Meteo: Serramanna | 20.65 °C

Un’americana a Serramanna / An american in Serramanna

di Davide Batzella Letto 8.788 volte2

di Paolo Casti / By Paolo Casti

(realizzata il 12 giugno 2012 / made June12, 2012)

Italiano

A Serramanna, da Gennaio di quest’anno c’è Cristina Wiersma, una simpatica ragazza americana, arrivata dall’Illinois grazie a Intercultura; prima dell’intervista a Cristina, una piccola introduzione.

Intercultura è un ente morale, nato nel 1955, e dal 1998 beneficia dello status di ONLUS, che promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno quasi 1500 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo in Italia altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo.

INTERCULTURA rappresenta in Italia l’AFS (AFS Intercultural Programs) e l’EFIL (EuropeanFederation for Intercultural Learning), ed inoltre è un Ente accreditato a ricevere il 5 per mille delle imposte.

Ospitare un giovane di un altro Paese significa educare i propri figli e se stessi a convivere con stili di vita, mentalità, culture diverse; significa confrontarsi con qualcuno che ha abitudini differenti dalle proprie, sorprendersi a guardare da una prospettiva diversa ciò che prima poteva apparire strano o addirittura sbagliato. I partecipanti agli scambi sono soprattutto giovani tra i 15 e i 18 anni (ritenuti sufficientemente maturi per affrontare l’esperienza in modo non superficiale, ma non ancora coinvolti in scelte di vita definitive); per accoglierli in un’altra cultura sono state privilegiate le famiglie e le scuole, riconoscendo il loro ruolo di trasmettitori primari di cultura nella società.

Come ti chiami, quanti anni hai? da quale città arrivi?

Mi chiamo Cristina Wiersma, e festeggerò i miei 16 anni qui a Serramanna, il 15 giugno. Sono qui a Serramanna da Gennaio. Arrivo dall’Illinois, precisamente dalla cittadina di Sandwich, vicino a Chicago, che conta circa 7.400 abitanti.

Che scuole hai fatto in America? Qui in Italia che scuola frequenti e come ti trovi?
In America ho frequentato una scuola privata, l’“Aurora Christian High School”, qui frequento il Liceo Scientifico “Marconi” di San Gavino Monreale. È diverso perché negli Stati Uniti passo più tempo a scuola, faccio attività sportiva, ho sempre molti compiti, e torno da Chicago a casa alle 4 del pomeriggio; anche qui in Italia torno alle 4 del pomeriggio… perché il  treno è sempre in ritardo.

Vorrei sapere come è vista Serramanna da chi arriva dall’altra parte dell’oceano. Mi dici qualcosa di Serramanna?

Prima della partenza non sapevo neanche dell’esistenza della Sardegna, figurarsi Serramanna. Ora penso che Serramanna sia un piccolo paese dove tutti si conoscono. A me piace molto, son tutti gentili con me e quindi è facile farsi nuove amicizie; tutti i ragazzi vogliono conoscermi, sono curiosi.

Con chi vivi? Parlami della tua “famiglia” italiana?

Vivo con la famiglia di Franco Zucca e Manuela Conti e i loro due bambini, Letizia di 7 anni e Gabriele di 3.

Mi piace molto la mia “famiglia italiana” perché è simpatica e divertente. A casa mia, a Sandwich, sono io la piccola di casa, invece qui, con due bambini piccoli posso fare la sorella maggiore; Manuela è giovane quindi per me è facile avere un buon rapporto con lei, ci capiamo facilmente. Franco, il mio “papà” lavora in Grecia (per un’azienda italiana per la costruzione di una nuova raffineria a 20 km da Atene n.d.a.) e quando arriva lui posso parlare in inglese; quando lui è a casa è sempre una festa perché facciamo tantissime cose tutti assieme e i bambini sono eccitati e contenti.

Tu sei qui con il progetto “Intercultura”, chi ti ha sostenuto per trasferirti? E chi ti segue qui? Hai un tutor o qualcuno a cui appoggiarti?

Mio padre, due anni fa, mi chiese se avessi voluto venire in Italia per studiare, e io dissi subito di sì, perché amo viaggiare. Allora un anno fa mia mamma, che ha un collega di lavoro che ha ospitato un ragazzo col progetto“Intercultura”, mi ha incoraggiato a parteciparvi anche io. Ho riempito un bel po’ di carte e ho inviato il mio “profilo”. I volontari qui in Sardegna, hanno guardato il mio profilo e visto che c’era una famiglia disponibile ad ospitarmi e quindi è stato facile.

Riguardo il Tutor, si c’è, più o meno; mi ha seguito il primo mese che io ero qui, ma poi non più. Ma ho la fortuna di avere “mamma Manuela” che mi aiuta tantissimo.

Che differenze ci sono tra la tua vita qui a Serramanna e quella facevi nella città in America?
Quali difficoltà hai avuto nell’inserirti in questo nuovo contesto?

Qui ho più tempo per me. Perché devo dedicare minor tempoalla scuola. Qui uso la bicicletta, mentre negli Stati Uniti guido la macchina. La sera di solito esco con gli amici di Serramanna, perché abitano tutti vicino, mentre a Sandwichabito in campagna e per uscire preferisco sempre farmi accompagnare.

L’unica vera difficoltà, è la lingua; trovo molto difficile avere delle lunghe conversazioni, perché capisco molto bene, ma non sono altrettanto brava a rispondere. Poi c’è stata la difficolta ad adattarmi al fuso orario, e per andare a scuola devo camminare, prendere il treno… e camminare.

Vivere in Italia, e a maggior ragione in Sardegna in una piccola cittadina è come lo avevi immaginato prima di venire?

Beh da “Google Maps” guardai dove sarei dovuta venire, e Serramanna mi sembrava una grande città, ma in realtà adesso che ci sono, non mi sembra tanto grande.

È molto diversa da come l’avevo immaginata; son stata in Italia altre sette volte prima di questa, perché mia mamma è italiana. Ero sempre stata in grandi città come Milano e quindi pensavo di dover andare in una “metropoli”: invece sono arrivata in una cittadina pressappoco come la mia, e mi piace perché è facile da girare.

Immaginavo di crearmi delle amicizie facilmente, ma mi son stupita di averle fatte anche più velocemente di quanto mi aspettassi, tutti son stati così cordiali e  gentili.

Cosa “credevi peggio” e cosa “credevi meglio”?

La mia,è una bella famiglia e avevo il timore di non trovarne una altrettanto accogliente, ma con la famiglia Zucca non posso certo lamentarmi, non potevo trovare di meglio.

Riguardo le “cose peggiori”, sicuramente la lingua, credevo sarebbe stato più semplice; è una lingua molto difficile da imparare, perché ci son tantissimi verbi. Anche andare a scuola è più difficile, perché pensavo di poter andare in macchina, ma non di dover prendere il treno e camminare …. ma alla fine ci ha guadagnato la mia muscolatura.

Frequenti ragazzi di Serramanna, ti sei fatta nuovi amici o hai addirittura trovato “il fidanzato”?

AhahhahaOk well

Sono stata “fidanzata” con alcuni ragazzi… non solo a Serramanna, ma i miei amici, maschi, son solo e soprattutto amici. Penso sia meglio avere amici maschi e rimanere amici anche quando ci si lascia, quindi meglio non avere un fidanzato, così non devi litigare quando vuoi uscire con gli altri amici.

Come sei stata accolta dagli abitanti di Serramanna?
Sono stata accolta benissimo, ma la cosa che più mi ha colpito è che tutti conoscendo una ragazza americana vogliono sentirmi parlare in inglese.

Naturalmente ci sono le persone a cui non piaccio, ma questa è la vita. Ci sono e ci saranno sempre persone che si odiano ma ho imparato a non curarmene anche perché posso sempre contare sempre e comunque sui miei amici.

Quali sono le principali differenze culturali e di mentalità tra America e Italia?

Questa è una domanda molto difficile. È tutto diverso, dallo stile di vita, al cibo, ai vestiti.

Negli States, credo la vita sia più facile, sì lo ammetto forse siamo più viziati con le cose che abbiamo e non stiamo a vedere le altre culture. Il cibo è sicuramente meglio qui … per la maggior parte. Le colazioni però son migliori negli States…. Sorry… pancake, ciambelle, sciroppo, zucchero, succhi … niente può essere paragonato. Poi i vestiti, per me qui sono un po’ strani più che diversi.

Anche qui si trovano le spiaggia e le montagne, ma noi nelle città abbiamo dei palazzi veramente grandi e tante altre cose che in Italia non ci sono. Tutto poi dipende da ciò che ti piace di più, è molto soggettivo … e credo non si possa fare un vero confronto, son due grandi Paesi (Stati Uniti e Italia n.d.a.).

Quali sono le maggiori difficoltà per integrarsi in Italia?

Per me fare amicizia e conoscere gli altri non è mai un problema .. così non ho avuto alcun problema qui.

Per finire, “Tema libero”, parlami di quello che vuoi…

In primo luogo vorrei ringraziare Dio e la mia famiglia per avermi dato questa opportunità di imparare una cultura e uno stile di vita differente dal mio. Vorrei ringraziare le persone di Serramanna che mi hanno aiutato e che ho avuto modo di incontrare, tutte queste persone simpatiche.

Son stata tanto tempo qui e il 7 luglio, quando dovrò partire sarò infinitamente triste.

Ho incontrato molte persone fantastiche che spero rimarranno miei amici per tutta la vita … non importa la distanza l’uno dall’altro.

 

English (thanks to Alessio Medda for translation)

Since last January, Serramanna is happy to welcome Cristina Wiersma, a friendly American teenager from Illinois. Cristina arrived in Serramanna thanks to the Intercultura, a non-profit organization born in 1995 that from 1998 benefits from the ONLUS status. Intercultura every year promotes cultural experience among young students, sending abroad over 1500 high school student to live and study for a year in a foreign country. In the same time, Intercultura welcomes almost the same number of international students that chose to spend a period of their lives with an Italian family, enriching their personal experience. This exchange promotes the dialog between people of different culture and background, helping young adults coming from different backgrounds to understand and collaborate with each other.

In Italy, Intercultura is the entity representing the AFS Intercultural programs and the European Federation for Intercultural Learning (EFIL).

By hosting international students, families commit themselves to educate their children to live with different live styles, different mentalities, and different cultures. This leads them to look at things from a different perspective, so something that could have been surprising at time, becomes the norm. The students are usually between 15 and 18 years old, and they are chosen because are believe to be mature enough to fully appreciate this experience.

What is your name? How old are you? Where are you from? In what city did you used to live before coming to Italy?

Mi name is Cristina Wiersma, I am 16 years old and I will celebrate my birthday here in Serramanna, on 15 June. I live in Serramanna since last January, and I am from Illinois. Precisely, I am from a small city called Sandwich, near Chicago.

Where did you go to school in United States? And in Italy, where do you go to school and what do you think of it?

In America I go to a private school called Aurora Christian High School. Here I go to the LiceoScientifico “Marconi” in San GavinoMonreale. Here is different, also because in the States I spent much more time in school, I practice sports, I got I lot of homework, and home from school usually at 4 pm. Here in Italy too I came back home at 4pm, but only because the train is always late!

I would like to know what do you think of Serramanna? It would be interesting for me to have the opinion of somebody that is from so far away, on the other side of the ocean. Can you tell me something about Serramanna?

Before I left for Italy I didnt know of the existence of Sardinia, imagine Serramanna. Now I think of Serramanna as a little town where everybody knows each other. I like it very much, everybody is very friendly with me, and it is easy to make new friends. Everybody wants to know me, they are curious.

With whom do you live in Italy? Can you talk a little of your Italian family?

I live with Franco Zucca and Manuela Conti and their two kids, Letizia which is seven, and Gabriele which is 3. I really like my Italian family, because everybody is friendly and funny. In Sandwich, I am the younger one, instead here with two little child I can play to be the older sister. Manuela is young, so it is easy to have a good relationship with her. Franco, my “daddy” here, works in Greece for an Italian company bulding a new refinery only 20Km out of Athens, and when he is home I can speak English with him. When Franco is home, we do a lot of things as a family, and the kids are happy and always excited.

You are here thanks to Intercultura. Who financially supports you during this period abroad? Also,

My dad asked me a couple years ago if I would want to go to Italy for school, and I said yes because I love to travel. So then a year ago my mom has a friend from work that hosted with Intercultura, and from then everything just fell into place. I filled out a bunch of papers and sent in my “profile”. The volunteers here (Sardegna) looked at my profile and saw that there was a family here that wanted to host and next I knew I was coming to Sardegna.

Do you have a reference person, somebody that follows you during this period, somebody like a tutor?

Yes and no. I had a tutor only the first month here, but no after that. I had to teach myself…which was difficult. But also I have a great host, mom Manuela that helped me out a lot.

 

What are the differences between your life here in Serramanna and the life in the city you used to live in the States? Did you had any difficulties to adjust to this new environment?

Here I have more time for myself, because I dedicate less time to school. Here I have a bicycle, while in US I drive a car. Here at evening, I go out with my friends while in Sandwich I live in the country and I need somebody to take me everywhere.

The only true difficult is the language. I find it is very hard for me to have long conversations, because although I can understand fairly well, it is much more difficult to speak. Then there was the challenge to get use to the time change, and also to the fact that to go to school I need to walk, take the train and then walk again!

Is the life of a small city like Serramanna the same of what you would have expected?

Well, from Google Maps I could only see a little bit of Serramanna. It looked like a big town, but actually after being here, I can say that it is not that big. It is much different than what I thought/saw before,also because I’ve been to Italy seven times before this because my mom is Italian. We would always go to Milano so I thought I’d go to an area like that, but no. Serramanna is a small town like mine at home,and I love it because it is easy to get around.

What did you believe “could be better” and what did you believe “could be worst”?

I knew I’d make friends quickly but no as quickly as I did, everyone was so welcoming and nice. My family here is great, and while I was a little afraid of getting a bad family, I am glad it didn’t happen. Now things that could be worse: the language, I thought would be easy…it is not. Italian is a very hard language to learn because all the verbs there are. Also, going to school is harder because I thought I woulddrive, but instead I have to take the train and then walk, which is good for me because I’ve gained a lot more muscles.

Do you go out with anybody in particular here in Serramanna? Do you have new friends? Have youfound a boyfriend?

Ok well…I’ve been “fidanzata” but not here. In Serramanna most of my friends are just friends. I think it’s better to only have instead to have a boyfriend and have to break up with him when I leave. That would make me very sad

How were you welcomed by the people of Serramanna?

I can assume from all the reaction people have shown me, that they are very happy to meet me.People is mostly curious to know someone from the States and to hear me speakingEnglish. Of course there are the people who won’t like you as well, and those I think I do not really care for them to be my friend, but that is life. There is always going to be people that hate you and I’ve just learned to not worry about that and stick with my friends.

Based on your recent experience, what do you think are the major cultural differences between Italy and America?

This is a very big question. Everything is different here in Italy, from life to food to clothing. I feel that life in the States is easy in comparison.I admit that in US I wasmuch more spoiled with things, and I was not very observant of other cultures. The food is better here, but I still think that breakfast is better in the United States. Pancakes, waffles, syrup, sugar, juice…nothing compares to that! Then the clothes for me here are a little strange, but no different. Also, here there is the beach and the mountains, but in the city where I live we have the tall buildings and mostly everything you can think of. It all depends on what you like more, and you can’t really compare the two because they’re both great.

Also, based on your experience here, what do you think are some of the difficulties for an American to get integrated into the Italian society?          

For me making friends and getting to know others is never a problem, so I didn’t have any problems here.

Free topic: talk of what you like!

First I would like to thank God for providing this opportunity to me, and blessing my family for this great chance to learn a different culture and lifestyle.  I would like to thank the people in Serramanna that helped me and all the nice people that I met here. I had a great time here I will be sad on July 7th, the day I need to leave. I’ve met many great people that I hope will be my friends for life…no matter the distance apart.

Commenta via Facebook

Commenti (2)

  1. Cris <3

       0 Mi piace

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato