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Le Giuseppine se ne vanno. «Grave perdita»

di Andrea Mura Letto 4.826 volte6

A Serramanna sono tutti d’accordo: l’addio delle suore della scuola materna di San Giuseppe «è una grave perdita per il paese». Lo dicono sia i religiosi («E’ una grande mancanza», dice il parroco don Giuseppe Pes) sia i laici («Una donna speciale», dice di una di loro Piero Carlotti, storico funzionario comunale). Da qualche settimana l’asilo religioso di via Roma, che ha contribuito all’educazione di diverse generazioni di serramannesi, è orfano delle tre religiose che hanno svolto la loro missione nella scuola. «Erano a Serramanna, in quell’asilo, da oltre 40 anni, durante i quali hanno contribuito alla formazione di tanti bambini: quelli che poi sono diventati adulti e hanno conservato un ricordo straordinario delle suore, tanto che hanno poi mandato i loro figli nello stesso asilo», commenta il parroco di San Leonardo, don Giuseppe Pes.

Suor Lucina, suor Ines e suor Rita: ecco i nomi delle ultime tre anziane sorelle dell’ordine delle Francescane di Seilon, che da anni non svolgevano più attività di insegnamento.

«A questo ormai pensavano le insegnanti laiche, ma loro erano sempre un punto di riferimento fondamentale», spiega il sacerdote che usa una metafora spiccia («Non c’è più personale») per motivare il “pensionamento” (che in realtà nasconde la crisi di vocazioni) delle suore che non hanno mai dimenticato i loro piccoli alunni.

Ignazio Pillosu, Unione Sarda, 19/09/2012

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Commenti (6)

  1. Mi dispiace tanto, sono nativa di serramanna da anni vivo in lombardia, vicino a milano. Ogni tanto scendo in paese , mi fa sempre piacere tornare dove sono nata…….anche se ci ho vissuto poco! Saluti affettuosi da rita.

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  2. e una gravissima perdita per serramanna ed sono degli angeli per l'intero paese ed lo rimarrano sempre io le conosco

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  3. Grave perdita o occasione di rinascita ?
    Lasciate che i bambini crescano liberi dai condizionamenti psicologici che la religione impone loro.
    Lasciate che possano scegliere autonomamente i propri amici immaginari.
    Lasciate che possano effettuare qualsiasi scelta di ordine relisioso in etá adulta e consapevolmente libera, saranno sicuramente piú durature.
    L'abbandono quasi totale dei neo cresimandi é la riprova che le metodologie di indottrinamento infantile sono fallimentari.
    Per cui, chiuso un capitolo se ne apra un'altro con buona pace per tutti.

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  4. Ho iniziato a conoscere le suore di San Giuseppe a 18 anni , ora ne ho 65, quando ho fatto per vari anni la catechista ospite dell'asilo, poi ho mandato i miei due figli allo stesso asilo dai tre anni di eta' fino all'eta' scolare, ho un ricordo bellissimo di tutte le suore che si sono avvicendate in tutti questi anni,non condivido l'opinione di Giorgio (senza cognome, chissa' perche') non c'e' mai stato indottrinamento ma solo tanta dedizione e amore verso i bambini e molta disponibilita' e collaborazione con i genitori. E' giusto ricordarle con riconoscenza e rimpiangere la loro mancanza. ROSANNA MELIS

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  5. …..Erano le" SUORE"… Sono circa sei anni più "anziano"di Rosanna M,e concordo ,anche se io catechista non lo sono mai stato,non dico ..Anzi! Perchè…..Non è questo il"tema".Voglipo però portare testimonianza diretta….Si ,sono stato all'asilo proprio lì a via roma fino a prima delle elementari e …Voglio dire a Giorgio ? che condizionamenti psicologici non ci sono stati, ma se devo stare ai ricordi,ormai lontani, sono solamente di "rigore" e di PULITO sia nelle …Anzi, nell'aula! Si,era solamente una ma…."parliamo"di sessantacinque anni fà quando ancora nel cortile dell'asilo il "beverino"era …una pompa diciamo a manovella che ricordo aver riparato quando facevo L'APPRENDISTA nell'officina MELIS.
    Positivo indi il ricordo e….Peccato!!Speriamo non si faciano rinpiangere, per ciò che hanno fatto e rappresentato!

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  6. Sono d'accordo con Rosanna. Io ho frequentato quella scuola e ho imparato tante cose sotto l'occhio vigile della mitica Suor Adelina che ora sta a Cagliari. Conservo ancora i manufatti realizzati da bambina gli album disegnati e quelli tematici. Non usavamo i libri operativi che si usano oggi: ma i lavori che facevamo erano splendidi e accattivanti. E poi le recite, le danze, i vestitini di cartacrespa che cuciti da signorina Cleodora per i saggi finali, che sembravano ricavati dai disegni di Carla Ruffinelli che bei ricordi. E infine l'aiuto, una volta che sono diventata io stessa insegnante, per una festa di carnevale con tanto di sfilata per il paese: mi avevano prestato le musicassette per animare la sfilata… però la loro scuola non fu invitata….
    Non condivido il discorso anticlericale perchè la frequenza in quella scuola dipendeva dalla semplice scelta dei genitori.

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