il Piano Provinciale dei Trasporti personalmente non ricordo di averlo mai esaminato (leggo ora la relazione nel link che ha postato); non so se l'abbia fatto la Commissione Trasporti, benché sia stato approvato nell'altra Consiliatura. Domani abbiamo riunioni di Commissioni in Provincia (che, ricordo a tutti, sono pubbliche – ci si riunisce ordinariamente il lunedì dalle 15 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 13 ) e mi informerò a riguardo. Indubbiamente i disagi ci sono e siamo di fronte a una Provincia con due capoluoghi (già questo di per sé discutibile) i quali non sono ben collegati con gli altri paesi del circondario. Di fatto il paese che risulta essere più collegato con i Comuni della Provincia è San Gavino, e non è capoluogo. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario posso solo ricordare che il 31 marzo c'è stato un Consiglio Provinciale aperto sulla soppressione corse e sui disagi causati da Trenitalia (da dicembre in poi – la situazione era diventata, lo dico da pendolare, davvero insostenibile) ma quest'ultima, seppur invitata, non ha partecipato, vanificando di fatto l'iniziativa. Vorrei ricordare anche i disagi esternati da alcuni lavoratori che usufruiscono regolarmente del servizio Arst (e che a Serramanna non hanno ancora le pensiline – immaginate in questo periodo non poter stare all'ombra con il caldo che c'è o in inverno non poter avere un riparo dalla pioggia), leggibili, assieme a vari interventi tra cui quello dell'Assessore citato prima, al seguente indirizzo: https://www.aserramanna.it/2010/06/condivisione-di….
    Non credo che la penuria di trasporti sia un problema risolvibile a livello provinciale ma è indubbio che la priorità, a tutti i livelli di Governo, dovrebbe essere quella di potenziare i trasporti pubblici.

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  7. Egregio Sig. Mura la ringrazio per la sua risposta. Sicuramente lei non era conoscenza del Piano Provinciale dei Trasporti, come del resto io visto che sono stato trasferito alla Provincia del Medio Campidano il 15 aprile 2010, in quanto è stato approvato con Delibera di Giunta Provinciale n. 46 del 1 aprile 2010 ma era stato presentato in pompa magna dall'Assessore Piano, il 21 luglio 2008, perciò quasi due anni prima dell'approvazione in Giunta. Mi preme ricordarLe che in materia di trasporti la Provincia è competente in attuazione del Decreto Legislativo 422/97 "Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale", a norma del comma 4 dell'articolo 4 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 e dalla L.R 21/2005 "Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale".
    Mi fa piacere segnarLe il link all'articolo di stampa della Nuova Sardegna del 22 luglio 2008 http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampi… che riportava le dichiarazioni dell'Assessore Piano, in modo particolare questa:"Una delle priorità individuate dall’amministrazione provinciale al momento del suo primo insediamento, era proprio la mobilità interna fra i comuni del Medio Campidano"
    Spero che dalle notizie che raccoglierà in questi giorni, avrà un quadro più chiaro della situazione e magari potrà rivolgere un interrogazione consiliare o preparare una mozione con la quale chiederà alla Giunta Provinciale un impegno per la risoluzione non DEL MIO CASO, ma di moltissime persone che vivono in piccoli paesi e hanno difficoltà a raggiungere Sanluri e Villacidro.

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  8. Un saluto a tutti coloro che hanno postato la propria opinione, per dire alcune cose che mi sembra doveroso ricordare, intanto l'attuale normativa non da alcuna competenza alle province in materia di trasporti, o almeno la legge c'e ma ancora la regione non ha comepletato la propcedura.
    Comunque nonostante questo e' noto l'impegno che la provincia mette per fare quanto piu' possibile per cercare di migliorare la situazione della mobilita' nel territorio.
    Fa piacer notare che nell'epoca del social network, si ricorra a questo mezzo per esporre una critica, il colloquio diretto mi avrebbe consentito di spiegare al dipendente provinciale quali sono le competenze dirette della provincia, senza nulla togliere al diritto di critica, resto comunque a disposizione di tutti per ogni approfondimento, come faccio sempre nel limite del possibile. Non voglio entrare in sterili polemiche, sul piano trasporti, ma posso affermare che non si e' cestinato nulla, anzi il lavoro e' in itinere con importanti integrazioni.
    Un saluto a tutti.
    Gianluigi Piano.

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  9. Gentili Silvia e Antonio, uno degli amministratori del sito mi ha informata dell’articolo sul “Trasporto pubblico nell’area del Medio Campidano” , vi ringrazio per aver con i vostri interventi sollevato l’attenzione su un problema molto sentito e sul quale posso dare qualche informazione in più relativamente allo stato attuale del trasporto pubblico nel nostro territorio, all’iter di approvazione del piano provinciale dei trasporti, alle prospettive per il futuro, il mio giudizio su “com’è” e le mie considerazioni su come “dovrebbe essere” garantita la mobilità dei pendolari, siano essi lavoratori, studenti, visitatori o fruitori dei servizi presenti nel nostro territorio.
    La mia prima esperienza col trasporto pubblico nasce frequentando il liceo a soli 32 km dal mio paese: per riuscire ad entrare in orario alle 8.30 dovevo prendere un treno la mattina alle 6.50 per rientrare poi a casa alle 15 quando avevo cinque ore e alle 14 quando erano quattro. Il mio blasonato liceo aveva la fortuna di organizzare le lezioni in doppi turni per cui spezzavo la monotonia della sveglia la mattina alle 6, a settimane alterne col turno pomeridiano..per riuscire ad arrivare a scuola alle 14.30 dovevo correre, prendendo il treno alle 13.10 e rientrando a casa alle 21 per cinque ore di lezione!!! Tutto ciò in condizioni regolari ossia presupponendo puntualità dei trasporti, nessun ritardo, nessuno sciopero..ma la realtà non era proprio questa!!! Non sono trascorsi molti anni da allora, è cambiato qualche orario dei treni, sono più che raddoppiate le tariffe e sono aumentati i disservizi..credo di poter affermare con certezza di non aver mai visto una soppressione delle corse ferroviarie così insostenibile come quella che si è verificata quest’inverno e che ho notizia stia continuando tutt’ora con enorme disagio per tutti i pendolari, lavoratori e studenti!!!
    Io che pensavo di fare grandi sacrifici per raggiungere il capoluogo di regione e la scuola non conoscevo la realtà dei tanti lavoratori che per guadagnarsi da vivere onestamente raggiungendo il posto di lavoro coi mezzi pubblici si alzavano e si alzano alle 5 di mattina, dei tanti che non hanno la possibilità di usufruire dei mezzi pubblici e che sono costretti a viaggiare con la propria vettura, di quanti provengono da paesi molto meno collegati del mio. Viaggiando e confrontandomi ho imparato a conoscere realtà molto diverse e più disagiate : il problema del trasporto pubblico interessa l’intera Regione Sardegna che vede le sue aree montuose penalizzate dalla loro stessa conformazione fisica ma che soffre sostanzialmente di una forte carenza infrastrutturale. Circoscrivendo l’analisi del trasporto pubblico al nostro territorio provinciale si evidenzia la presenza di un forte pendolarismo dai centri minori verso i più popolosi, ma le due principali direttrici lungo le quali si snoda il traffico dei pendolari sono dai nostri paesi verso Cagliari e verso Oristano. Il nostro territorio è attraversato dalla linea ferroviaria, da anni in corso di potenziamento che vedrà completato in tempi brevi il raddoppio della linea nella tratta Cagliari – San Gavino Monreale, alla conclusione dei lavori confidiamo tutti che si riducano sensibilmente i tempi di percorrenza. I comuni che si affacciano sulla linea ferroviaria sono più collegati dei comuni che usufruiscono del trasporto pubblico su gomma, in particolare i disagi più pesanti ad oggi sono subiti dai residenti nei comuni della Marmilla.
    In materia di trasporti i due principali riferimenti normativi da considerare sono la legge Regionale n° 21 del 7 dicembre 2005 “Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale” e la legge regionale 12 giugno 2006/ n° 9 ”Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali” necessario richiamo per individuare il principale soggetto che abbia reale competenza in materia di trasporti.
    Come consigliera provinciale sono una componente della IV Commissione consiliare permanente, fra le cui aree tematiche assegnate comprende viabilità e trasporti, e pertanto sin dal suo insediamento l’attenzione di detta commissione si è rivolta all’analisi del citato Piano Provinciale dei Trasporti, elaborato nella precedente consiliatura, il quale attualmente non ha ancora concluso il suo iter di approvazione, deve essere completato nella parte relativa agli scuolabus ed al piano dei trasporti per i diversamente abili. Il piano consta di due parti, la prima relativa all’analisi della domanda di trasporti, una precisa analisi del pendolarismo di studenti e lavoratori per ogni tratta che attraversa il nostro territorio sia su strada ferrata che gommata, da e per la nostra provincia, la seconda analizza le singole tratte con le rispettive fermate e gli orari di ogni collegamento così come è ora e così come dovrebbe diventare alla luce di una razionalizzazione del piano regionale dei trasporti. Conformemente alla legge reg. 21/2005, il Piano è elaborato, riporto le parole testuali “sulla base dell’analisi della domanda e dell’offerta di mobilità, delle infrastrutture e dell’assetto socio-economico e territoriale, ed è finalizzato a:
    a) eliminare le sovrapposizioni, i parallelismi e le duplicazioni tra i diversi vettori, salvo espressa deroga stabilita d’intesa con la Regione;
    b) favorire l’integrazione tra le diverse modalità;
    c) individuare le aree a domanda debole e individuare ed attuare la rete dei servizi minimi che rientrino completamente nel bacino di mobilità provinciale;
    d) programmare ed attuare eventuali servizi provinciali aggiuntivi da istituire, previo parere della Regione, per l’accertamento della compatibilità di rete, a totale carico del proprio bilancio e l’invio alla Regione del rendiconto annuale dei contratti di servizio gestiti;
    e) individuare gli interventi sulle infrastrutture per adeguarle alle esigenze del trasporto pubblico locale.”
    In commissione abbiamo da subito osservato che il piano andrebbe integrato con tutti i servizi privati di trasporto esistenti per riuscire ad avere un quadro completo e soprattutto che al di là di tutte le considerazioni che si possono fare sulla necessità di mantenere delle linee, di potenziarne altre attualmente carenti, dei deprecabili disservizi da eliminare, è un fatto gravissimo che manchi una totale informazione integrata dei trasporti: ad oggi non esiste un’informazione precisa su orari e coincidenze dei mezzi pubblici, e per questo abbiamo sollecitato e continueremo a sollecitare un intervento in tal senso nell’interesse dei nostri lavoratori, studenti e di tutti i visitatori e turisti che vogliamo arrivino nel nostro territorio. Un intervento che riteniamo possa realizzarsi anche con poche risorse e tanto coordinamento.
    Fra i vari attori che concorrono all’offerta dei trasporti, il più assente in ogni occasione a cui è stata invitata e Trenitalia.
    L’ultima notizia più aggiornata è che su iniziativa dell’UPS, unione province sarde, tutte le otto province e la Regione Sardegna stipulino un contratto di servizio con Trenitalia, così come previsto per legge, in cui siano individuati gli standard qualitativi minimi e le sanzioni in caso di inadempienze per l’ente affidatario del servizio di trasporto pubblico, pare che la Regione Sardegna ad oggi sia l’unica regione a non avere stipulato questo tipo di contratto.
    Il trasporto pubblico come la gestione dei beni culturali se analizzati da un punto di vista finanziario saranno sempre antieconomici, non riusciranno mai a reggersi sulle proprie gambe, ma l’interesse a tutelare la mobilità e a salvaguardare il nostro patrimonio culturale sono di tale importanza da giustificare l’intervento pubblico in questi settori. Le considerazioni sul trasporto pubblico sono tante e andrebbero approfondite, non dimentichiamo poi il trasporto delle merci,altro fronte su cui ci stiamo impegnando. Il potenziamento del trasporto pubblico è indubbiamente necessario.

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  10. Ps.avendo competenza diretta in materia di pubblica istruzione, la provincia riesce ad intervenire più incisivamente a risolvere il problema del trasporto e della mobilità degli studenti, invitando allo stesso tavolo scuole e arst, con cui si è trovato un accordo. Lo stesso non può dirsi per Trenitalia che non partecipa agli incontri, la cui programmazione non tiene conto delle categorie più deboli o di aree svantaggiate ma solo dei freddi dati numerici del pendolarismo e dei costi per offrire una determinata corsa.

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  11. Ringrazio la consigliera Fadda che ha cercato di dare una risposta seria ad un problema reale, mi dispiace averla tenuta sveglia tutta la notte. Invece ritengo inutile commentare il post dell'Assessore Piano, mi permetta solamente di esprimere il mio disprezzo per la politica come la intende lei. Era una buona occasione per raccontare e spiegare, ai 743 suoi concitandini che nel mese di giugno 2010 le hanno rinnovato la loro fiducia, quali sono i compiti della Provincia in materia di trasporti e cosa ha fatto durante questi 7 anni visto che anche nella precedente consiliatura Lei era l'assessore ai Trasporti. La mia battaglia non terminerà qui, anche se da questo momento non scriverò più su questo forum, ringrazio gli amministratori del sito che mi hanno permesso di non fare sterili polemiche ma di portare alla ribalta un GRAVE problema, ricordando che i trasporti insieme alle infrastrutture sono un segno di civiltà, e purtroppo il MEDIO CAMPIDANO non può ritenersi tale. Sicuramente chi ha letto questa pagina si è fatto una propria idea che potrà esprimere liberamente alle prossime tornate elettorali.

    Vorrei ricordare, infine, all'Assessore Piano che ad un colloquio privato sono disponibile solo ed unicamente per esprimergli la mia opinione personale sul suo conto, anche se da persona intelligente qual'è, sicuramente non ce ne sarà bisogno.

    Mi permetto in conclusione di ringraziare i miei colleghi d'ufficio, che mi hanno dimostrato solidarietà ed affetto in questi giorni, e che insieme alla gioia di vivere con la persona che amo, sono le uniche cose positive di questi 15 mesi trascorsi in Sardegna.

    Un saluto a tutti

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  12. Ritengo doveroso un intervento a questo punto della discussione, per ringraziare chi e’ intervenuto a portare il proprio contributo, i consiglieri e l’assessore provinciale per le loro considerazioni e per ribadire alcuni punti essenziali:
    La richiesta formulata con il mio primo intervento era e rimane quella di un maggiore coinvolgimento e interesse da parte delle amministrazioni locali al riordino e potenziamento del trasporto pubblico, soprattutto per dare la possibilità a tutti i cittadini, residenti o meno nella provincia, di raggiungere nel modo più comodo e veloce possibile i capoluoghi del medio campidano, in particolare Sanluri in cui hanno sede gli uffici periferici della pubblica amministrazione.
    La richiesta è rivolta in modo particolare all’Amministrazione Provinciale, che ha sicuramente delle competenze, attribuite dalla normativa vigente, ed enunciate nel citato Piano dei Trasporti, alla quale comunque si richiede che lo stesso impegno profuso in occasione dell’organizzazione dei trasporti per gli studenti, sia speso per trovare delle soluzioni adeguate per i lavoratori fuori sede, per gli utenti dei servizi sanitari e degli svariarti uffici amministrativi che hanno sede nel capoluogo, ed anche per i turisti che volessero visitarne il territorio.
    Non ci sono intenti polemici, ma bensì una richiesta, secondo me lecita, di poter fruire di servizi di trasporto adeguati ad un vivere civile. Ricordare i disagi del passato e meditare sul fatto che ci sono state e ci sono persone più disagiate non credo sia costruttivo, penso anzi che sia più opportuno guardare alle situazioni in cui i servizi sono eccellenti e da questi prendere esempio.
    Poco o nulla rileva il fatto che Trenitalia non si presenti quando viene invitata, perché il problema fondamentale (se non si vuol pensare a dei collegamenti diretti Serramanna-Sanluri), è costituito dalle mancate coincidenze degli autobus ARST con gli arrivi e partenze dei treni: dati per scontati gli orari dei treni, che sono pubblici e visibili, si faccia in modo che gli autobus, regionali o provinciali o comunali o di ditte private, arrivino alla stazione di San Gavino all’ora in cui i treni partono e che quando i treni arrivano alla stazione di San Gavino ci sia nel piazzale un autobus per Sanluri che può tranquillamente essere un mini-bus, un “pollicino”, almeno finché non si riesca a promuovere meglio il trasporto pubblico.
    Invito poi l’assessore Piano a rendere note a tutti le integrazioni al piano trasporti di cui parla e mi permetto di far notare che la condivisione di informazioni, riflessioni e proposte, anche in un social network, lungi da poter essere considerato sterile polemica, è semplicemente fondamentale per quella che si chiama partecipazione democratica alla vita pubblica

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    1. Silvia , anche in questo ultimo commento mi trovi pienamenre d'accordo, sopratutto nel fatto che le polemiche o le riflessioni devono essere sempre considerate costruttive , se no non andiamo avanti. Grazie per aver posto il problema.

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  13. Scusate l’intromissione, ma davvero sento il bisogno di intervenire a titolo personale in questa discussione che partendo da presupposti legittimi e condivisibili (un trasporto pubblico garantito sarebbe ottimale) pecca già da subito in diverse valutazioni (è chiaro che il trasporto pubblico di una “grande città tentacolare e brulicante di persone” non sarà mai paragonabile a quello di una provincia a scarsissima densità come la nostra). Detto questo però, mi sembra che si sia passati in maniera un po’ troppo disinvolta agli attacchi personali fine a se stessi. Senza entrare nel merito delle competenze e dei Piani per il trasporto, che peraltro la Consigliera Fadda ha già spiegato con estrema dovizia, ritengo doveroso difendere l’operato di chi lavora strenuamente per migliorare questo territorio. Al di la di ogni personalismo non credo che ci si possa arrogare il diritto di giudicare in maniera così lapidaria l’operato degli altri. Per chi ha a che fare con l’Assessore Piano a vario titolo sa che “la politica come la intende lui” è fatta non solo di progetti per le scuole, lavori di ristrutturazione e rifacimento di strade e edifici ereditati in pessime condizioni(Vi invito a vedere la sua pagina fb), ma di onestà morale e intellettuale, sa che il trasporto e l’assistenza specialistica, ad esempio, servizi offerti ai ragazzi diversamente abili che frequentano le scuole superiori non sono un freddo calcolo numerico, ma un incontro reale con quei bambini e le loro famiglie che l’Assessore fa personalmente. Il fatto che tu, Antonio, disprezzi la politica come la intende lui fa capire tanto della situazione politica attuale, fatta di chiacchieroni e impostori, e non pensare neanche per un momento che tu possa dare a lui o ad altri l’occasione per dimostrare qualcosa. I numeri ci dicono che questa provincia ha una densità bassissima , che il trasporto pubblico è ridotto all’osso, che per andare da Serramanna a Sanluri devi saper guidare l’auto, che per far arrivare tuo figlio a scuola quando non passa il treno devi chiedere un’ora di permesso al lavoro, ecc. Ma accusare il politico di turno perché qualcosa non è perfettamente funzionale a noi mi sembra profondamente scorretto. Una cosa che non dovremmo mai perdere di vista è la correttezza verso gli altri, che ci siano o no simpatici. E, Antonio, se è vero come è vero che in estate non c’è uno straccio di pullman per arrivare al lavoro, è vero anche che c’è la possibilità di arrivare al lavoro in altri modo. Le grandi città offrono tanto in termini di infrastrutture e servizi, ma nei piccoli centri va ancora di moda la collaborazione e la solidarietà indispensabili per ovviare ai limiti. Quelli degli altri e anche i nostri.

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  14. Come annunciato nel mio primo post del 15 luglio è pronta la petizione per raccogliere firme, da inviare per le proprie competenze, agli assessori ai Trasporti della RAS e della Provincia del Medio Campidano, alle Direzioni Regionali dell'ARST e delle Ferrovie dello Stato, per chiedere un servizio di trasporto pubblico decente e degno di una provincia europea.

    Vi chiedo di sostenere questa battaglia, non solo personale ma di una intera comunità, firmando la petizione online al seguente link: http://www.petizionionline.it/petizione/petizione
    Infine ringrazio le persone che hanno già firmato dimostrando la loro sensibilità verso questo problema.

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