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La SARAS (e non solo) vuole trivellare nel Campidano. Due permessi di ricerca per risorse geotermiche che riguardano anche Serramanna.

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di Andrea Mura

Dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, sezione Dipartimento per l’energia, è possibile venire a conoscenza di due permessi di ricerca per risorse geotermiche che riguardano il Campidano.

Il permesso IGIA (chiesto dalla SARAS)

Il permesso IGIA (permesso di ricerca per risorse geotermiche) è stato presentato dalla SARAS il 20/01/2011.

Tale permesso interessa una superficie di 188,56 Kmq e in particolare i Comuni di Samassi, Serramanna, Villacidro, Villasor, Decimoputzu, Decimomannu, Villaspeciosa, Uta e Assemini (135,57 Kmq nella Provincia di Cagliari e 52,99 Kmq nella Provincia del Medio Campidano).

Il Gruppo Saras, la cui attività ha origine nel 1962 per iniziativa di Angelo Moratti, presenta un valore totale dei ricavi pari a circa 8,6 miliardi di Euro al 31 Dicembre 2010. Il Gruppo è attivo nel settore energetico ed è uno dei principali operatori italiani ed Europei nella raffinazione del petrolio. Saras inoltre vende e distribuisce prodotti petroliferi nel mercato nazionale ed internazionale, direttamente ed attraverso le controllate Saras Energia S.A. (in Spagna), ed Arcola Petrolifera S.p.A. (in Italia). Inoltre, il Gruppo produce e vende energia elettrica attraverso le controllate Sarlux S.r.l. e Parchi Eolici Ulassai S.r.l. (PEU). Il Gruppo opera anche nel settore dei servizi informatici attraverso la controllata Akhela S.r.l. ed offre, attraverso la controllata Sartec S.p.A., servizi di ingegneria industriale e di ricerca scientifica per i settori petrolifero, dell’energia e dell’ambiente. Infine, nel luglio 2011, il Gruppo ha costituito la società Sargas S.r.l., che opererà nel campo della ricerca, coltivazione, trasporto, stoccaggio, acquisto e vendita di idrocarburi gassosi e vapori naturali.

 

Il permesso SILIQUA (chiesto dalla GEOENERGY)

Dal medesimo sito apprendiamo che è stata presentata un’altra istanza, dal nome SILIQUA, presentata dalla GEONERGY s.r.l., in concorrenza con il progetto IGIA.

Tale istanza è stata presentata il 25/03/2011 e riguarda una superficie più vasta, ed esattamente di 297,49 Kmq. Il permesso SILIQUA riguarda, oltre al Comune di Siliqua, per l’appunto, anche i Comuni di Villacidro, Serramanna, Samassi, Villasor, Vallermosa (sul sito è indicata erroneamente “Villaelmosa”), Decimoputzu, Decimomannu, Villaspeciosa e Uta. 219,85 Kmq nella Provincia di Cagliari e 77,64 Kmq nella Provincia del Medio Campidano.

Geo Energy srl è una società che si occupa di approvvigionamento, produzione e distribuzione di energia attraverso centrali idroelettriche.

Fondata nel 2006 è oggi impegnata in progetti per l’acquisto di nuovi impianti idroelettrici.

Il gruppo Geo Energy fa capo al gruppo Exergia (non della Geotech, come riportato in precedenza).

Il Consiglio Comunale di Sanluri si è già espresso sull’IGIA (ma sull’intesa)!

Con deliberazione n. 50 del 04/07/2008, avente a oggetto intesa Regione-Comune per ricerca idrocarburi liquidi e gassosi denominata IGIA, il Consiglio Comunale di Sanluri si è già espresso ma sull’intesa. In particolare si partiva dalla richiesta della Regione Sardegna, Assessorato all’Industria, servizio attività estrattive, tendente ad ottenere  espressione di intesa tra R.A.S. e Comune circa la “RICERCA IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI DENOMINATA “IGIA”.

La cosa strana è che, mentre sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico figura la richiesta del permessi di ricerca per risorse geotermiche, qua si parla di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi. Forse dipenderà dalla differente normativa.

Oltretutto vi è da rilevare che nella richiesta di permesso IGIA il Comune di Sanluri non figura.

L’art.8 della L.R. 15/2002, come modificato  dall’art.6 della L.R. 13/2003 e dall’art.24 lettera b) della L.R. 9/2006 stabilisce che le “CONCESSIONI MINERARIE E LE AUTORIZZAZIONI DI  CAVA” possono essere rilasciate dall’Amministrazione Regionale  previa intesa con il Comune territorialmente competente  che si esprime in conformità alla pianificazione urbanistica vigente.

Il Consiglio Comunale di Sanluri si è quindi espresso favorevolmente in merito all’intesa per il rilascio  dell’autorizzazione da parte della R.A.S. Assessorato dell’Industria, servizio attività estrattive, ai fini della “RICERCA IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI DENOMINATA “IGIA”, avanzata dalla SARAS s.p.a. (12 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto).

Gli altri permessi di ricerca per risorse geotermiche in Sardegna

In Sardegna sono state presentati altre cinque istanze per permessi di ricerca per risorse geotermiche

Uno ha il nome di ANGLONA, ed è stato richiesto dall’Unione dei Comuni Anglona e riguarda i Comuni di Trinità d’Augulto e Vignola, Badesi, Viddalba, Valledoria, Castelsardo, Sedini, Santa Maria Coghinas, Bortigiadas, Bulsi, Nulvi, Laerru, Perfugas, Erula, Chiaramonti, Martis.

Quest’istanza è stata fatta in concorrenza con l’istanza SEDINI, presentata dalla GEOENERGY e comprendente i Comuni di Badesi, Trinità d’Agultu e Vignola, Aggius, Viddalba, Bortigiadas, Santa Maria Coghinas, Valledoria, Castelsardo, Tergu, Nulvi, Sedini, Bulsi, Laerru, Perfugas e con l’istanza MARTIS, anch’essa presentata dalla GEOENERGY e riguardante i Comuni di Perfugas, Tempio Pausania, Erule, Tula, Laerru, Nulvi, Martis, Chiaramonti, Ploaghe, Ozieri.

Un’altra istanza prende il nome di BAGNI ODDINI, presentata da INI FABI il 29/12/2010, e riguardante i Comuni di Orotelli e di Orani.

Poi vi è l’istanza CUGLIERI, presentata da Exergia Toscana, e riguardante i Comuni di Magomadas, Flussio, Tinnura, Sagama, Scano Montiferro, Tresnuraghes, Sennariolo, Cuglieri, Santu Lussurgiu, Seneghe e presentata il 28/10/2008.

Cosa prevede la normativa nazionale

Ai sensi del d.lgs 22/2010 il permesso di ricerca, che ha carattere esclusivo, è rilasciato dall’autorità competente ad operatori in possesso di adeguata capacità tecnica ed economica, contestualmente all’approvazione del programma dei lavori allegato alla domanda ed a seguito di un procedimento unico svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, cui partecipano, in relazione alle specificità dei lavori e dei siti, le amministrazioni interessate.

In caso di domande concorrenti, l’autorità competente effettua una selezione in base ai seguenti parametri, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento, sulla base di una preventiva ponderazione: a) sull’interesse, fondatezza e novità degli obiettivi minerari; b) sulle conoscenze delle problematiche geologico-strutturali specifiche dell’area richiesta; c) sulla completezza e razionalità del programma dei lavori di ricerca proposto, con particolare riferimento agli studi geologici, alle indagini geochimiche e geofisiche, alle perforazioni previste, ai tempi programmati e con riferimento anche alla sua eventuale complementarietà  con ricerche svolte in zone adiacenti; d) sulle modalità di svolgimento dei lavori, con particolare riferimento alla sicurezza, agli interventi di mitigazione degli impatti ed alla salvaguardia ambientale, nonché all’obbligo di ripristino dei luoghi, in relazione al quale deve essere prestata idonea garanzia finanziaria o assicurativa; e) sulla garanzia che i richiedenti offrono, per competenza ed esperienza, per la corretta esecuzione del programma di lavoro proposto e per il rispetto dei tempi programmati.

Il permesso di ricerca può coprire aree di terra o di mare con superficie massima di 300 chilometri quadrati. La durata massima del permesso è di quattro anni, prorogabile per non oltre un biennio. Il titolare di permesso di ricerca deve corrispondere all’autorità competente il canone annuo anticipato di euro 325 per ogni chilometro quadrato di superficie compresa nell’area di permesso.

Fonti:

istanza di permesso di ricerca IGIA nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico

istanza di permesso di ricerca SILIQUA nel Ministero dello Sviluppo Economico

progetto SILIQUA, studio preliminare ambientale

deliberazione Consiglio Comunale di Sanluri

Legge regionale 9 agosto 2002, n. 15

D.lgs 22/2010

Articolo pubblicato anche sul blog Su Barralliccu

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Commenti (16)

  1. Aggiungo che sono venuto a conoscenza dell’esistenza del permesso IGIA grazie a un convegno organizzato dal Comitato Civico “No al progetto Eleonora” e tenutosi a Sanluri in data 01/12/2012.
    Il Comitato Civico ha come obiettivo quello di impedire la realizzazione del “Progetto Eleonora” della SARAS, un progetto che prevede la trivellazione del territorio di Arborea per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi”. Per ulteriori informazioni sul Progetto Eleonora e sul Comitato Civico rimando al sito http://www.noprogettoeleonora.net/.

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  2. non potete permettere questo stupro !

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  3. Cerchiamo persone interessate ad istituire il comitato contro le trivellazioni nel Medio Campidano: https://www.facebook.com/pages/No-al-Progetto-IGIA-Ferma-le-trivelle-nel-Medio-Campidano/438794809507545?ref=hl

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  4. Tempo fa, estate 2007 – primavera 2008, mi è capitato di vedere alcuni automezzi particolari in varie zone del Campidano e non solo; non sono mai riuscito a capire che cosa effettivamente stessero rilevando o facendo, se non ricordandomi perfettamente l’impresa e allegando il link seguente: http://www.geotecspa.com/ — qualcuno ne sa di più? E’ qualcosa inerente a questo progetto?

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    1. Sicuramente si, Alessandro. Come riportato nell’articolo, il permesso IGIA è in concorrenza con il permesso SILIQUA (di cui ti rimando all’altro articolo pubblicato su questo sito), presentato dal gruppo Geo Energy, che è una ramificazione del gruppo Geotech.

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  5. Andrea e, logicamente lettori: la Geotec S.p.A. (come da link) è differente dalla Geotech s.r.l. (come da articolo s.r.); sono due società differenti, ma operano per lo stesso fine? Sostanzialmente si occupano delle stesse attività.

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    1. Uhm, allora non saprei. Della Geotec s.p.a. risulta anche un’impresa edile a Villasor

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  6. fondamentalmente occorrerebbe capire, in parole semplici, cosa vogliono fare nel territorio del Campidano. Esprimere a priori un si o un no e’ impossibile, ma se lo scopo delle sonde e delle trivellazioni e’ quello di scoprire se ci sono giacimenti di gas o di petrolio nel nostro sottosuolo l’argomento riguarda direttamente le popolazioni oltre che le amministrazioni delle comunita’ interessate. Le scelte riguardanti la programmazione dello sviluppo economico del territorio ed in generale l’ ambiente in cui viviamo non possono passare sopra le nostre teste.

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  7. Giusto per fare un pò di chiarezza. La Geotech è una società che si occupa di prospezione geofisica (per i non addetti ai lavori utilizzano il propagarsi di onde e vibrazioni per studiare il sottosuolo), la stessa è stata incaricata dalla SARAS titolare del permesso di ricerca IGIA di esplorare il sottosuolo del campidano senza fare, almeno per ora, delle perforazioni, che comunque vorrebbero fare a breve. La società per fare i lavori ha affittato una sede operativa a Villasor ed ecco perchè risulta una sede nel comune a noi limitrofo.
    La materia è molto complessa, in quanto la SARAS ha già acquisito un permesso di ricerca mineraria, ragion per cui abbiamo visto l’anno scorso dei grossi camion ed una marea di fuoristrada in giro per il campidano ed anche per Serramanna. Il problema è capire quale possa essere l’impatto di una possibile attività estrattiva per il territorio.
    L’estrazione riguarderebbe metano, sempre se lo trovano, e secondariamente (questo è solo un mio parere) penso vogliano installare delle centrali elettriche da fonte geotermica.
    Il problema è che essendo delle concessioni minerarie per le autorizzazioni alla ricerca, oltre che passare sopra le nostre teste passano anche sopra le teste dei proprietari dei terreni (che dovrebbero essere risarciti dei danni) in quanto sono proprietari solo del sovra suolo e non del sottosuolo e delle sue risorse.
    Sono disponibile per ulteriori chiarimenti di natura tecnica.

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  8. Non è ancora chiara una cosa: la Geotech s.r.l. con sede a Saletto (PD), non è la stessa cosa della Geotec s.p.a con sede a Campobasso, quest’ultima da me citata nel post di cui sopra (vedi link)! L’unica cosa di chiaro è che la Sardegna verrà sfruttata ulteriormente!

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  9. A maggior chiarezza ed integrazione del post mio in fase di moderazione: http://www.geotecspa.com/it/lavori-eseguiti/sismica-2d-3d.html *** Questo riguarda la società che si è vista operare in Sardegna tra l’estate del 2007 e la primavera del 2008; per l’altra citata non ho notizie a riguardo.

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  10. Per ora non vedo quale sia il problema; o per lo meno, mi chiedo, l’articolo è stato pubblicato per finalità di informazione o per contrastare le attività in oggetto?

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  11. Ciao, faccio parte del Comitato No al Progetto Eleonora, sono felice che i cittadini del Medio Campidano si stiano attivando grazie all’opera di informazione preventiva che abbiamo portato avanti. Noi ci siamo accorti solo all’ultimo del permesso di ricerca ad Arborea e siamo riusciti a bloccarli imponendo la valutazione di impatto ambientale (che non è ritenuta obbligatoria), altrimenti in questo momento il pozzo esplorativo a due passi dall’oasi di S’Ena Arrubia e nel pieno delle campagne di Arborea sarebbe già attivo.

    Volevo precisare qualcosa: dalle nostre informazioni la società che ha operato i sondaggi geosismici è la Geotec S.p.A., la stessa che per due anni ha agito indisturbata nell’oristanese (danneggiando seriamente le strade di Arborea, ma questo è un altro discorso). Una volta individuato il giacimento la Saras ha ottenuto le autorizzazioni dalla regione per il pozzo esplorativo, i nostri amministratori erano informati ma non hanno informato la popolazione, noi siamo riusciti a bloccarli solo grazie alla nostra curiosità.

    Lavoriamo da un anno incessantemente, abbiamo girato mezza Italia per vedere le altre realtà interessate dalle trivellazioni e parlato con esperti di ogni tipo e di ogni luogo. Siamo giunti a delle conclusioni: non ci sono posti di lavoro, è la stessa Saras a dire che al massimo serviranno “due guardiani notturni per i pozzi” e lo abbiamo visto in Emilia Romagna come sia tutto automatizzato. Non ci sono introiti per il territorio se non in minima parte rispetto al guadagno della società (parlo di cifre da 1 o 2 %). I rischi per la salute, la contaminazione dei terreni, delle falde, di fuoriuscite di idrogeno solforato sono altissimi e non sono paragonabili.

    Vi invito a documentarvi su ciò che sta succedendo, nel silenzio più totale, in val d’agri, in Basilicata, o su ciò che è successo a Trecate, dove nel 1994 è esploso un pozzo che ha devastato tutte le risaie del circondario. Oppure ancora ad andare a vedere le reali cause del disatro del Polesine del 1951, quando l’alluvione e la conseguente devastazione fu favorita dall’abbassamento del terreno (fenomeno noto come subsidenza) dovuta all’estrazione di metano dal sottosuolo.

    A chi continua a sparlare di rinascita del territorio grazie alla Saras vorrei fare solo una domanda: è mai stato a Sarroch? Ha mai respirato quell’aria? Ha visto i prezzi della benzina? Ecco, direi che basta questo per dire che è ora di finirla con le speculazioni sulla pelle dei sardi.

    Continuate ad informarvi e a condividere le informazioni col resto della popolazione, è l’unico modo per evitare che si possano ripetere scempi come quello di Furtei, giusto per fare un esempio.

    Noi siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, il 28 dicembre terremo un’altra assemblea pubblica ad Arborea, ovviamente siete tutti invitati.

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