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Crisi, assediati porti e Comuni: marcia su Cagliari per l’Alcoa

di admin Letto 2.070 volte0

Si è spostata nei porti del Nord Sardegna (Isola Bianca di Olbia e nello scalo industriale Cocciani) e di Oristano, la protesta degli Artigiani liberi, degli autotrasportatori e del Movimento pastori sardi, che con camion e bandiere da questa mattina presidiano, sinora senza creare disagi, i due scali olbiesi. A Cagliari si svolge invece la marcia a sostegno della vertenza Alcoa. Sono stati istituiti nuovi blocchi stradali sulla 130 e sulla 131 e 6 Comuni sono stati occupati.

Mentre i porti del Nord Sardegna sono tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine e nuovi presidi rallentano il traffico lungo la strada statale 130 e 131, a Cagliari si registrano disagi per il corteo dei lavoratori dell’Alcoa che, insieme ai sindaci del Sulcis iglesiente, i sindacati ed i lavoratori delle aziende Alcoa, ex-Ila, Eurallumina, ed ex Rockwool, manifestano la propria rabbia per la chiusura dello stabilimento di alluminio.

Accompagnati da studenti e pescatori gridano slogan contro la multinazionale statunitense e si fermano ogni tanto per battere i propri caschetti sull’asfalto per poi rincorrere la testa del corteo. I sindacati di categoria hanno rimarcato, dopo la riunione di ieri sulla Vertenza Sulcis con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che servono interventi strutturali per risolvere i problemi che Alcoa ha denunciato come nodi che la prosecuzione della produzione. “Non servono soluzioni tampone o un pastrocchio – ha detto Franco Bardi, della Fiom-Cgil – ma misure strutturali come quella che riguarda l’energia. Il Governo dal canto suo deve impegnarsi a mantenere lo stabilimento in marcia”.

Secondo Rino Barca della Cisl “serve una soluzione a lungo termine che preveda anche la stipula di un contratto bilaterale con l’Enel per la fornitura bilaterale con l’Enel come fanno in altri Paesi europei. Altrimenti le ragioni di Alcoa sono tutte giustificate e lo stesso problema si verificherà anche con altre aziende che volessero rilevare lo stabilimento”. Infine Daniela Piras della Uil ha accennato al fatto che “i tempi dello stabilimento non sono quelli della politica e si deve far presto”.

I sindaci, dal canto loro, chiedono alla politica “maggiore attenzione per l’area del sud Sardegna dove la situazione è drammatica ed esplosiva”. Al corteo partecipa anche una rappresentanza del Popolo delle partite Iva che ieri ed oggi manifestano contro la crisi e contro quelle che definiscono vessazioni del fisco e di Equitalia. Lo fanno occupando gli scali portuali di Olbia e Oristano e continuando a istituire blocchi sulle strade. Altro “fronte caldo” è quello dei Comuni. Ieri, infatti, a Tramatza pastori e artigiani sardi, oltre alla volontà di bloccare i porti di Olbia e Golfo Aranci, hanno manifestato l’ipotesi di occupare sino a 200 Comuni. Ieri si è iniziato dal Municipio di Siliqua e i movimenti questa mattina hanno occupato anche i municipi di Teulada, Ollolai, Oliena, Nulvi e Ittiri. Ancora presidi nei porti di Olbia e Golfo Aranci: molti manifestanti stanno confluendo nei due scali galluresi e nelle prossime ore potrebbe incrementarsi l’azione di protesta.

Via | L’Unione Sarda

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