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Tasse sui rifiuti: rimborso dell’IVA, si può richiedere?

di admin Letto 6.617 volte5

Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto un’email da parte di un nostro lettore, Efisio Saba, per quanto riguarda la possibilità di richiedere il rimborso dell’iva sulle tasse dei rifiuti.

Ci scrive:
Nel nostro comune si può applicare la sentenza che da adito alla richiesta di rimborso?
Perché se così fosse, bisognerebbe darne ampia diffusione.
Scade il 30 marzo.
 
Ci è stata inoltrata anche un’email del Prof. Ennio Maccari, Presidente Nazionale A N T A:

La Cassazione ha finalmente stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani è di fatto una tassa e non una tariffa: di conseguenza è stata applicata l’IVA su un importo a cui non andava applicata in quanto “tassa”. Pertanto, tutti gli utenti, hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi. Inoltre, visitando il sito di “federconsumatori” si evince che chi chiede il rimborso, che come al solito arriverà molto lentamente, bloccherà di fatto l’IVA sulle fatture prossime. Chi non lo farà continuerà a pagare tutto come prima perché, come al solito in Italia, non tutti conoscono i propri diritti. Spargete la voce, copiate ed incollate, grazie.

Cari saluti,
Prof. Ennio Maccari
Presidente Nazionale A N T A
 
Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura di questo articolo (clicca per aprire il link), dove si legge:

 

 

 

Fino alle ore 10 del prossimo 30 marzo chi vuole richiedere il rimborso può procurarsi il modulo IRT (istanza di rimborso) da inviare al gestore del servizio pubblico che ha applicato la tariffa e addebitato l’Iva e solo nel caso in cui la tariffa sia stata applicata direttamente dal Comune, l’istanza dovrà essere presentata a quest’ultimo.
 
 
Il modulo IRT si può richiedere via mail a [email protected], oppure è possibile scaricarlo direttamente all’indirizzo www.contribuenti.it, dove è disponibile l’ultima versione del modulo IRT, con gli aggiornamenti introdotti dalla sentenza della Corte di Cassazione: sono stati inseriti i nuovi quadri PF per le persone fisiche, SC per le società di capitale, SP per le società di persone e ENC per gli enti commerciali.
 

 

 
Per tutti, inoltre, è stato previsto il campo IO, “indebito oggettivo”, dove inserire l’importo annuale dell’Iva pagata, da richiedere a rimborso, per la quale non sussiste il requisito oggettivo impositivo (art. 2033 c.c.) perché si tratta di un tributo e non di una tariffa. Tra privati e aziende, secondo la stima dell’Associazioni contribuenti italiani, i rimborsi dovrebbero arrivare fino a 300 milioni all’anno. Per le famiglie il rimborso medio è di 520 euro, mentre per le imprese si superano i 4mila e 200 euro.
 

 

 
In buona sostanza, se il Comune ha aderito alla Tia1 il rimborso è certo. Nel caso in cui avesse optato per la Tia2, potrebbe esserci qualche intoppo. Se il gestore dovesse rifiutarsi di rimborsare, comunque, si potrà citarlo in giudizio. Il rimborso come sancito dalla Corte dovrà essere erogato entro 60 giorni dal ricevimento della istanza di rimborso, in un’unica soluzione. Il termine per presentare l’istanza dovrebbe essere quello di dieci anni dal pagamento, trattandosi di un indebito oggettivo.
 

 

Documenti:

**********************************

Aggiornamento:

Su questo argomento, ben ampiamente chiarito da Cosimo Sale, si può aggiungere, per maggiore informazione:

Le opzioni che i Comuni hanno per contribuire a pagare il servizio di raccolta differenziata sono:
1. la TARSU (nota anche come TASSA RSU) – DLgs. 507/93;
2. la TIA (nota anche come TARIFFA) – DLgs. 22/97;
3. la RES (Rifiuti e Servizi) DL. 201/2011, da gennaio 2013.

Il Comune di Serramanna, come gran parte dei Comuni, applica la TARSU, tassa rifiuti solidi urbani che non è altro che il risultato della moltiplicazione delle superficie in mq della abitazione per un importo determinato annualmente dal Comune (a Serramanna € 1,69). A questo prodotto sono assoggettati ancora un 10% a titolo di “addizionale ex eca” ed un ulteriore 5% di “addizionale provinciale”. Non sono quindi addebitati al Cittadino oneri aggiuntivi, tanto meno IVA, non applicabile ad una tassa quale la TARSU.

Il caso in specie (questo dei rimborsi IVA) è scaturito probabilmente dalla applicazione della TIA, richiesto come corrispettivo per l’effettuazione del servizio dal gestore del servizio, essendo la tariffa stessa destinata a coprire la totalità della spesa RSU conseguente alla effettuazione del servizio.

L’Ufficio Tributi del Comune è comunque disponibile, se necessario, a fornire ulteriori e, sicuramente più esaudienti della mia, risposte in merito.

Saluti!
Alessandro Marongiu

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Commenti (5)

  1. Caccia ai fantasmi.

    Leggo, rimango perplesso, e cerco di dare un aiuto a tutti i cittadini.

    Essendo questo il mio mestiere, come chi mi conosce saprà, farò luce su questa annosa questione.

    Vi darò la risposta chiara e semplice solo alla fine del commento, così leggete tutto quello che c'è prima, ehehehhehe!!!

    Innanzitutto è doveroso dire che a mio parere questo è terrorismo mediatico, finalizzato al rastrellamento di soldi per tesseramenti da parte delle associazioni di consumatori dalle sigle più fantasiose.

    Perchè terrorismo mediatico?

    Vi do qualche numero: nel 2008 (quindi quattro anni fa, ritengo che buona parte dei comuni sia tornata sui propri passi) i comuni in tutta Italia che adottavano la TIA erano SOLO il 13,07%.

    E già vedete che è una percentuale risibile. La percentuale passa da risibile a ridicola se si fa una doverosa considerazione, che i pappaquotesociali non fanno: di questi 13,07% non è detto che tutti abbiano sbagliato con l'IVA. Verosimilmente, stando larghi e prendendo i miei colleghi per pazzi furiosi, al massimo un terzo di questi ha sbagliato con l'IVA, a voler essere buoni.

    Ed ecco che il 13,07% diventa già un ridicolo 4% di comuni che dovrebbero rimborsare.

    Ora io vi dico: da come vi è stata presentata la cosa in questi DIECI ANNI (sì, perchè è una decina d'anni che vanno avanti con questa storia), vi fanno in qualche modo capire che si tratta di numeri del genere? A me, per come la cucinano, fanno capire il concetto "siete stati tutti fregati, assaltate i Comuni con i forconi". Scorrettezze per rastrellare tesserati, non vedo altre spiegazioni, potevano essere corretti e dire "in qualche raro caso in ITalia qualcuno ha sbagliato con l'IVA, informatevi ed eventualmente chiedete come procedere".

    Ora sono sicuro che voi mi stiate capendo perchè i lettori di questo sito sono mediamente colti e/o aperti alla comprensione.

    Ma al vecchietto di novant'anni che va all'ufficio tributi con la fotocopia di queste fesserie, glielo spiegate voi che non è così, che sono casi rari eccetera? Quello, se va bene, dopo 45 minuti di proteste se ne va ANCORA CONVINTO CHE LO STIATE FREGANDO.

    Vi sembra corretto fare queste cose? A me sembra la storia del vaccino per la suina dove ci passavano il messaggio "moriremo tutti!!!".

    Chiudiamo con il dato della Sardegna: nel 2008, quindi sempre quattro anni fa, la percentuale dei Comuni che applicava la TIA era il 2,39%. Chiaramente di questi ci sarà stato qualcuno che ha fatto le cose giuste con l'IVA, no? E quindi ammettiamo una percentuale di errore dello 0,8%: dico ZERO VIRGOLA OTTO.

    Quindi signori, internet è bella, ma fate sempre la tara a quello che ci leggete!

    E comunque no, a Serramanna non siamo interessati da questo caso, quindi state tranquilli e (poco) felici. Il nostro problema non è l'IVA ma, ricordo a tutti, le discariche abusive che TUTTI contribuiamo a ripulire con un aggravio SALATO della nostra tassa.

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  2. In sostanza, noi di Serramanna non abbiamo pagato l'IVA. Ho capito bene? Controllando le ricevute di pagamento, questo non viene evidenziato. Tutto il resto… risulta incomprensibile ai più.

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  3. Esatto, niente IVA. Chi l'ha pagata è una sparuta minoranza in Italia e ancor di più in Sardegna.

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    1. Grazie Cosimo Sale,
      io non ci avevo capito molto e, anche cercando di informarmi, non ero venuta a capo di niente.

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  4. Su questo argomento, ben ampiamente chiarito da Cosimo Sale, si può aggiungere, per maggiore informazione:
    Le opzioni che i Comuni hanno per contribuire a pagare il servizio di raccolta differenziata sono:
    1. la TARSU (nota anche come TASSA RSU) – DLgs. 507/93;
    2. la TIA (nota anche come TARIFFA) – DLgs. 22/97;
    3. la RES (Rifiuti e Servizi) DL. 201/2011, da gennaio 2013.
    Il Comune di Serramanna, come gran parte dei Comuni, applica la TARSU, tassa rifiuti solidi urbani che non è altro che il risultato della moltiplicazione delle superficie in mq della abitazione per un importo determinato annualmente dal Comune (a Serramanna € 1,69). A questo prodotto sono assoggettati ancora un 10% a titolo di "addizionale ex eca" ed un ulteriore 5% di "addizionale provinciale". Non sono quindi addebitati al Cittadino oneri aggiuntivi, tanto meno IVA, non applicabile ad una tassa quale la TARSU.
    Il caso in specie (questo dei rimborsi IVA) è scaturito probabilmente dalla applicazione della TIA, richiesto come corrispettivo per l'effettuazione del servizio dal gestore del servizio, essendo la tariffa stessa destinata a coprire la totalità della spesa RSU conseguente alla effettuazione del servizio.
    L'Ufficio Tributi del Comune è comunque disponibile, se necessario, a fornire ulteriori e, sicuramente più esaudienti della mia, risposte in merito.
    Saluti!
    Alessandro Marongiu

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