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Dal Comune via libera a due supermercati: rivolta dei negozianti

di Davide Batzella Letto 4.380 volte4

Prezzo di vendita, quasi mezzo milione di euro: la cifra spaventa gli imprenditori di Serramanna e del territorio e il mercato civico di Serramanna resta del Comune. L’asta per la cessione è andata deserta: è la quinta volta e il risultato non meraviglia gli operatori del settore, accerchiarti dalla crisi e sull’orlo della chiusura.
«Il Comune rilascia licenze per nuovi supermercati e poi pretende di vendere il mercato civico», commenta Lucio Fanti, presidente del Centro commerciale naturale Sa Passillada, una trentina di esercizi fra negozi e laboratori artigiani del centro storico, nato alcuni anni fa per contrastare lo strapotere delle grandi città mercato: «Così ci mettono nella condizione di chiudere», dice rivolto all’amministrazione civica.

La costruzione nella zona di Is Argiddas di due nuovi grossi supermercati (di due importanti catene della distribuzione) suscita opinioni contrastanti. «Ben vengano, in tempi di crisi è giusto cercare la concorrenza e il risparmio», dicono i favorevoli. «Così dovremo chiudere», protestano i molti negozianti del centro cittadino, spaventati dall’apertura dei nuovi ipermercati che andranno ad aggiungersi a quelli esistenti. Messo nel conto il mercato settimanale di viale XXV Aprile (con decine di posteggi commerciali per frutta e verdura, pesci, abbigliamento, calzature) frequentato nel fine settimana da centinaia di clienti, il quadro infausto della concorrenza per il tessuto commerciale fatto di piccoli negozi di quartiere è fatto.

Passinpiù, storico negozio di calzature, ha da poco chiuso i battenti. «È il segnale che la situazione è gravissima: si tratta di gente che operava nel settore da decenni», spiega Lucio Fanti. In centro, fra via Roma e via Serra, l’anello di vie del commercio per eccellenza di Serramanna, l’aria sta diventando irrespirabile.

Giorgia Mascia, titolare di una gelateria artigianale nella centrale via Roma che fa della qualità e del servizio familiare il punto di forza, sembra impersonare le difficoltà. «Io chiuderò, sarò ben felice di togliermi da questo sistema incapace di considerare che dietro ogni attività che chiude c’è una famiglia che avrà enormi difficoltà e diminuirà i servizi in un paese che piano piano sta morendo. Non esiste la capacità politica di vedere la globalità dei problemi che ha il paese, tutti collegati tra loro».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 4/04/2012

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Commenti (4)

  1. Concordo pienamente con l'ultima frase di Giorgia.

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  2. «Ben vengano, in tempi di crisi è giusto cercare la concorrenza e il risparmio»
    siamo sicuri che la grande distribuzione sia fonte di risparmio per il paese? io penso di no, credo invece che sia fonte di impoverimento in termini di occupazione e di investimenti dei profitti che vengono generati dal commercio

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  3. Tralasciando la mancata vendita all'asta del mercato civico, vorrei analizzare i due aspetti circa la realizzazione di un nuovo discount e il termine dei lavori del primo. Il paradosso è che, da una prima analisi, l'apertura di un centro commerciale o un discount, porta sicuramente a tagliare fuori i "vecchi" negozi in centro, portandoli alla lunga alla chiusura. L'altro aspetto è che delle volte per trovare prodotti a basso prezzo, la clientela "vaga" per i paesi del circondario (Villasor-Samassi-Sanluri), rientrando in paese con le buste della spesa piene. Perciò bisogna vedere se l'apertura di questi discount porta alla lunga vantaggi o svantaggi! A voi i giudizi.

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  4. Immagino le indagini di mercato che sono state fatte a supporto dell'apertura dei due nuovi supermercati. Avremo 4 nuovi supermercati per circa 9.500 abitanti, per lo più tutti vicini l'un l'altro, anziché valorizzare il mercato civico e dare finalmente dei servizi ad oggi inesistenti alla zona campu sa lua costruita oramai 30 anni fa. Permetteranno di assummere una decina di ragazzi del paese che dovranno andare ad elemosinare il posto di lavoro a chissà chi che darà loro poco meno di 1.000 €uro ed i week end liberi saranno un sogno. Oltrettutto la loro apertura ai margini del paese contribuisce allo spopolamento delle vie del centro dove vi sono la maggior parte dei negozianti del ns. paese.

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