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Calcinacci sull’altare

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Intervento d’urgenza dei vigili del fuoco: spostate le funzioni

 

Transennata la navata della chiesa di S. Leonardo

Due anni fa i lavori di restauro sulla chiesa. Ma la cupola era stata esclusa dall’intervento di risanamento. Chiusa ai fedeli quasi metà della navata. Il sindaco: pochi fondi.

Piovono calcinacci all’interno della chiesa parrocchiale di San Leonardo, e i vigili del fuoco ne chiudono quasi metà. Il risultato è che le messe saranno celebrate dal parroco lontano dall’altare, davanti ai fedeli rimandati indietro di una decina di metri, verso il portone d’ingresso. La situazione, preoccupante, dell’edificio religioso è stata certificata ieri mattina dal nastro bianco e rosso sistemato fra i banchi da due squadre del pronto intervento del 115, intervenute dopo l’allerta lanciato dal parroco di San Leonardo don Giuseppe Pes.

IL PARROCO «Sono preoccupato: dalla cupola cadono dei pezzi di calcinacci», il commento del sacerdote, ieri mattina, ha chiuso le due ore abbondanti di lavoro dei vigili del fuoco di Sanluri che, per scongiurare pericoli, hanno interdetto l’area ai piedi dell’altare maggiore, proprio sotto la volta della cupola interessata qualche anno fa dallo stesso fenomeno e sotto la quale da allora era stata sistemata una robusta rete metallica sorretta da cavi d’acciaio. A protezione dell’eventuale caduta di calcinacci.

I TECNICI L’intervento, ieri, dei vigili del fuoco guidati dall’esperto ingegnere Antonio Nurchi e dal caposquadra Natalino Pitzus, è iniziato di buon mattino. «L’ho avvisati io, nei giorni scorsi ho notato che altri pezzi di calcinacci si sono staccati e sono finiti sulla rete di protezione», spiega don Pes, che non nasconde il disappunto per «la situazione di disagio». Le verifiche minuziose dei vigili del fuoco (che con una enorme autoscale hanno ispezionato anche la parte esterna della splendida cupola) hanno individuato nei lucernai e nelle finestre i punti critici, e nelle infiltrazioni d’acqua le cause. I pezzi di intonaco che piovono da un’altezza di oltre dieci metri possono diventare potenzialmente molto pericolosi. Banchi spostati e nastro bianco e rosso per delimitare l’area interdetta.

SINDACO «È la misura inevitabile per garantire al sicurezza», commenta il sindaco di Serramanna Sandro Marongiu che già oggi conta di «interessare un tecnico che possa definire con precisione gli interventi necessari». Il primo passo, questo, del piano di salvataggio del «principale monumento di Serramanna». «Occorre poi trovare i soldi», continua il primo cittadino che esclude disponibilità di risorse in bilancio.

«Le difficoltà maggiori stanno nell’arrivare lassù, al punto critico, ma la situazione non può durare a lungo, va risolta», assicura Marongiu che ricorda «l’attenzione dedicata alla chiesa di San Leonardo con due interventi, un paio d’anni fa, alla struttura esterna della parrocchiale e al campanile da cui però furono esclusi interventi strutturali alla cupola».

Ignazio Pillosu

Unione Sarda, 05/01/2012

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Commenti (13)

  1. Strano che capitino queste cose. Bisogna capire il perché il comune di Serramanna non si è attivato per presentare entro i termini istanza per avere i fondi necessari per queste opere. Pensate che Masullas e altre cittadine della Sardegna hanno presentato domanda e sono state accolte! Come al solito al Comune di Serramanna c'è molto pressapochismo, menefreghismo oltre a poca capacità. Forse è il caso che qualcuno continui a dirigere il traffico almeno in una cosa si eccelle!

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  2. chiedete i fondi allo IOR. Qualcosina nel salvadanaio dovrebbero averla.

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  3. Scusate ma la chiesa non è di proprietà del Vaticano? Chiedo proprio per ignoranza, nessuna provocazione …. il comune che potere o competenza può avere su un edificio che appartiene ad altro ente? (Sempre se, come immagino, la proprietà sia del Vaticano).

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  4. I lavori di risanamento della cupola potevano essere stati previsti nel lontano 1995, quando la cupola fu rivestita come è attualmente. Rifare i lavori oggi è possibile ma i costi salirebbero a dismisura. La proprietà dell'immobile è quasi sicuramente sotto tutela della Curia (leggi Vaticano & C.): il comune si è sempre occupato di dare decoro alle parti adiacenti, ma non saprei a che titolo potrebbe o dovrebbe porvi soldi di tasca propria.

    @ Nicola: non saprei se è stato fatto un bando e/o domanda per contributi.

    @ Samuele: qualcosa lo I.O.R. dovrebbe averla ancora in tasca.

    @ Cinzia C.: ho i tuoi stessi dubbi sulla competenza dei lavori straordinari e sulla proprietà.

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  5. @ Alessandro

    Si c'è stato il bando PUBBLICO basta vedere il sito della regione e le normative "Contributi agli enti locali per interventi di restauro di beni culturali di rilevante interesse artistico, storico, archeologico ed etno-antropologico della Sardegna", previsti dalla legge regionale 14/2006.

    Bisognerà capire perché Serramanna anziché presentare domanda pensava a far innaffiare i fiori dal vicesindaco o a far curare le piante a mò di bonsai. Vabbé il nostro comune si sa è sempre stato attendo al Verde, infatti la pineta è rimasta per anni senza prato.. qualcosa è cambiato solo di recente, aria di elezione?
    E' vero il bene è della chiesa però è una delle pochissime strutture di interesse artistico-culturale del paese!
    Il discorso è come mai il comune di Serramanna non ha presentato istanza per questo bando che riguarda beni di interesse culturale del paese? Tra l'altro i comuni hanno il BURAS per verificare queste notizie. Bisognerà indagare nel prossimo consiglio. Paura del fatto che i lavori potessero essere fatti male, qualcosa puzza..
    P.s. I nostri vicini di casa del Comune di Villasor hanno presentato domanda ed è stata accolta

    Non è la prima volta che il nostro comune per negligenza perde i treni dei contributi regionali, nazionali ed europei.. forse è il caso che si mediti su un gruppo maggiormente preparato e giovane

    Ecco qualche link http://www.regione.sardegna.it/j/v/34?s=183219&v=http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_201http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=184346&v=http://www.regione.sardegna.it/j/v/24?s=184878&v=

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  6. Grazie Nicola per le info.
    Concordo con il fatto che se c'è possibilità di partecipare ad un bando di gara è sempre meglio che stare a guardare gli altri!
    Sì, Villasor è decisamente più ferrata nel chiedere contributi per manifestazioni, restauri, nuove opere, etc.; tornando in argomento, ora che si fa per rimediare all'accaduto? Si lascerà la cupola alla mercè del tempo e dell'incuria? Io ieri ci sono entrato personalmente ed ho dato un'occhiata: penso siano dai finestroni laterali che qualche calcinaccio si sia staccato… visto anche la presenza di macchie scure dovute all'umidità.
    Ho sentito anche alcuni anziani che dialogavano nel sagrato che parlavano di colletta "po is arrangiusu". Che ne pensate cittadini di Serramanna?
    Saluti e buona serata.

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  7. Colletta? Non bastano le innumerevoli agevolazioni fiscali? L'8*1000? L'esenzione dalla prossima IMU e dalla precedente ICI? Le "offerte" per le prestazioni (messe, matrimoni, funerali battesimi e compagnia bella) senza fatture? Pure una colletta ora? Fate pure, io preferisco finanziare la ricerca sul cancro.

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  8. Samuele, guarda che quello che ho scritto sopra non è da considerare come imposizione! Leggi bene quel che scrivo. Lo spirito goliardico di questi anziani era senza dubbio come disapprovazione, in quanto anche io non troverei giusto porre mano al portafogli per finanziare qualcosa come un restauro, anche se necessario. Penso che il 46% di trattenute sulla busta paga bastino ed avanzino. Se poi ci aggiungi mutuo in corso, finanziamenti, etc., allora il gioco è fatto! Non servono altre parole.

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  9. 😉 Tranquillo Alessandro, il mio è un commento non diretto a te ma all'idea della colletta 😉 contribuiamo abbastanza controvoglia a finanziare la Chiesa senza scollettare anche in queste occasioni. Ciò non toglie che chi se la sente è libero di finanziare qualsiasi cosa 😉

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  10. …Tra i parroci è stata raggiunta un'intesa: tutti i fondi destinati a un solo edificio, quello che ha maggiore necessità di interventi di riparazione….

    Edizione di sabato 23 ottobre 2010 – Provincia Medio Camp (Pagina 33)

    SERRAMANNA. Una quota della Bucalossi sarà destinata al restauro della copertura

    Alla chiesa i soldi delle licenze edilizie

    Accordo parroci-Comune per riparare il tetto di Sant'Ignazio

    Tra i parroci è stata raggiunta un'intesa: tutti i fondi destinati a un solo edificio, quello che ha maggiore necessità di interventi di riparazione

    I fondi dell'ex Bucalossi per riparare il tetto della parrocchia di Sant'Ignazio danneggiato dal vento. La significativa decisione, a Serramanna, è stata presa dal consiglio comunale che ha deliberato di destinare interamente i fondi della legge 10, la ex legge cosiddetta Bucalossi sugli oneri di urbanizzazione versati dai cittadini per le concessioni edilizie, alla seconda parrocchia del paese che qualche tempo fa ha avuto la copertura in tegole danneggiata da una tempesta di vento e acqua.

    ACCORDO «Abbiamo deciso, dietro accordo con i parroci delle due parrocchie di Serramanna di destinare per questa annualità tutti i fondi della legge 10 alla chiesa di Sant'Ignazio», spiega l'assessore ai Lavori pubblici Valter Mancosu. Soddisfazione in Comune per l'accordo raggiunto tra don Giuseppe Pes, parroco da due anni della chiesa di San Leonardo, e don Bruno Pittau: il sacerdote originario di Samassi alla guida della seconda parrocchia del paese, Sant'Ignazio.

    DIVISIONE La cifra, poco più di 8 mila euro, non è di quelle eccezionali ma se divisa fra le due parrocchie, come è stato in passato, avrebbe consentito solo interventi minori, di manutenzione più che altro. «La decisione sulla suddivisione della somma della legge 10 l'abbiamo sempre lasciata ai parroci», commenta ancora Valter Mancosu, «ma quest'anno don Bruno ha chiesto con una lettera al suo omologo di San Leonardo, don Giuseppe, di lasciare l'intera cifra per la sua parrocchia e non abbiamo accettato di buon grado».

    Il tetto in tegole della copertura in legno lamellare che contraddistingue la bella chiesa dedicata a Sant'Ignazio nel rione di Campu sa lua, urgeva di un intervento per la eliminare gli inconvenienti causati dal maltempo. Don Bruno Pittau integrerà i fondi dell'ex Bucalossi con quelli della parrocchia.

    IGNAZIO PILLOSU

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  11. Dare con una mano e prendere con l'altra….

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  12. Dal Foglio Parrocchiale n°5 2012:

    ESEGUITI I LAVORI PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA PARROCCHIA:

    (dalla relazione del tecnico)

    Dopo aver completamente rimosso tutti gli intonaci degradati […] è stata predisposta sotto il primo arco una robusta rete in pvc, opportunamente ancorata, per contenere eventuali ulteriori piccole cadute di intonaci. L'esecuzione di queste opere garantisce la piena sicurezza per tutti i fedeli che frequentano la chiesa.

    Pertanto autorizzo il Parroco a rimuovere le barriere delimitanti la zona interessata dalle precedenti cadute di intonaco ed a permettere l'accesso a tutti i fedeli nell'intera chiesa, essendo stati eliminati tutti i pericoli per la loro incolumità.

    In Fede,

    Dr. Ing. Raffaele Cossu – 27/01/2012

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