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G. S. Serramanna: «Il paese snobba tutti i successi della squadra»

di admin Letto 5.517 volte2

calcio serramanna

Undici vittorie di fila la proiettano al primo posto in classifica del campionato di Promozione di calcio, e ne fanno ormai la più seria pretendente al balzo in Eccellenza. Il G.S. Serramanna riporta in alto il nome della cittadina (dopo l’addio forzato della Gialeto) nel calcio regionale che conta, ma il paese è quasi indifferente.

«La gente non risponde come dovrebbe: alle partite assistono non più di 80-100 persone», si rammarica Mondo Ena, dirigente storico del Dopolavoro Ferroviario (per molti anni fucina di talenti prima di fondersi quest’anno proprio con il G.S.), e padre di due giovani del gioiello calcistico costruito dal presidente Enrico Maccioni e dal ds Leo Costa. Una squadra («I miei ragazzacci», li definisce simpaticamente il tecnico Giuseppe Mura) che vince giocando bene e divertendo.

Privilegio per pochi supporter, evidentemente, ma qualcuno eccellente come il sacerdote don Giuseppe Pes. «Se mi piace il calcio? Altro che», risponde il parroco che parla volentieri della squadra, «la più giovane del campionato, 22 anni e mezzo l’età media». Orgoglio anche per Franco Serci («bella squadra davvero, merita l’Eccellenza»), caposervizio delle tranvie in pensione, fondatore nel 1978 del G.S. Serramanna e, non deve meravigliare, anche per Piero Carlotti, presidente della nuova Gialeto 1909. «Non c’entra la rivalità: sono uno sportivo e se il G.S. Serramanna vince sono contento».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 29/01/2013

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Commenti (2)

  1. Non solo il calcio snobbano a serramanna, snobbano tanto altro.

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  2. Purtroppo è vero, capita un pò per qualsiasi cosa di buono venga fatto a Serramanna.
    Viene quasi “infangata” o cmq non messa in buona luce dai Serramannesi stessi..idem per le persone o le associazioni che si danno da fare, qui o finalmente ci si dà una mano tutti e si cerca di convivere tutti in santa pace, cercando di crescere e migliorare tutti insieme, oppure diventeremo davvero il paese più disunito della zona (ma forse già lo siamo e nessuno se ne accorge??)…altro che paese “museo”…ci metteranno, nei vari ingressi del paese, i cartelli turistici con su scritto “paese d’invidiosi”…pace e bene.

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