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Qualità a chilometri zero

di Simone Lasio Letto 2.249 volte0

Successo di sessanta bancarelle frequentate da mille persone

I clienti: la spesa nel mercatino in tempi di crisi.
Per i serramannesi è una tappa obbligata del sabato mattina. Con un duplice obiettivo: risparmiare e dare ossigeno ai produttori e ai commercianti locali.

Matteo, dal suo passeggino, sorride compiaciuto alla bella mattinata di sole. Lui, un anno appena, non capisce concetti come crisi e risparmio, ma il mercato settimanale di Serramanna, strategicamente di sabato, val bene una passeggiata. «Confesso che non è la spesa a guidarmi ma una bella passeggiata col mio bambino», conferma Francesca Frongia, che non esclude comunque di rifornirsi «di frutta e verdura».

LA SCELTA La voce, premurosa, di mamma Francesca è solo una delle tante nel mercato settimanale, meta di quasi mille persone. Buste piene di frutta e verdura in ciascuna delle mani: Assunta Fais, origini indubbie samassesi, è ormai serramannese convertita alle 60 ordinatissime bancarelle del mercato all’aria aperta. «I miei acquisti? Frutta e verdura: i prodotti, locali sono buoni e i prezzi convenienti. E se voglio mangiare i pesci non devo spendere una fortuna», dice la donna, habitué del mercato che si regge sul collaudato rapporto commercianti-clienti, nato anche dagli sforzi dei funzionari comunali del settore commercio.

I DIRIGENTI «Abbiamo lavorato per dare l’assetto attuale al mercato: diviso per settori, e per dotarlo dei servizi essenziali come acqua e bagni», commenta Giorgia Maccioni, responsabile del servizio Attività produttive. Piero Carlotti, storico capo area dell’Ente, sfoglia l’album dei ricordi. «Il mercato attuale è figlio di quello che in 50 anni ha cambiato più volte sede: dalle ex Casermette a piazza del Popolo, a via Stati Uniti e piazza Matteotti fino allo slargo di via XXV Aprile», racconta Carlotti che parla dell’ultimo trasloco, decisivo, dalla strada («Bloccata al traffico per una mattinata») al piazzale antistante il campo Coppi. «È stata una scelta logistica precisa», osserva Carlotti, «che ora è premiata dalla moltitudine di gente che frequenta il mercato».

CONCORRENZA Gianni Serra, una vita nel commercio delle calzature (il suo emporio, Passinpiù, ha chiuso da qualche mese, stroncato dalla concorrenza dei centri commerciali) è un cliente nuovo. «Per me non va benissimo e al mercato cerco il risparmio unito alla qualità, e poi lascio i miei soldi a commercianti serramannesi», dice Serra. Clara Congia, veterinaria, sfila veloce tra i clienti che affollano le bancarelle. «Il sabato sono libera e vengo volentieri», dice la donna, che al mercatino cerca, e trova, articoli semplici «come una graticola che non saprei dove comprare». E se Clara Congia si dichiara allergica «ai centri commerciali», Patrizia Zucca nel mercatino va alla ricerca «di prodotti locali e, soprattutto, di stagione». Per lei conta questo («Non metterei mai in tavola l’uva a Natale, per esempio»), insieme al risparmio che, in tempi di crisi, è la molla per i clienti che fanno la fortuna del mercatino.

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 14/10/2012

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