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Alessio Medda, serramannese e cittadino americano

di Davide Batzella Letto 8.267 volte3

di Paolo Casti

Alessio Medda, vive in Georgia, ad Atlanta con la moglie Meredith e il figlio Matteo Alexander.

Fino a Settembre 2011 lavorava per l’United States Army Aeromedical Research Lab, presso la base elicotteristica dell’esercito americano di Fort Rucker . Ha cambiato lavoro, “per quella che penso che sia una posizione a lungo termine” ha detto; ora è professore di ricerca presso la Georgia Tech Research Institute (GTRI), l’istituto di ricerca applicata che fa parte del Georgia Institute of Technology”.

Alessio, raccontami come è iniziata questa tua scelta di vita.

Nel 2001, andai a Braunschweig, in Germania, con l’Erasmus, per completare la tesi di laurea e lì ho conosciuto ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo; ho conosciuto anche quella che poi sarebbe diventata la mia futura moglie, Meredith.

Nel 2002, tornai per il servizio di leva. Meredith venne con me,  stette con la mia famiglia per 2 settimane, durante le quali si innamorò di Serramanna, della Sardegna e della sua gente.

A luglio partii per il servizio militare, e a febbraio 2003, non senza grandi difficoltà, son riuscito a laurearmi in Ingegneria Elettronica.

Dopo la laurea in Ingegneria non avrai faticato a trovare lavoro.

Finito il servizio militare, decisi di prendermi un periodo di riposo; comprai un biglietto per gli Stati Uniti, deciso a passare l’estate con Meredith in Oklahoma. Ne approfittai per cercare lavoro in America, dove si dice “le opportunità non mancano”; durante questa ricerca, ebbi la fortuna di incontrare il mio futuro “advisor”, Victor DeBrunner, che mi offrì l’opportunità di cominciare un dottorato di ricerca e lavorare per lui all’Università dell’Oklaoma!. Ma la strada per il dottorato di ricerca (il cosiddetto Ph.D.) è molto dura, [solo 8% degli americani hanno un Ph.D.] e ancora prima di essere ammessi come candidati al titolo, deve passare un anno e mezzo di corsi ad altissimo livello universitario, e dopo, si sostiene un esame molto duro; solo allora si inizia la ricerca vera e propria. Nel 2009, sono comunque riuscito a portare a termine la mia ricerca e a maggio ho ottenuto il tanto agognato “Ph.D.”!

Quindi sei diventato “Dottore”. Raccontami di te e Meredith

Non è stato facile il percorso. Quando abbiamo deciso di sposarci, è cominciata l’odissea con il servizio di immigrazione Americano. Avevo, allora, solo un visto turistico, valevole 3 mesi, e con Meredith abbiamo iniziato la trafila burocratica a partire dal Fiancee Visa (Visto per Fidanzati), che permette ad uno straniero di immigrare legalmente negli Stati Uniti a patto che si sposi entro 3 mesi.

Ci siamo, quindi, sposati nel Dicembre 2003, ad Oklahoma City, sotto una bufera di ghiaccio e neve, e nell’estate del 2004, siamo venuti a Serramanna, per celebrare il matrimonio cattolico nella chiesa di San Leonardo, con tutta la mia famiglia. L’8 luglio 2008, poi, è arrivato nostro figlio, Matteo Alexander.

Quindi, col matrimonio, sei diventato cittadino americano?

Non proprio. Avevo ottenuto la fatidica Green Card, che permette di lavorare e restare negli Stati Uniti legalmente, ma solo nel 2008, su consiglio di un avvocato, ho fatto regolare domanda di cittadinanza Americana, avendone tutti i diritti. Il 22 luglio del 2008, presso il tribunale federale di Tallahassee mi è stata conferita la cittadinanza americana. Ho comunque mantenuto anche la cittadinanza Italiana.

Felice della tua scelta?

È  stata una scelta molto sofferta. Iniziando una nuova vita, in un paese straniero, capivo che non sarei più potuto tornare indietro; ciò che mi rattristava era, e lo è ancora, stare così lontano dalla mia famiglia, dalla Sardegna e dalle persone care. Penso che l’amore per il proprio paese si capisca solo quando si è lontani.  Solo ora dopo più di 7 anni me ne sto davvero rendendo conto.

Però, qui, ho avuto la possibilità di conoscere ricercatori di tutti i livelli e di massimo prestigio, ho partecipato a molte conferenze, presentando i miei lavori in Università autorevoli come a Stanford in California, ed ho pubblicato la mia ricerca in giornali di livello internazionale, vivendo un’esperienza unica in ambito formativo, professionale e personale, che, altrimenti stando in Italia non sarebbe stato possibile.

Credo che non si debba aver paura di osare, perché solo cosi si possono realizzare i propri sogni.

Ora di cosa ti occupi?

Fino a settembre 2011 lavoravo per l’USAARL (U.S. Army Aeromedical Research Lab) dove facevo l’analista di segnali, in un laboratorio situato all’interno di Fort Rucker, la base elicotterista dell’esercito, e vivevamo a Dothan.

A settembre 2011 ci siamo trasferiti in Georgia perchè ho cambiato lavoro; sono professore di ricerca presso la Georgia Tech Research Institute (GTRI).

 

Alessio Medda (Insegnamento alla Florida State University)
Alessio Medda (Insegnamento alla Florida State University)
Alessio con Meredith e Matteo Alexander (cerimonia di attribuzione del Titolo di Ph.D.)
Alessio con Meredith e Matteo Alexander (cerimonia di attribuzione del Titolo di Ph.D.)
Alessio Medda, Tribunale Federale di Tallahassee (concessione  della cittadinanza americana - 22 luglio del 2008)
Alessio Medda, Tribunale Federale di Tallahassee (concessione della cittadinanza americana – 22 luglio del 2008)
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Commenti (3)

  1. Questo è un ragazzo con la testa sulle spalle e le palle quadrate…Complimenti Alessio!

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  2. complimenti ad alessio ……………….

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  3. ORGOGLIOSA d’avere un Serramannese con la testa veramente sulle spalle ! Bravo Alessio !!!!!!!!!!!

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