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Adesione al Sistema Archivistico Provinciale del Medio Campidano (SAP)

di Davide Batzella Letto 3.986 volte2

Ecco l’intervento nel Consiglio Comunale dello scorso 31 luglio 2012 del consigliere Guido Carcangiu (incaricato a Biblioteca, Archivi e Beni Culturali) relativo all’adesione al SAP e all’approvazione dello schema di regolamento:

Il progetto del sistema archivistico provinciale nasce nel 2006, allorquando la Provincia del Medio Campidano si è fatta promotrice di un progetto inerente la gestione integrata degli archivi del territorio.

Dopo una prima fase che ha visto l’attivazione di iniziative di semplice mappatura degli archivi che avrebbero potuto far parte del sistema, si è giunti poi, nel 2011 all’inizio del lavoro vero e proprio.

Infatti, a seguito dell’aggiudicazione della gara d’appalto da parte della Società  Hiperborea s.r.l, avvenuta alla fine del 2010, dai primi mesi del 2011 si è potuto procedere con il censimento del patrimonio archivistico presente in ciascun Comune coinvolto nel progetto, con una prima e sommaria inventariazione del posseduto e alla trasmissione on line di una parte della documentazione di maggior valore storico e culturale. Tale “Servizio di riordino e valorizzazione degli archivi storici della Provincia del Medio Campidano” ha permesso la creazione del portale web denominato Archimedio, sito internet attraverso cui l’utente remoto, cioè colui che si collega ad internet da casa propria o in qualsiasi altro luogo che non sia l’archivio stesso, può con un semplice clik andare a consultare non solo una parte del patrimonio archivistico dei 28 comuni coinvolti in questo progetto preliminare e volutamente propedeutico alla creazione del sistema vero e proprio, ma anche prendere visione della storia archivistica e della natura e dimensione dei singoli fondi, dei soggetti produttori e dei soggetti conservatori di ciascun archivio.

Quindi la creazione di questo sistema archivistico provinciale, Sap, utilizzando il suo acronimo, ad un’analisi consapevole e attenta si pone non solo come un chiaro punto di partenza per un percorso di gestione e valorizzazione integrata e partecipe del patrimonio archivistico, ma come uno snodo importante di un cammino, iniziato anni fa e che si presenta ricco di prospettive sicuramente positive sia per i comuni aderenti sia per i cittadini che finalmente potranno usufruire di un servizio più moderno, completo e supportato da regolamenti e procedure non più frutto di iniziative circoscritte nel territorio comunale ma prodotte da un costante e proficuo rapportarsi di realtà diverse tra di loro come i comuni aderenti e tra tali realtà e tutta una serie di normative standardizzate, esperienze e pratiche nazionali ed internazionali (cito a tal proposito le isad e isaar, procedure standard per l’archiviazione per argomenti o per soggetto produttore/conservatore, la cui osservanza è obbligatoria per tutti i comuni aderenti al sistema).

Condividere finalità, utilizzando gli stessi strumenti di regolamentazione generale, di archiviazione, di promozione e tutela del nostro patrimonio archivistico con le realtà che ci circondano, non può dunque che costituire una grande risorsa e garanzia di funzionamento finalmente soddisfacente e costante nel tempo per il nostro archivio comunale, il quale, con le sue più di 2000 unità archivistiche, con documenti risalenti ai primi anni cinquanta dell’ottocento, è uno dei più ricchi della zona, ed è pertanto prioritario agire immediatamente affinchè si attivi il suo riordino scientifico, la sua digitalizzazione e si faciliti l’accesso ad esso da parte dei nostri cittadini o da chiunque voglia consultarlo, attraverso la predisposizione di un servizio al pubblico, che sia all’interno dell’archivio stesso o in remoto.

Riteniamo del tutto soddisfacente dunque la proposta inoltrataci dalla provincia del Medio Campidano, inerente l’adesione al sap. Il sap infatti potrebbe costituire uno strumento utilissimo per il raggiungimento degli obbiettivi di cui sopra, anche alla luce del fatto che già la stragrande maggioranza dei comuni invitati all’adesione hanno risposto affermativamente, (si parla di 26-27 comuni su 28 e l’adesione dei restanti è imminente). Inoltre, e anche questo può essere considerato un dato importante, l’esperimento relativo alla creazione di un sistema archivistico è qualcosa di assolutamente nuovo a livello regionale, Serramanna dunque potrebbe essere tra i comuni per così dire apri pista di questo genere di iniziative, e potrebbe dare un segnale importante non solo alle realtà che ci circondano, ma ai nostri stessi cittadini, che si aspettano da noi un grande impegno anche e soprattutto per quel che riguarda la gestione e la tutela dei nostri beni e risorse culturali, sicuramente ingenti e quanto mai preziosi in questi tempi di massificazione e appiattimento culturale, . In calce aggiungo, come ulteriore elemento, anche il grande interesse mostrato dalla sovrintendenza regionale ai beni archivistici che, oltre a guardare con favore a questa iniziativa, ha anche collaborato attivamente per la promozione e l’avvio del sap.

Ciò che potrebbe apparire una criticità a tal proposito, è sicuramente il fatto che ci si sta associando ad una compagine territoriale e strutturale che prevede la provincia del medio campidano come ente capofila e individua gli uffici amministrativi provinciali come uffici amministrativi del sistema archivistico . Conosciamo tutti il risultato dei referendum popolari del maggio scorso e ci rendiamo conto che la provincia di cui adesso, a tutti gli effetti, facciamo parte, è destinata ad essere dismessa.

In seguito a ciò tuttavia la possibilità di un crollo del sistema archivistico è da ritenersi alquanto remota, molto più probabile invece è la possibilità di un passaggio delle competenze riguardanti gli archivi ad un altro ente territoriale. Quale che sia questo ente territoriale sostitutivo, è non solo auspicabile ma di fondamentale importanza per Serramanna il presentarsi a tale nuovo referente non come realtà prettamente comunale ma come parte integrante e forza di traino di un sistema archivistico con i suoi regolamenti, con le sue procedure, con le sue norme standardizzate, con le sue dinamiche condivise e collaudate. E ciò per una questione di maggior peso, di maggior capacità decisionale, di più facile accesso a finanziamenti e agevolazioni regionali e di diversa provenienza.

Chiudo con qualche, doveroso, cenno al regolamento del sistema archivistico che oggi ci proponiamo di approvare.

Esso è stato strutturato in osservanza della normativa di riferimento, in particolar modo alla Legge regionale n.14 del 2006, che regolamenta i beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura recante indicazioni circa il conferimento di funzioni e compiti agli enti locali.

Tale regolamento contiene norme concernenti:

–         L’ambito territoriale e la struttura organizzativa

–         La funzione del sistema archivistico

–         Gli organi di rappresentanza

–         I servizi e il personale tecnico amministrativo

–         Le modalità di finanziamento e le ripartizioni degli oneri

 

Non vorrei dilungarmi eccessivamente sviscerando punto per punto il presente regolamento, che comunque fa parte integrante del verbale della presente seduta.

Ritengo importante soffermarmi sulle finalità del sap, che comprendono sia la promozione della collaborazione fra diverse realtà territoriali e culturali, sia il costante monitoraggio della situazione degli archivi durante i lavori di riordino e valorizzazione, sia la creazione, dato molto importante questo, di un sistema informativo e d’accesso ai documenti unico, sulla falsa riga del portale archimedio, sia potenziare e garantire un costante e continuo accesso dell’utenza al patrimonio, altro fattore di grandissima importanza.

Altro aspetto importante sono gli organi del sap, individuati

– nell’assemblea ( cui partecipano i sindaci dei comuni aderenti o un loro incaricato) che, riunendosi almeno due volte l’anno, ha il compito di deliberare sul bilancio di previsione, sul conto consuntivo e su eventuali modifiche al regolamento;

– nella commissione tecnica, composta da 1 archivista della Provincia e da 5 rappresentanti degli archivi dei comuni, la quale ha compiti consultivi e redige il piano annuale delle attività, che viene sottoposto all’assemblea

– nel comitato di coordinamento, composta dall’assessore ai beni culturali della provincia, da un membro della commissione tecnica designato dalla commissione stessa e da 3 sindaci scelti dall’assemblea. Il comitato di coordinamento supervisiona il lavoro della commissione tecnica e ne attua le proposte a livello operativo e procedurale.

– Vice presidente e presidente, il primo eletto dall’assemblea, il secondo individuato di diritto nella persona del presidente della provincia, che hanno compiti di supervisione e di coordinamento.

A prima vista sembrerebbe un impianto che garantisce da un lato la libertà di espressione e di decisione sulle linee programmatiche ai rappresentanti dei comuni che aderiscono al sistema, dall’altro emerge una certa attenzione nei confronti del parere tecnico di chi in archivio ci lavora ed è in grado di riconoscere criticità, priorità e indirizzi a breve, medio e lungo termine. Entrambi questi aspetti sono da considerarsi sicuramente positivi, chiaramente tutto dipenderà dall’interesse e dall’operatività di ciascun rappresentante dei comuni affinchè questo impianto strutturale possa mettersi in moto e lavorare per una reale ri-scoperta e valorizzazione del nostro patrimonio storico e archivistico.

In sintesi, e chiudo, credo che l’adesione al sistema archivistico provinciale e l’approvazione del suo regolamento costituiscano un’occasione assolutamente propizia, affinche Serramanna e i Serramannesi possano sfruttare al meglio delle loro possibilità le risorse messe a disposizione dalla loro storia, dalla loro memoria e dal loro essere comunità. Composta quest’ultima da cittadini sempre più consapevoli di se stessi e nel loro posto nel mondo.

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Commenti (2)

  1. Tutto molto interessante ma… Sbaglio o c'è stato un referendum per l'eliminazione delle nuove provincie? Referendum che e' passato oltretutto. Si fa finta di nulla?

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  2. Infatti si dice che le competenze verranno riassorbite dall'ente che se ne farà carico. I servizi messi su da una provincia mica scompaiono nel nulla. Altrimenti si tratterebbe di spreco di denaro.

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