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Rifiuti, il prezzo è ingiusto

di Andrea Mura Letto 1.828 volte0

SERRAMANNA. Il consigliere Maccioni polemizza con l’assessore all’Ambiente
«Cala il costo di smaltimento e aumenta la Tarsu»

Giulio Cossu, titolare della delega all’Ambiente: «Va spiegato alla gente che in queste condizioni è già un risultato mantenere le tariffe stabili o non aumentarle di molto».

I costi, pro capite, di smaltimento dei rifiuti calano ma la Tarsu lievita. Il dibattito caratterizza Serramanna («facciamo sacrifici per differenziare ma paghiamo sempre di più», dice la gente) dopo che nell’ultimo Consiglio comunale si è discusso dell’affidamento del servizio al Consorzio Cisa di Serramanna. «I costi di smaltimento, a leggere i rapporti dell’Arpas sulla gestione dei rifiuti in Sardegna, sono passati dal 105 euro del 2008 a 89 del 2010 pro capite: perché invece le bollette per i cittadini aumentano?», è la domanda del capogruppo di minoranza Giovanni Maccioni.

RACCOLTA PORTA A PORTA A Serramanna e negli altri centri allora aderenti al Cisa, la rivoluzione della raccolta differenziata porta a porta è scattata nel 2005. Da allora i risultati in termini di percentuale differenziata ha raggiunto dati confortanti: intorno al 65 per cento. A beneficare degli sforzi dei cittadini nella corretta separazione dei rifiuti, a parte l’ambiente, doveva essere il bilancio delle famiglie (per effetto delle premialità e dei ricavi indiretti per le materie riciclate) ma questo non è avvenuto. «La differenziata, si era detto, doveva però portare alla diminuzione nelle bollette per i rifiuti: o ci stanno raccontando frottole sui numeri e non stiamo differenziando bene, oppure c’è altro», incalza Maccioni.

«Il consigliere Maccioni legge male i dati generali: alla determinazione delle tariffe dei rifiuti concorrono diverse variabili. Va spiegato alla gente che in queste condizioni è già un risultato mantenere le tariffe stabili o non aumentarle di molto», replica l’assessore dell’Ambiente Giulio Cossu.NEWS_18905[1]

ALTI COSTI IN DISCARICA «Purtroppo i vantaggi economici della differenziata sono quasi del tutto vanificati dall’aumento esponenziale del costo di smaltimento in discarica della frazione secco indifferenziato», continua Cossu. «Oggi per smaltire una tonnellata di secco si pagano circa 180 euro: due anni fa, la spesa era di 134 euro». Il monito dell’assessore è conseguente: «È necessario ridurre la quantità di rifiuto secco e questo può avvenire solo facendo una differenziata più attenta, più spinta, altrimenti i costi aumenteranno ancora».

POLEMICHE A Serramanna il tema rifiuti – e igiene urbana – è caldissimo. Qualche settimana fa a far discutere era stato l’uso (raccomandato dal Comune) dei sacchetti semi trasparenti per il conferimento del secco. «Violano la privacy», era stata la protesta. «È l’unico modo per smascherare chi non fa una differenziata corretta», era stata la risposta in Comune. «Purtroppo il comportamento scorretto di pochi vanifica gli sforzi di molti, ma i dati che ci arrivano dal Cisa parlano di una percentuale di secco in diminuzione», chiude Cossu che pensa già alla Tares (Tributo rifiuti e servizi) che sostituirà da gennaio 2013 la Tarsu, che «potrebbe portare altri aumenti».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 23/12/2012

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