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Trivellazioni: progetto Siliqua (ricerca per risorse geotermiche), una prima analisi dello studio preliminare ambientale

di Andrea Mura Letto 6.018 volte2

di Andrea Mura

Come scritto nell’art. Due permessi di ricerca per risorse geotermiche (uno della SARAS) che riguardano anche Serramanna. Lo sapevate?”, risultano presentati due permessi di ricerca per risorse geotermiche, uno da parte della SARAS e uno da parte della società Geoenergy S.r.l.

Diamo un’occhiata allo studio preliminare ambientale del permesso Siliqua.

Dal sito di Sardegna Ambiente apprendiamo che la società Geoenergy S.r.l ha depositato presso il Servizio Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (Savi) dell’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente lo Studio preliminare ambientale relativo al progetto Permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato “Siliqua”, nei Comuni di Villacidro, Serramanna e Samassi nella Provincia del Medio Campidano e Vallermosa, Villasor, Siliqua, Villaspeciosa, Decimomannu, Uta e Decimoputzu in Provincia di Cagliari.
La pubblicazione è stata effettuata nel BURAS del 08 novembre 2010.

Sempre dal sito si apprende che lo Studio preliminare ambientale è consultabile anche presso i Comuni di Villacidro, Serramanna, Samassi, Vallermosa, Villasor, Siliqua, Villaspeciosa, Decimomannu, Uta e Decimoputzu e presso il Servizio tutela paesaggistica per le Province di Cagliari e Carbonia-Iglesias e per le Province di Oristano e Medio Campidano dell’Assessorato regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica.

L’obiettivo del progetto SILIQUA è, in prima fase, la “ricerca e valutazione delle risorse geotermiche presumibilmente presenti all’interno del Campidano. Successivamente, in caso di esito positivo della ricerca, il progetto proseguirà con lo sfruttamento di tali risorse a fini energetici, per la produzione di energia elettrica e/o termica mediante soluzioni tecnologiche ed impiantistiche adeguate alle caratteristiche della risorsa ed alle richieste delle utenze”.

Lo studio preliminare ambientale, dopo aver analizzato gli strumenti di programmazione e pianificazione, si sofferma sulla caratterizzazione paesaggistica. Verranno qui di seguito riportati solo alcune parti. Si rimanda alla lettura completa dello studio per ulteriori approfondimenti.

VINCOLO IDROGEOLOGICO

Vengono individuati quindi i vincoli territoriali. Innanzitutto i vincoli idreologici. Il vincolo idrogeologico (Regio Decreto Legge n° 3267 del 30/12/1923, “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani” e s.m.i.) è finalizzato, essenzialmente, ad assicurare che le trasformazioni operate su tali aree non producano dissesti, o distruggano gli equilibri raggiunti e consolidati, a seguito di modifica delle pendenze legate all’uso ed alla inefficace regimazione delle acque meteoriche o di falda. La presenza del vincolo comporta la necessità di una specifica autorizzazione per tutte le opere che presuppongono movimenti di terra. Tale autorizzazione è necessaria anche riguardo ad interventi di trasformazione colturale agraria tali da comportare modifiche nell’assetto morfologico dell’area o da intervenire in profondità sui terreni.

 

VINCOLI AMBIENTALI, VINCOLI ARCHEOLOGICI AREE PROTETTE

Nell’area è presente un vincolo ambientale e in particolare nella zona nel Comune di Siliqua, caratterizzata da un cono aspro e roccioso e ricoperta da vaste distesa di cisti e oleandri lungo i corsi d’acqua sul dirupo sorge il castello di Acquafredda.

Nell’area del permesso di ricerca sono inoltre presenti due vincoli Archeologici: 1) Resti di una necropoli (dovrebbe essere SU FRAIGU, a Serramanna) 2) Ruderi di un vasto complesso.

Al limite sudoccidentale del Permesso di Ricerca ricade un’area classificata come monumento naturale e denominata “Domo Andesitico di Acquafredda”.

 

STIMA DEGLI IMPATTI AMBIENTALI

Viene riportato poi lo “studio di valutazione di massima delle eventuali modifiche ambientali con riferimento all’entità e alla tipologia dei lavori programmati, nonché alle opere di recupero ambientale che si intendono eseguire” richiesto dagli Uffici competenti quale  documento a corredo dell’istanza per la concessione del Permesso di Ricerca di risorse geotermiche

 

PROSPEZIONI GEOLOGICHE E GEOFISICHE

Rilievo Geologico-Strutturale

Il rilevamento geologico è atto a verificare la  cartografia geologica già esistente e se necessario migliorarla; durante questa fase è previsto anche uno studio particolareggiato sullo stato di fratturazione della porzione di serbatoio geotermico, se affiorante, finalizzato ad individuare i sistemi strutturali principali fondamentali per capire lo stato di fratturazione del potenziale serbatoio geotermico. 

 

RILIEVO SISMICO

L’energizzazione è l’unica operazione, stando allo studio, che interessa fisicamente il terreno. Tale operazione interessa una porzione limitata del terreno (0,2-2 mq) e le potenze in gioco sono minime e per lo più inavvertibili fisicamente. Unica eccezione è il fattore rumore che però è di modesto livello e avvertibile per un tempo brevissimo nell’ordine dei millisecondi o di pochi secondi a seconda del tipo di energizzazione applicato. Per quanto riguarda il rischio di incidenti, non esistono rischi connessi alle operazioni che possano sfuggire ad una conduzione delle operazioni secondo normali criteri di prudenza e di controllo. L’unico elemento di rischio può essere ricondotto all’intralcio dei cavi in corrispondenza di vie di passaggio. L’ultimo elemento di rischio è legato all’eventualità di un energizzazione mediante cariche esplosive. In questo caso il brillamento sarà eseguito da personale qualificato secondo tutte le modalità previste dalla legislazione vigente.

 

Rilievo VLF

Il rilievo VLF (Very Low Frequency) verrà eseguito  tramite il sistema Poseidon. Questa metodologia sfrutta onde elettromagnetiche a bassa frequenza capaci di penetrare in profondità nel sottosuolo, emettendo dei campi secondari ad ogni differenza di densità degli strati attraversati. Queste onde vengono ricevute da una sonda VLF portatile ed elaborate da un apposito software che permette una visione 2D e 3D del sottosuolo.

 

Rilievo gravimetrico, Rilievo geoelettrico (eventuale), Rilievo sismico passivo

La misura dell’accelerazione di gravità terrestre permette di rilevare la presenza di anomalie attribuibili esclusivamente a fattori geologici nel sottosuolo. “Il rilievo sismico passivo analizza il rumore terrestre naturale tramite la tecnica Geospectra IPDS (Infrasonic Passive Differential Spectroscopy). Questa è una tipologia di Sismica Passiva, assolutamente non invasiva, che utilizza il segnale in un range di frequenza compreso tra 0,1 e 30 Hz, segnale osservabile in qualsiasi luogo del pianeta. Il segnale viene registrato passivamente in superficie tramite sismografi ad alta sensibilità,  viene successivamente analizzato spettroscopicamente in modo da produrre una firma spettrale caratteristica che viene usata come indicatore del serbatoio. I sismografici utilizzati in campagna consistono in una strumentazione piuttosto piccola (18 kg) portabile ed utilizzabile a manoRilievo idrogeochimicoPer quanto riguarda il rischio di incidenti l’unico rischio di incidenti è costituito dalla boccettina di acido cloridrico diluito impiegata per acidificare i campioni d’acqua. I volumi di acidoin gioco sono dell’ordine di pochi cc in quanto ogni campione ne richiede solo qualche goccia. Sarà quindi utilizzato un contagocce dal volume ridotto e di tipo infrangibile con chiusura di sicurezza. Una normale prudenza d’uso dovrebbe evitare ogni rischio di contatto diretto, soprattutto con le parti più a rischio (occhi e mucose). Le ridotte quantità di acido messe in gioco e la disponibilità di una cassetta di medicazione riducono il rischio al minimo”.

Rilievo idrogeochimico

Scopo di questa indagine è lo studio delle emissioni spontanee naturali in fase liquida, gassosa o mista provenienti dal sottosuolo. Per quanto riguarda il rischio di incidenti l’unico rischio di incidenti è costituito dalla boccettina di acido cloridrico diluito impiegata per acidificare i campioni d’acqua. I volumi di acidoin gioco sono dell’ordine di pochi cc in quanto ogni campione ne richiede solo qualche goccia. Sarà quindi utilizzato un contagocce dal volume ridotto e di tipo infrangibile con chiusura di sicurezza. Una normale prudenza d’uso dovrebbe evitare ogni rischio di contatto diretto, soprattutto con le parti più a rischio (occhi e mucose). Le ridotte quantità di acido messe in gioco e la disponibilità di una cassetta di medicazione riducono il rischio al minimo

 

Sondaggi Slim-hole (eventuale)

“Lo slim-hole consiste nella perforazione di un pozzo di piccolo diametro avente tempi brevi di esecuzione, perforato con la tecnica classica a circolazione diretta di fango. Legati alle operazioni di perforazione degli slim-hole sono da valutare alcuni potenziali rischi riguardo a inquinamento, produzione di rifiuti e disturbi ambientali. Questi rischi hanno tuttavia il carattere di eventi possibili e potenziali ma con probabilità di accadimento molto remota oppure, quando sono concreti, hanno un’entità quantitativa estremamente limitata, un impatto assolutamente trascurabile ed i loro effetti completamente azzerabili al termine delle operazioni.

FASE DI PERFORAZIONE

Legati alle operazioni di perforazione del/i pozzo/i esplorativo/i sono da valutare alcuni potenziali rischi riguardo a inquinamento, produzione di rifiuti e disturbi ambientali. Questi rischi hanno tuttavia il carattere di eventi possibili e potenziali ma con probabilità di accadimento molto remota oppure, quando sono concreti, hanno un’entità quantitativa estremamente limitata, un impatto assolutamente trascurabile ed i loro effetti completamente azzerabili al termine delle operazioni. Nel seguito sono esposti, analizzati e  valutati uno per uno tutti i possibili fattori di rischio nei riguardi sia degli elementi naturali dell’ambiente: suolo, sottosuolo, acque superficiali.acque sotterranee, aria; sia degli organismi viventi (flora e fauna); sia della presenza antropica (vita, salute, opere e costruzioni dell’uomo, ecc.).

(…)

“Un altro ma diverso potenziale fattore di inquinamento potrebbe intravvedersi in possibili emissioni di fluidi geotermici nel corso e immediatamente dopo la fine delle operazioni di perforazione. In qualsiasi modo avvenga l’evento l’effetto sarà limitato alla fuoriuscita dal pozzo di acqua/vapor d’acqua avente natura, composizione e quantità simili a quelle delle sorgenti spontanee di acque termominerali che sono  presenti nella zona di indagine. L’emissione di acqua/vapor d’acqua potrebbe essere  accompagnata dall’emissione di gas anch’essi però simili a quelli delle manifestazioni naturali esistenti in zona (H2S, CO2)”.

(…)

Circa gli effetti fisici sul terreno è evidente che la trivellazione provoca una concentrata, confinata e limitata rimozione del terreno lungo l’asse del foro. L’entità di tali materiali di risulta è  prevista attorno ai 180 m per sondaggio e sviluppata lungo un asse verticale che non ha nessun effetto fisico né rispetto alla superficie né in profondità

 

In relazione al possibile disturbo per l’occupazione del suolo i lavori previsti comportano un’occupazione temporanea (1,5-2 mesi) delle postazioni. L’impianto che verrà usato è del tipo autoportato per parti modulari, da montarsi sul posto per cui non sono previste opere stabili, né precarie, durante l’esecuzione dei lavori e i tempi di approntamento e smobilitazione del cantiere saranno abbastanza ridotti.

Riguardo al rischio di inquinamento delle falde superficiali la contaminazione può essere dovuta a:

1) Perdita di circolazione e quindi immissione di fango in falde superficiali. Si deve sottolineare il fatto che l’acqua contenuta nel fango porta al rigonfiamento delle argille che tendono a sigillare le zone micropermeabili. Anche  nell’eventualità di assorbimento di modeste quantità di fango, essendo questo costituito da acqua e bentonite, non può essere motivo di inquinamento;

2) Mescolamento del fluido  geotermico proveniente dal serbatoio con le falde acquifere superficiali. Questa eventualità è evitata mediante l’isolamento delle formazioni poste sopra il serbatoio mediante tubazioni in acciaio cementato.

Ripeto, rimando alla lettura del rapporto completo.

Fonte: Studio Preliminare Ambientale permesso di ricerca geotermico Siliqua

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Commenti (2)

  1. Se vi fa piacere questo articolo lo pubblico anche nel mio blog

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    1. Fai tranquillo 😉

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