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Rifiuti troppo trasparenti

di admin Letto 5.760 volte3

Un ricorso di chi vuole continuare a utilizzare le buste nere
Il garante della privacy: la riservatezza è negata

La ditta che gestisce l’appalto dei rifiuti non ritira i contenitori neri. L’assessore Cossu: «Non è una nostra decisione, ma bisogna poter controllare la differenziata».

Il Garante della privacy scrive al Comune di Serramanna e censura, di fatto, l’uso delle buste semitrasparenti per la raccolta del rifiuto indifferenziato. La presa di posizione dell’ufficio del Garante, che risale a qualche giorno fa, arriva dopo le sollecitazioni di qualche cittadino che, evidentemente, ha sentito minacciato il suo diritto alla privacy, dalla raccomandazione sull’uso delle buste semitrasparenti, ispezionabili dall’esterno, per la raccolta del secco.

LA PROTESTA «I sacchetti semitrasparenti», avrebbero evidenziato diversi cittadini, «non sono contemplati dalla norma sulla protezione dei dati personali poiché permetterebbero di conoscere il contenuto e quindi violare la legge». Per evitare il rischio di veder violata la propria riservatezza (dal contenuto delle buste potrebbero evincersi stili di vita e scelte personali) in molti hanno optato per i sacchetti neri: a prova di occhi indiscreti ma inadatti alla verifica, da parte degli operatori della raccolta, del contenuto. Della corretta differenziazione, insomma.

IL COMUNE A molti cittadini, per questo, non è stata ritirata la spazzatura. Giulio Cossu, assessore comunale dell’Ambiente, affronta il problema: «Occorre chiarire che noi del Comune non abbiamo imposto nessun obbligo. È la ditta che gestisce il servizio di raccolta ad aver raccomandato l’impiego di buste semitrasparenti per il secco», commenta Cossu che chiarisce anche il vero obiettivo della stretta sulle buste scure. «Qualcuno ha la cattiva abitudine di gettare nel rifiuto indifferenziato anche vetro e carta, o peggio anche residui di inerti», spiega l’assessore all’Ambiente. «Il comportamento, scorretto, di pochi rischia di vanificare gli sforzi di molti che fanno una corretta differenziata». Primo obiettivo: «riconoscere, qualitativamente la tipologia del rifiuto secco al pari delle altre frazioni, umido, carta, plastica, vetro».

IL CHIARIMENTO Restano le buste semitrasparenti per il secco quindi, anche se questo può far storcere il naso per la possibilità di vedere a rischio il diritto alla riservatezza. Da qui il ricorso al Garante che nella comunicazione inviata al Comune di Serramanna ha «richiamato l’attenzione sulla necessità del rispetto della prescrizione che considera, in termini generali, non proporzionato l’obbligo di utilizzare un sacchetto trasparente nella raccolta porta a porta». «Dal ritiro sino al conferimento in discarica, una sola persona vede i sacchetti»: così l’assessore Cossu circoscrive i pericoli per la privacy e chiede «ai cittadini di improntare al buon senso i propri comportamenti». Insomma: chi ha le buste scure le contini ad usare. «Dentro però ci deve andare esclusivamente quello che non può essere differenziato: solo così si può ridurre l’impatto con l’ambiente, la quantità di secco e quindi i costi di servizio», avverte Giulio Cossu.

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 14/10/2012

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Commenti (3)

  1. ma dai ora vogliono la privacy pure sulla spazzatura ma siete ridicoli

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  2. Mi pare il minimo che io non debba essere costretta a comunicare ai miei vicini di casa e a tutto il paese quale tipo di assorbenti utilizzi, cosa mangi, cosa possa permettermi di acquistare …. poi possiamo avere punti di vista differenti ma da qui a dire che chi non la pensa come me sia “ridicolo” direi che c’è una bella differenza …. trovo il commento precedente offensivo nei confronti di tutte le persone che, come me, credono di aver diritto alla salvaguardia degli affari propri!

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  3. E d’altronde, se il Garante per la Privacy ritiene che i cittadini che hanno esternato lamentele abbiano ragione, non mi pare proprio così ridicola come questione!

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