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Rex giustiziato con le fucilate

di admin Letto 1.525 volte0

Rex aveva un passato difficile (la padrona, a Torino, dopo un grave lutto non aveva potuto più tenerlo) ma da qualche settimana sembrava avere ritrovato un po’ di serenità. I volontari del Randagino erano riusciti a farlo adottare da un ragazzo che se ne prendeva cura, ma qualcuno evidentemente ha deciso che non meritava di vivere. Lo hanno ucciso a fucilate.

La storia di Rex, un bell’incrocio di spinone, si è chiusa l’altro ieri a Serramanna in modo barbaro. «Lo abbiamo trovato morto, il suo corpo era pieno di pallini», dice quasi in lacrime Rosanna Spano, la presidente dell’associazione Il Randagino che si era presa cura di Rex, come di altre centinaia di cani negli ultimi anni, e lo aveva affidato alle cure di uno dei soci.
È sparito Rex: aiutateci a trovarlo : l’allarme, una settimana fa, era partito dalla pagina ufficiale di facebook del Randagino. L’animale si era allontanato dal rifugio dove custodiscono i trovatelli.

La sparizione di Rex risale a dieci giorni fa. «Era giovedì, giorno di caccia, e pensiamo che qualche cacciatore possa averlo preso per portarlo con sé», racconta ancora Rosanna Spano. Rex, però, non era adatto a stanare pernici e conigli. Praticamente dalla nascita aveva vissuto in appartamento e gli spari del fucile riuscivano solo a mettergli paura. L’altro ieri la macabra scoperta. Rex è stato trovato crivellato di pallini, a qualche decina di metri dal campo di atletica leggera, frequentato da molti ragazzini.

«Chi l’ha preso potrebbe essersi accorto che Rex non era adatto alla caccia e, a quel punto, ha deciso di disfarsene nel modo più barbaro», è la tesi dei volontari sulla fine, terribile, riservata al povero cane bianco e nero.

Certo le decine di pallini con cui è stato ucciso lasciano poco spazio ai dubbi: chi ha puntato il fucile su di lui non è di certo un animo nobile e Rosanna Spano gli manda un messaggio: «Gli auguro di rinascere cane, e subire lo stesso trattamento che ha riservato a Rex».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 18/11/2012

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