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Anche a Serramanna non si pagherà più l’IMU in agricoltura

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di Andrea Mura

Serramanna tra le zone svantaggiate individuate dalla Regione in cui non si pagherà più l’IMU in agricoltura

Alcuni territori montani e collinari erano già esenti dall’applicazione dell’IMU. Ora L’Assessorato regionale all’Agricoltura ha individuato altri 45 Comuni, ricadenti in aree svantaggiate, in cui l’IMU in agricoltura non sarà più applicato.

Di fatto, come comunicato dalla Regione, si estende lo status di area svantaggiata alla totalità dei comuni della Sardegna ad eccezione della città di Cagliari.

I 45 Comuni interessati sono 12 in provincia di Oristano, 12 in provincia di Cagliari, 7 nel Medio Campidano, 10 a Sassari, 3 a Olbia-Tempio e 1 a Nuoro (consulta la lista di tutti i Comuni). Nel circondario Villasor, Decimomannu, San Sperate, Samassi, San Gavino, Sanluri, Serrenti e Nuraminis.

Nel mese di giugno la Giunta Regionale aveva deliberato di affidare all’Assessorato dell’Agricoltura l’individuazione esatta e i criteri di classificazione delle aree agricole che possano essere definite montane, di collina o svantaggiate.

“Era necessario, – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Cherchi – aggiornare l’elenco ed arrivare in tempi brevi ad una esatta localizzazione di queste aree per poi intervenire sul Governo nazionale con dati oggettivi che dimostrino che l’imposta municipale unica, la famigerata IMU, potrebbe rappresentare il colpo di grazia per le imprese agricole sarde. Nella nostra regione porterebbe alla chiusura di un gran numero di aziende, aumentando nel contempo la disoccupazione e la desertificazione dei territori. Non siamo alla ricerca di un escamotage per non pagare una tassa che, se nel resto d’Italia può essere definita insopportabile ma necessaria, in Sardegna significherebbe la grave accentuazione di una crisi già allarmante. Vogliamo invece il giusto riconoscimento della particolarità del nostro territorio nell’estremo tentativo di evitare un tragico naufragio della risorsa agricola. L’agricoltura sarda è già alle prese con problemi endemici che si traducono purtroppo in una minore redditività per ettaro rispetto alle altre regioni’.

La sentenza 42/2012 della Corte Costituzionale: in Sardegna si potrebbe non applicare l’IMU su tutti gli immobili?

Recentemente vi è stata la sentenza 42/2012 della Corte Costituzionale in cui, su ricorso della Regione Sicilia, la Corte aveva confermato l’interpretazione sulla clausola di salvaguardia contenuta nell’art. 27 della legge 42/2009 (legge delega sul federalismo fiscale) e nell’art. 14 della d.lgs. 23/2011, il quale stabilisce che il concorso delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome al «conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all’esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno ed all’assolvimento degli obblighi posti dall’ordinamento comunitario» deve avvenire nel «rispetto degli statuti speciali» e secondo «criteri e modalità» stabiliti da «norme di attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le procedure previste dagli statuti medesimi».

Secondo taluni l’IMU si potrebbe comunque non applicare in Sardegna. Rimarrebbe comunque il problema di concordare con lo Stato il ripristino dei trasferimenti già ridotti in vista del gettito stimato dell’IMU.

IMU già versata: Ogliastra e Medio Campidano all’ultimo posto d’Italia

Nel frattemp0 l’IMU è già stata pagata interamente, e, come sappiamo, non solo per i terreni agricoli ma per tutti gli immobili, compresa l’abitazione principale e le pertinenze della stessa: in Sardegna, a detta del Ministero del Tesoro, sono stati pagati 225.469.039 euro: 123.940.220 finiti ai Comuni, 88.867.703 nelle casse dello Stato. Il gettito più basso d’Italia è stato quello derivante dall’Ogliastra e dal Medio Campidano: sono stati versati rispettivamente 5.050.942 euro (lo Stato ha trattenuto 2.144.392 euro mentre i Comuni hanno incassato 2.906.551) e 7.785.581 euro (3.300.443 allo Stato e 4.485.138 nelle casse municipali).

Rimane la domanda se la Regione, per quanto riguarda l’IMU in agricoltura, avrebbe potuto individuare le aree di esenzione prima del pagamento della stessa…

 

Fonti: sito Regione Sardegna, sito Ministero del Tesoro

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Commenti (1)

  1. La Regione cancella l'ImuEsenzione sui terreni agricoli, ma c'è scetticismoLa decisione era nell'aria ma è arrivata un po' in ritardo (i contribuenti, entro il 18 giungo scorso, hanno già versato l'acconto del 50 per cento): a Serramanna , Serrenti , Samassi , Sanluri , San Gavino , Pabillonis e Segariu non si pagherà l'Imu sui terreni agricoli. L'esenzione è arrivata col decreto firmato dall'assessore regionale dell'Agricoltura Oscar Cherchi. REAZIONI Per il comparto agricolo del territorio, e non solo, la notizia è di rilievo. «Aspettiamo a cantare vittoria ma se venisse confermata sarebbe una bella notizia per il mondo agricolo già in crisi, per cui l'Imu è un ulteriore salasso», è il commento del sindaco di Serramanna Sergio Murgia . Prudente, ai limiti dello scetticismo, anche il primo cittadino di Sanluri Alessandro Collu . «Sarebbe una grande notizia ma occorre leggere bene il decreto: in realtà si chiede allo Stato di accettare questa decisione», dice Collu che ragiona sul filo dei rapporti istituzionali e delle competenze: «Come fa una Regione ad adottare un atto che va ad incidere sull'Imu che per metà va allo Stato?». Il rischio di dare per certa una decisione che attende invece conferma sfiora anche il direttore della Coldiretti Sardegna che mette l'accento «sulla necessità che il governo ratifichi le decisioni della Regione». La cancellazione dell'Imu per i terreni agricoli è salutata con sollievo anche a Samassi. Francesco Setzu , imprenditore agricolo, prima scherza («Faremo un piedistallo all'assessore Cherchi») poi commenta serio: «È un bel risparmio per le aziende, in un momento di crisi nera del comparto», dice Setzu che ha già versato, a giugno scorso, «un acconto Imu di diverse migliaia di euro». Cifre che, nel caso, andrebbero a rimborso. IL DUBBIO La situazione, su questo versante, rasenta il grottesco. Dell'acconto versato a giugno attraverso i modelli F24 la metà è gia stata incamerata dallo Stato. Se il rimborso della quota finita nelle casse dei Comuni si profila, tutto sommato, agevole difficile pensare ad uno Stato propenso a ridare indietro la sua parte di gettito Imu. La forma (qualcuno ipotizza crediti d'imposta) sarebbe il primo ostacolo da rimuovere.Ignazio Pillosu

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