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«Ecco il viso del bandito» In esclusiva la foto del terzo rapinatore ricercato

di admin Letto 3.948 volte0

Cuffia nera con la scritta NY. Giubbotto e pantalone della tuta sportiva scuri. Volto giovane e mani in tasca. Lo sguardo fisso sembra nascondere un po’ di apprensione. È questo, secondo i carabinieri del comando provinciale di Cagliari, il terzo bandito entrato in azione il 4 gennaio insieme a Mario Costantino Musina, 28 anni, e Francesco Pira, 23, i due giovani di Orgosolo già in carcere per la rapina al Banco di Sardegna di Serramanna. Gli investigatori stanno scavando negli ambienti del Nuorese: sono convinti che anche il terzo rapinatore sia originario di Orgosolo o di un paese della zona.

IMMAGINI Le telecamere di sorveglianza della banca hanno immortalato i tre giovani. Se Pira è stato bloccato mentre tentava la fuga con il bottino è grazie alle immagini a circuito chiuso che i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dal maggiore Alfredo Saviano e dal capitano Roberto Scalabrin, sono risaliti a Mario Costantino Musina e contano di identificare e arrestare anche il terzo componente della banda. Prima di entrare nel bussolotto il rapinatore ha il volto scoperto. Quando fa irruzione una sciarpa gli nasconde il viso. Ma le indagini, grazie ad altri elementi, sarebbero a buon punto.

I PARTICOLARI L’arresto immediato di Francesco Pira, inseguito mentre scappava per strada col bottino dalla marescialla Gloria Mercurio, ha visto protagonisti anche due fratelli, Francesca e Giorgio Bulliri: hanno aiutato il sottufficiale a bloccare il bandito.

LA PRIMA PISTA I primi indizi avevano fatto scattare i sospetti su altri due uomini. Nell’ordinanza di arresto del giovane di Orgosolo, emessa da Giovanni Massidda su richiesta del sostituto procuratore Emanuele Secci, si scopre che uno dei due iniziali indagati aveva una forte somiglianza proprio con Musina. Le immagini delle telecamere di servizio hanno aiutato l’attenta azione dei militari del comando provinciale. In collaborazione con i carabinieri della compagnia di Sanluri, del comando provinciale di Nuoro, delle stazioni di Orgosolo e Serramanna si è così arrivati a Musina, compaesano di Pira. Gli esami del Ris hanno fatto il resto. Il giovane sapeva di essere un sospettato. La sua casa era stata perquisita (i carabinieri avevano trovato una pistola Beretta regolarmente denunciata dal padre) e Musina era stato sottoposto a tampone orale. Il suo profilo genetico è stato ritrovato poi sulla cuffia e sui guanti sequestrati nella casa di Serramanna.

M. Vercelli – L’Unione Sarda del 27/01/2013

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