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Padre Ildephonso da Serramanna

di Davide Batzella Letto 3.443 volte0

di Paolo Casti

Presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari è conservato un antico Manoscritto che contiene un vero e proprio dizionario di botanica in cui si citano i nomi delle piante locali, in latino, italiano e spagnolo «Novum Onomasticum trium idiomatium Latinum, Italicum et Hispanicum a diversis dictionaris approbatis ut in hoc quae sparsa requiruntut et desiderantur inveniantur compilatum per P. Ildephonsum …».

È un manoscritto risalente al 1724, scritto da un certo Padre Ildephonso da Serramanna.

Notevole la sua importanza storica giacché ad esso si devono le prime testimonianze certe della conoscenza del pomodoro, del mais e del peperoncino in Sardegna.

Quasi tutte le piante che oggi sono presenti nel bacino del Mediterraneo sono nate lontano da noi, ad eccezione dell’ulivo, della vite e del grano; la coltivazione e l’uso alimentare di alcune piante americane arrivate in Sardegna, è avvenuta con tutta probabilità prima del 1700 ma è attestabile, da fonti certe, solo a partire da quest’epoca, almeno allo stato attuale delle nostre conoscenze. Già nella seconda metà dell’800, l’utilizzo di queste piante si è consolidato sino a raggiungere praticamente le proporzioni e caratteristiche attuali.

Quindi un doveroso plauso a quel Padre Ildephonso che ha permesso di stabilire che il mais era già presente in Sardegna nella prima metà del ‘700, con le denominazioni in latino, italiano e spagnolo: Triticum Indicum, grano turco, Hisp. Mays, grano de India, così come il pomodoro, “Poma aurea, amoris pomum. Ital. pomi d’oro. Hisp. Tumates” o il peperoncino ”Capsicum, ital. Pepe d’India, Hisp. Pimenton”.

Padre Ildephonso, faceva certamente parte dei frati domenicani ospitati presso la chiesa di San Sebastiano a Serramanna; infatti i frati domenicani la eressero a loro dimora fin dal 1631, per un voto fatto in seguito ad una pestilenza, e vi rimasero fino al 1854, assentandosi solo dal 1652 al 1656 in seguito ad una malattia contagiosa.

Un doveroso ringraziamento per le informazioni a Alessandra Guigoni dottore di ricerca in metodologie della ricerca etnoantropologica; collabora con la cattedra di Antropologia culturale dell’Università di Cagliari e con quella di Etnologia dell’Università di Genova, occupandosi di antropologia dell’alimentazione e di antropologia della comunicazione, oltre ad interessarsi anche di civiltà indigene d’America, di etnografia virtuale e di interculturalismo, con all’attivo una quarantina di pubblicazioni.

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